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Costituita l'Accademia dello Stoccafisso alla Fermana: domenica pomeriggio la presentazione a Tipicità

Di recente è stata costituita l’Associazione “Accademia dello stoccafisso alla Fermana” per tutelare il prestigioso piatto denominato “Stoccafisso alla Fermana”, con diverse finalità: la valorizzazione dei contenuti della tradizione locale, la promozione di iniziative tese ad estendere la conoscenza del piatto in tutto il territorio nazionale e all’estero per tutelarne la qualità degli ingredienti, nonché per finalità di promozioni culturali e turistiche del nostro territorio.

Costituita l'Accademia dello Stoccafisso alla Fermana: domenica pomeriggio la presentazione a Tipicità

L’art. 2 dello Statuto recita testualmente: “L’associazione denominata “Accademia dello Stoccafisso alla Fermana” con sede a Fermo non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi di una o più delle seguenti attività di interesse generale, avvalendosi in modo prevalente dell'attività di volontariato dei propri associati.

Scopo precipuo dell'Associazione è tutelare attraverso le proprie attività la tradizionale cultura enogastronomica fermana legata alla cucina e al consumo dello Stoccafisso, alla promozione di tale cultura fra la popolazione locale e fra le genti di tutto il mondo, al sostegno di tutti coloro che attraverso studi, opere ed azioni, si premureranno di diffondere tale tipica espressione della fermanità e della buona cucina.

L'associazione non dispone di limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli associati”.

Lo Stoccafisso è un “prodotto nordico” che i nostri antenati, cultori della buona tavola, hanno saputo trasformare in un prelibato “piatto mediterraneo”, a pieno titolo inserito nella Dieta Mediterranea e non da ultimo è un prodotto naturale al 100%.

Lo stoccafisso, come materia prima, è un unicum perché deriva da un animale che vive libero nel suo ambiente naturale e che subisce tre trasformazioni del suo stato fisico (essiccato, reidratato, cotto) senza l’ausilio di tecnologia, eccetto la refrigerazione, o coadiuvanti di natura chimica. Se la bagnatura avviene a temperatura di refrigerazione non si sviluppano “sapori forti” rendendolo adatto per preparazioni gastronomiche gradevoli anche per le giovani generazioni ormai poco propense a sapori decisi. La sua grande versatilità lo rende idoneo a nuovi e innovati impieghi, con procedure di preparazione semplificate, inseribile in attività di somministrazione diverse da quelle tradizionali che sempre più numerose entrano nel panorama dell’offerta gastronomica. Riteniamo che queste sue peculiarità possano rappresentare un punto di “incontro” con quella parte di popolazione, sempre crescente, contraria all’uso alimentare di prodotti di origine animale come rifiuto dei sistemi di allevamento intensivo e della macellazione cruenta. Lo stoccafisso, prodotto di origine animale, è al di fuori di questo sistema.

A Fermo abbiamo due scuole di cucina: una deriva dallo “Stoccafisso alla Nasò” e reinterpretata dallo chef Guido Gennaro, l’altra dalla tradizione secolare della famiglia Verdecchia, di cui Franco Verdecchia è uno degli ultimi rappresentanti.

Stiamo scoprendo tante belle tradizioni in questa provincia da Smerillo a Montegiorgio, dove vigeva la consuetudine, una settimana dopo il rito funebre, del reinvito cioè “lu ramittu” per rinnovare le preci in suffragio del defunto e lo Stoccafisso con le patate era parte del rito.

L’Accademia sarà presente a Tipicità la domenica pomeriggio presso lo stand del Comune che, insieme alla Camera di Commercio di Fermo, ne ha patrocinato l’iniziativa; in tale occasione sarà possibile degustare questo prestigioso piatto.

Il lunedì sera, Stoccafisso senza frontiere, sarà la cerimonia di presentazione ufficiale dell’Accademia

Il nostro vuole essere un omaggio alla tradizione che è anche innovazione, perché “Tradizione” non è altro che un’invenzione riuscita particolarmente bene, condivisa ed accettata che per tale ragione diventa Tradizione.

Come Marc Bloch amava ripetere, “… La cucina è fatta di alcune regole e di molte libertà, quelle che, giorno dopo giorno, danno vita e corpo a un piatto, trasmettendolo dall’una all’altra generazione. Senza dogmi, senza rigidità. La cucina è il luogo della variante e la ricetta è come uno spartito musicale, che si «realizza» solo quando viene interpretato, in modo ogni volta diverso. Se no tanto varrebbe ascoltare un disco - o mangiare cibi industriali, sempre uguali a sé stessi”. Ed è questo lo spirito della nostra Accademia: innovazione nella tradizione.

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Data pubblicazione : 02/03/2018 10:30
Scritto da : Redazione
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