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Fermo. Tre anni di Calcinaro. Tra soddisfazioni e qualche cruccio, il sindaco a tutto campo tra passato, presente e... futuro!

Il 14 giugno 2015 Paolo Calcinaro vinceva il ballottaggio contro Pasquale Zacheo, diventando così sindaco di Fermo. Sono passati esattamente tre anni e questa mattina il primo cittadino, dopo aver affidato alcune considerazioni alla sua bacheca facebook, ha stilato un bilancio della sua amministrazione, non prima però di aver raccontato la sua giornata tipo da sindaco, quegli aspetti “nascosti” della vita di un amministratore di cui un normale cittadino fa ovviamente fatica a rendersi conto, quegli aspetti che caratterizzano “una quotidianità così impegnativa che, seppur circondati di gente, rende tremendamente soli perché ti sei staccato, lentamente, da quella che era la tua vita”.

Fermo. Tre anni di Calcinaro. Tra soddisfazioni e qualche cruccio, il sindaco a tutto campo tra passato, presente e... futuro!

“La vita da sindaco è un susseguirsi di incontri, trasferte, riunioni – esordisce Calcinaro ai nostri microfoni –. La giornata parte presto la mattina e soprattutto finisce tardi la sera: spesso succede di svegliarti nel pieno della notte con qualche idea o preoccupazione in testa e infatti – sottolinea con una battuta – sono famoso tra i dipendenti per le mail inviate alle 4 di mattina. Da un certo punto di vista è come entrare dentro un vortice che ti stritola, anche se ovviamente ci sono anche molti lati positivi”.

 

Lati positivi che potrebbero essere riassunti efficacemente con una frase del già citato post: “Quella di lavorare per la Città che si ama è una esperienza realmente unica” - ha infatti scritto il sindaco sulla sua bacheca. Un'esperienza fatta di grandi traguardi e obiettivi, di piccole soddisfazioni (Calcinaro cita ad esempio l'accordo con ANT e Asur per usare dei fondi dell'Ambito Sociale per gli screening ai ragazzi dei quinti superiori per controllare i melanomi sulla pelle”, un'esperienza di cui il sindaco sottolinea con orgoglio in particolare un aspetto: “La cosa più bella è aver dato un po' di fiducia a Fermo, averle ridato la consapevolezza che è una città che può piacere, attirare e anche essere moderna tramite piccole grandi innovazioni – sottolinea -. Io poi sono “un fermà” anche nei lati deteriori e so bene che siamo noi i primi a sminuire la portata e la bellezza di una città che invece chi viene da fuori identifica come un gioiello.

Il sindaco ripercorre poi quelle che sono state finora le linee guida della sua amministrazione. In primis l'attenzione al centro storico, “al quale al momento del nostro insediamento abbiamo fatto una respirazione bocca a bocca”, un'operazione necessaria perché “il centro storico non è di nessuno, essendo anche scarsamente abitato, ma è in realtà è di tutti nella misura in cui se una città manca di una propria identità comune ecco allora che si perde il senso di comunità in tutte le sue membra”. Un centro storico che a breve assisterà alla riapertura di Palazzo dei Priori (entro la seconda metà di luglio ci sarà la riapertura della Sala del Mappamondo, questa la tempistica fissata dal sindaco), che ancora prima (entro fine giugno) riavrà il rinnovato Piazzale Azzolino e che a breve sarà più efficacemente collegato attraverso i primi due tronconi dell'impianto di risalita meccanizzato a partire dal Terminal: “I tecnici dell'Ustif sono tornati ieri in città (i primi sopralluoghi risalgono a due settimane fa, ndr) – rivela Calcinaro – e tra lunedì e martedì il dirigente firmerà il nullaosta, quindi dal prossimo fine settimana saranno attivi i primi due tronconi (fino a Via Sant'Anna), cioè il tratto con le pendenze più significative. Il tratto sarà completamente videosorvegliato e sarà quindi un ulteriore presidio utile per il centro storico”. Più lunghi, invece, i tempi per il terzo troncone, quello fino a Piazzale Carducci, per il quale è stata necessaria una riprogettazione in seguito ai disagi causati dal sisma.

Centro storico, però, significa anche Casina delle Rose, forse la vera spina del fianco del sindaco nei primi tre anni di amministrazione. Calcinaro conferma che, indipendentemente dall'esito dei primi tentativi, la soluzione della vendita al privato sia l'unica percorribile e rispedisce ancora una volta al mittente le critiche di chi aveva sostenuto si trattasse di una svendita: “Purtroppo sono i fatti ad aver smentito questa ipotesi, altrimenti avremmo avuto la fila – spiega – comunque probabilmente faremo un nuovo tentativo con un 10% della base d'asta. Bisogna però stare attenti a non anteporre il campanilismo politico al bene della città: un imprenditore che accettasse la sfida lo farebbe in primo luogo per amore del territorio, sarebbe quasi un atto di mecenatismo e determinati comportamenti (il riferimento esplicito di Calcinaro è in particolare ai cartelloni del Movimento 5 Stelle che si chiedevano chi ci guadagnasse dalla vendita).

Dopo aver ridato vita al centro storico, poi, l'attenzione dell'amministrazione si è spostata sul portare miglioramenti e specificità al vari quartieri della città, una fase che attualmente è in pieno corso di svolgimento: “Vorrei che alla fine del mandato non ci sia un quartiere che non possa dire “stiamo meglio perché sono arrivate opere attese e segnali di attenzione che aspettavamo da tempo” - confessa il sindaco, che poi sottolinea quanto decisiva sia stata, per dare impulso economico ai primi tre anni di amministrazione, la vendita del 49% della Solgas per oltre 5 milioni di euro, “un'operazione che ci ha permesso di incassare una cifra record mantenendo allo stesso tempo il controllo della società”.

Ora, però, rimangono ancora altri due anni di amministrazione. Calcinaro sa già che, per carattere, per essere davvero soddisfatto mancherà sempre qualcosa: ammette che la vendita della Casina delle Rose sarebbe un passo davvero importante, che si porterebbe dietro anche una serie di spese per migliorare l'accessibilità della zona, sottolinea l'importanza di progetti come quelli di Lido Tre Archi, del mercato coperto e del ponte sull'Ete che collegherà Marina Palmense a Porto San Giorgio, e promette un pressing sulla struttura del commissario per la ricostruzione per arrivare nei tempi più stretti possibili al nuovo polo scolastico, moderno, sicuro e antisismico (per il quale Fermo ha già un finanziamento di 8,6 milioni) per le scuole Betti e Fracassetti.

Passati anche i prossimi due anni, ma in realtà ovviamente già da prima, Calcinaro dovrà prendere anche una decisione su cosa fare per le elezioni del 2020. Il sostegno dei fermani fino a qui di certo non è mancato, come testimoniato anche dai sondaggi che negli ultimi due anni lo hanno incoronato come uno dei sindaci più amati d'Italia, ma la stanchezza è tanta e il primo cittadino non la nasconde: “Sicuramente rifarei questa prima esperienza – conclude – ma ad oggi davvero non posso sbilanciarmi su cosa accadrà in futuro: la vita da sindaco impone tante rinunce, professionali, famigliari, amicali e preclude tanti svaghi e passioni, che a mio modo di vedere rappresentano il vero motore della vita. Certo, mi piacerebbe essere ancora presente per dare un contributo alla città, magari non con il ruolo di sindaco: sicuramente non voglio che la città ricada in determinate logiche, non vivo con ansia la mia ricandidatura”.

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Data pubblicazione : 15/06/2018 11:56
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Lucio

    16-06-2018 08:55 - #2
    Fermano preoccupato..tu vieni pubblicato io no...molto probabilmente i miei commenti sull' operato del sindaco vedi il silenzio tombale sul caso crollo tetto iti e le moltissime lamentele su fotosegnalazioni danno fastidio a qualcuno compiacente con la giunta!!!!
  • fermano preoccupato

    15-06-2018 16:07 - #1
    Ristrutturare con moderni criteri antisismici la Betti e la Fracassetti, avrebbe significato tantissimo per il centro storico di Fermo , mentre i nostri figli avrebbero potuto continuare a vivere la città, magari andando a piedi in molti, non costretti ad andare coi mezzi in un posto brutto e scampagnato, non si sarebbero sperperati soldi pubblici. A volte le scelte coraggiose, non prese sull'onda dell'emotività, sono le più importanti per una cittadina storica come Fermo. E il silenzio del sindaco sullo scempio del nostro amatissimo liceo classico ,previsto dalla Provincia , pure sottratta a Fermo da gente di Monte non so dove, è molto preoccupante.
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