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Dopo Torino, Fermo: il capoluogo entra nella rete delle learning cities dell'Unesco

Nel saluto del Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro all’apertura dei lavori nella due giorni congressuale sul ruolo del mediatore linguistico e culturale nell’era digitale, in corso oggi e domani nell’aula magna della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici San Domenico in via dell’Università, è uscita una possibile importante novità per la Città di Fermo: “L’accettazione – ha detto il Sindaco Paolo Calcinaro - da parte dell’Unesco della candidatura avanzata dalla nostra cittadina  per l’ingresso nel circuito mondiale delle Città dell’Apprendimento: l’Unesco Global Network of Learning Cities è un prestigioso circuito ove vi è il riconoscimento della qualità e della strutturazione del percorso di studi che una città può proporre, dall’infanzia fino all’età adulta". La notiza è stata accolta con un grande applauso dall'uditorio del convegno.

Dopo Torino, Fermo: il capoluogo entra nella rete delle learning cities dell'Unesco

"E tale riconoscimento - ha continuato Calcinaro - avviene non in valore assoluto ma in relazione al contesto della Città stessa o, nel caso dei Paesi in via di sviluppo, anche della nazione: insomma una menzione ancora più importante viste le dimensioni demografiche ridotte della Città di Fermo, già in rapporto all’altra città italiana, l'unica presente nel circuito: Torino.
Insomma l’accettazione da parte dell’Unesco al circuito delle città dell’apprendimento riconosce ancora una volta a Fermo la completezza e la qualità dei propri servizi educativi e scolastici e di formazione, universitaria e professionale: e proprio queste realtà, che sono la base di tale riconoscimento, oggi hanno a disposizione questo importante valore aggiunto figurativo proveniente dall’Unesco”.


Il percorso era partito nel 2017 con la predisposizione di un dossier, redatto dal Prof. Carlo Nofri proprio della scuola superiore per mediatori linguistici San Domenico, a sostegno della candidatura della Città ed un primo step si era avuto con il formale appoggio dell’Unesco Italia alla candidatura: poi la notizia che da Amburgo, sede dell’Istituto Unesco per l’apprendimento, si è determinata la piena accettazione.

Nei prossimi giorni l’Ufficio Comunale Progetti Europei, con il dirigente Gianni Della Casa, prenderà i contatti per tutte le formalizzazioni relative al riconoscimento con le sedi Unesco interessate.

Soddisfazione viene espressa anche dall’assessore alla cultura e turismo Francesco Trasatti che dice: “Si tratta di un prestigioso riconoscimento che si aggiunge, onorandoci, al fatto di vederci già riconosciuti come Città amica della lettura, di avere Torre di Palme come borgo più bello d’Italia e di avere nell’Itet Carducci-Galilei la prima scuola delle Marche riconosciuta dal Comitato Giovani Unesco per progetti formazione lavoro. Ora questo riconoscimento a livelli internazionali ci inorgoglisce e ci sprona a lavorare ancora di più in questa direzione”.

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Data pubblicazione : 23/03/2018 16:46
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • curiosamente

    26-03-2018 11:23 - #3
    Giusto, Renato, collocare due scuole medie in una circonvallazione, è una scelta pessima. Perché, invece la scelta del polo scolastico è azzeccata ? Ma per favore, un posto bruttissimo, infossato, in cui, paradossalmente, la viabilità e i posteggi sono pessimi. Ci rimettono i ragazzi, che non hanno niente di bello da guardare e non hanno nemmeno una città da vivere e in cui socializzare,sempre più soli e tristi, e ci rimette Fermo, abbandonata dalla vita : noi viviamo di raziocinio e poesia e una città e i giovani hanno bisogno l'una degli altri e viceversa.
  • Renato

    24-03-2018 17:26 - #2
    sig. Curiosamente se pensiamo ancora che per far vedere Fermo e rivitalizzare Fermo occorre mantenere le scuole nel Centro Storico allora non abbiamo capito nulla di come va il mondo. Oggi le scuole hanno bisogno di spazi, spazi ed ancora spazi per poter essere formative. Occorre pensare a scuole a tempo pieno dove trovare mense, aule didattiche, palestre, spazi verdi, biblioteche, laboratori specializzati e strutture sicure ! Forse un tempo erano sufficienti spazi angusti per un numero limitato di alunni oggi se si vuole bene ai ragazzi occorre loro offrire una didattica migliore e ambienti confortevoli. Guardiamo non dico i paesi Nordici ma la Germania, l'Olanda, la Spagna sono avanti anni luce rispetto alla nostra vecchia e stantia istruzione. I sentimenti, la poesia, devono lasciare spazio al raziocinio di comprendere che il mondo va avanti molto ma molto avanti e noi restiamo indietro. I Centri storici possono vivere solo se ci sono idee, proposte, confronti seri per il loro riutilizzo e non solo parole di circostanza ! Una ultima considerazione. Sono convinto però che collocare la scuola media Ugo Betti vicino a Fonte Fallera non sia proprio una scelta azzeccata !
  • curiosamente

    23-03-2018 18:57 - #1
    Se le scuole si spostano tutte fuori , anche le poche rimaste nel centro storico, che città dell'apprendimento sarà Fermo ? Attualmente ci sono centinaia di studenti che , pur venendo a Fermo tutti i giorni , non hanno mai visto Fermo: si barcamenano tra un posteggio e l'altro, ma Fermo non lo vivono per niente, né vivono per niente la bellezza di Fermo.
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