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"A Fermo i disabili non possono accedere alla farmacia comunale": la denuncia della consigliera regionale Malaigia

"A seguito della segnalazione di una cittadina, ho avuto modo di prendere coscienza di una situazione a dir poco "paradossale". Nel concreto, la Farmacia comunale ospedaliera di Fermo (U.O.C ) presenta una scalinata di quattro rampe, che impedisce di fatto a persone in carrozzina di potervi accedere, a meno che le persone in carrozzina non acconsentano ad essere trasportate su un "montacarichi per pacchi e scatoloni". E' come dire "se sei in carrozzina a rotelle per arrivare alla farmacia comunale devi sperare che ti spuntino le ali". E in difficoltà non sono solo le persone in carrozzina, ma anche gli anziani. Come è possibile nel 2018 che un disabile, un anziano o una persona con qualche problema di deambulazione non possa entrare in una farmacia, che tra l'altro è destinata proprio alla distribuzione di farmaci per gravi malattie?" A rivolgere quest'interrogativo a seguito della segnalazione di una cittadina è la consigliera regionale della Lega Nord Marzia Malaigia, che porta all'attenzione pubblica una problematica relativa alla vita di tutti giorni nel nostro capoluogo.

"Troppe volte si è discusso nelle sedi istituzionali di diritti delle persone diversamente abili, anche per quello che riguarda l'eliminazione di tutti quegli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di coloro che hanno capacità motoria ridotta o impedita, ma sembra che oltre all'impegno verbale da parte di questo governo regionale, non si sia arrivati ancora a concreti interventi risolutivi - continua la Malaigia -.
Dopo essermi trovata di fronte a questa assurda realtà, ho deciso pertanto di presentare un’interrogazione rivolta al Presidente della Giunta regionale per capire se, per quanto riguarda gli edifici di propria competenza (sedi istituzionali, uffici, immobili del servizio sanitario regionale: ospedali, poliambulatori uffici ecc.), abbia adottato il piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), se abbia chiesto alle amministrazioni comunali copia dei PEBA degli edifici e delle opere in loro possesso e se abbia provveduto alla nomina dei commissari per l'adozione dei PEBA nei Comuni inadempienti".


"E' un sentimento di rabbia e sgomento – prosegue la consigliera Malaigia - quello che ha suscitato in me considerare che a distanza di più di vent'anni dall’obbligo di legge per i Comuni di dotarsi del Peba (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) esistano ancora realtà non in regola, denotando in tale modo una grave inadempienza da parte della Regione Marche.
Voglio qui infatti ricordare che la Regione, con una propria legge del 1990, si era impegnata ad adottare un piano regionale e a portare avanti un’attenta opera di controllo su tutte le amministrazioni pubbliche, riservandosi, in caso di inadempienza, di nominare un commissario ad acta.
Successivamente, ha emanato la legge regionale 34 del 1992, che ha fatto sì che di fatto i Peba oggi siano materia urbanistica che la Regione ha delegato ai Comuni e la cui vigilanza spetta invece alle Province".

 

"Ad oggi, dunque, i principali interlocutori in materia di barriere architettoniche sono i Comuni, ma la Regione resta l’istituzione che legifera e controlla il rispetto della normativa sul territorio - prosegue la consigliera leghista -. Voglio concludere segnalando che in generale i problemi che mi sono stati sollevati anche da altri cittadini vengono evidenziati nelle strutture sanitarie e negli edifici scolastici che debbono purtroppo fare i conti con un’edilizia vecchia e con l’attuale carenza di fondi. Ciò che limita fortemente i diritti di molte persone in condizioni di disabilità motoria non è la condizione stessa di disabilità, ma la presenza di barriere architettoniche/sensoriali che ne pregiudicano la loro libertà".

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Data pubblicazione : 11/05/2018 09:50
Scritto da : Redazione
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