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Montefortino. Ricostruire il senso di comunità ripartendo dal Santuario della Madonna dell'Ambro. L'Arcivescovo Pennacchio: "A Natale celebrerò qui la Santa Messa"

La Chiesa del Santuario della Madonna dell'Ambro rappresenta la storia di mille anni di fede, il simbolo di una comunità intera, di cittadini, di persone che vi arrivano anche da lontano, partendo come pellegrini o semplicemente per trascorrervi delle ore di spensieratezza con la propria famiglia.  

Montefortino. Ricostruire il senso di comunità ripartendo dal Santuario della Madonna dell'Ambro. L'Arcivescovo Pennacchio:

Un luogo di storia, cultura e devozione diventato inagibile dopo gli eventi sismici dell'agosto 2016.

Dopo mesi di chiusura, finalmente,  lo scorso 19 febbraio sono iniziati gli interventi di restauro conservativo e miglioramento sismico, promossi dalla Carifermo Spa sponsor dell'iniziativa. L'ufficializzazione dell'inizio dei lavori  e la riapertura del Santuario, prevista per il prossimo dicembre,  è stata  data questa mattina, nella conferenza stampa che si è tenuta all'Hotel Ambro.

Il 14 marzo del 1858 veniva aperto il primo sportello della Cassa di Risparmio di Fermo e per il 160° anniversario dalla sua nascita, l'istituto di credito ha voluto così dare un segnale concreto e tangibile, investendo in questo unico e grande progetto.

Il Santuario verrà ricostruito con tecnologie nuove e avanzate, tramite l'intervento della ditta Alessandrini e i materiali Mapei, partner tecnico del restauro. Insieme a loro, oggi per l'incontro con la stampa, anche l'Architetto Domenico Cardamone, responsabile della sovrintendenza, l'Architetto Giulia Alessandrini, che ha spiegato il suo progetto di messa in sicurezza e l'intento di tutela degli aspetti storico-artistici, l'Ingegnere Diego Damen, che si occuperà degli interventi di adeguamento e miglioramento sismico e il Professore Luigino Dezi, dell'Università  Politecnica delle Marche, che ha effettuato i sopralluoghi  rilevando i cedimenti della struttura, in particolare della volta.

Un centro di aggregazione, depositario dell'identità di un intero territorio, che può concretamente ripartire tramite gli enti che collaborano a questa iniziativa e che hanno partecipato non solo alla conferenza stampa, ma anche alla visita guidata all'interno della struttura. Alla testa del gruppo entrato nel cantiere di restauro Monsignor Pennacchio e l'Ingegner Grilli, presidente della Cassa di Risparmio di Fermo. "Questo importante luogo di culto non ha una rilevanza soltanto religiosa: è qui che il divino incontra l'umano diventando un tutt'uno. Grazie a questo progetto è la gente che viene aiutata, valorizzando così la cultura di un territorio. Come rappresentante dell'ente proprietario, sono contento di ritornare a vivere il Santuario e a Natale vorrei poter celebrare qui la messa di mezzanotte". Ha commentato l'Arcivescovo di Fermo. A tal proposito l'amministratore delegato Carifermo Alessandra Vitali Rosati ha aggiunto: "Questa rappresenta una fantastica opportunità per lavorare al bene comune. Il nostro impegno non si basa sul fatturato o sulle percentuali, ma sulle vite delle persone che abitano qui".

La rinascita, anche economica, parte dal Comune di Montefortino, centro che vede nel suo territorio la presenza di questo grande punto di attrazione. Da qui riparte la speranza e tutte le istituzioni, provinciali e regionali, si sono unite per dare una risposta concreta. A testimoniarlo erano presenti il Prefetto, Maria Luisa D'Alessandro, il dirigente della Regione Marche, Raimondo Orsetti e il vice presidente della Provincia di Fermo, Stefano Pompozzi.

Insieme hanno ribadito la volontà di "ricostruire la comunità, partendo da una ricostruzione materiale." Un plauso unanime è stato rivolto al Sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, per "l'impegno profuso, che ha consentito in tempi brevi l'avvio del progetto."

"Una giornata meravigliosa per le Marche e per i Sibillini." - Ha esordito lo stesso Ciaffaroni, ringraziando i presenti- "Partendo dall'architetto Cardamone e il professor Dezi, che hanno messo a repentaglio la propria vita durante il terremoto, per mettere in sicurezza il Santuario e per scongiurare il depredamento dell'immobile. Grazie all'Anas, perché ha permesso la messa in sicurezza della strada che porta al Santuario. Grazie alla Prefettura, alla Regione Marche, poiché la rinascita di questo luogo simbolo, non può avvenire senza l'ammodernamento delle infrastrutture fondamentali, come la strada 210. Sono sicuro che il Presidente Ceriscioli manterrà la promessa. Un grazie a nome di tutta la comunità marchigiana va alla Carifermo" - Ha sottolineato il primo cittadino- "Una banca partecipe nel territorio e protagonista dello sviluppo."

Una motivazione e un obiettivo chiaro hanno quindi mosso la Cassa di Risparmio di Fermo: "Una sfida che la nostra banca locale ha voluto intraprendere a 10 km dall'epicentro. - Ha dichiarato il Presidente della Carifermo Amedeo Grilli - Abbiamo preso un immobile simbolo per dimostrare che si può ripartire dal centro dove si è irradiata questa energia che ha messo in ginocchio più  regioni, far capire che possiamo ripartire, che dobbiamo ripartire. Ringrazio l'Arcidiocesi di Fermo, Monsignor Conti che, con lungimiranza, ha condiviso questo progetto, consolidato da Monsignor Pennacchio che lo ha voluto portare avanti."

 

 

 

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Data pubblicazione : 13/03/2018 17:26
Scritto da : Jessica Tidei
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Aragorn

    19-03-2018 15:28 - #1
    caspita che spiegamento di forze! l'avessero fatto anche per la ricostruzione a quest'ora staremmo un bel pezzo avanti! si perché avremmo bisogno anche di ricostruire la comunità, del senso ce ne facciamo poco...case, attività commerciali, agricole e di allevamento, pronto soccorso e strutture sanitarie utili...alcuni ricominceranno a lavorare e questo è un bene, ma puntare sul turismo è ben altra cosa...ora, considerata l'amicizia particolare che da sempre lega chiesa, banche, fondazioni, cooperative (latitano rotary e lions da qualche tempo) ed, ultimamente, anche parecchi ex-post-catto-comunisti (oh...non se troa più un cumunista de quilli seri! il carro di papa francesco è stato un successone!) mi appello a lei, arcivescovo...parlece tu cò quissi (perdoni il tono troppo confidenziale, ma mi piace immaginarla come uno di noi), magari te da retta...e fa una voce anche agli amici delle banche, che non chiedano un rene a garanzia dei prestiti perché i soldi che stanno utilizzando per questo segnale tangibile e concreto(???) sono quelli che depositiamo noi, esclusivamente sulla fiducia...sono passati parecchi anni da quel 14 marzo, da "cassa di risparmio" a "banca spa"...capito che guaio a dà li sordi nostri a quissi?
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