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Rinvio a giudizio di Massimo Rossi per diffamazione, la solidarietà del Comitato 5 Luglio, che rilancia: "Fermo si riconcili con le sue radici democratiche e antifasciste"

Il comitato 5 luglio ha diffuso un comunicato stampa in difesa di Massimo Rossi dopo il suo rinvio a giudizio per diffamazione a mezzo stampa e internet nei confronti della supertestimone del caso Emmanuel, Pisana Bachetti. Riportiamo di seguito il testo della nota epurato delle sue parti più dure e offensive.

Rinvio a giudizio di Massimo Rossi per diffamazione, la solidarietà del Comitato 5 Luglio, che rilancia:

"Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà al consigliere comunale Massimo Rossi, oggetto di una
campagna denigratoria sui social e sulla stampa, in relazione ad un processo per diffamazione nel quale è stato “rinviato a giudizio” (cosa che non corrisponde assolutamente ad una condanna) - si legge nel comunicato -. Rossi non ha bisogno di difese d’ufficio, parlano per lui tutta la sua storia e la sua vita, sempre dalla parte dei più deboli. Saprà difendersi e, ne siamo convinti, dimostrare di non aver diffamato nessuno; magari questo processo darà un contributo ulteriore a chiarire aspetti relativi all’uccisione di Emmanuel Chidi Nnamdi che, in seguito al patteggiamento dell’omicida, non sono emersi.


Non entriamo nel merito dei processi: come sempre abbiamo fiducia nella magistratura e ne rispettiamo le prerogative. Interveniamo perché non sfugga a nessuno che, alla vigilia del secondo anniversario della morte di Emmanuel e dell’apposizione di una targa da parte dell’Amministrazione comunale, si scatena ancora una volta, da parte di una minoranza, l’ennesima campagna finalizzata a impedire che la città di Fermo si riconcili con le sue radici democratiche, accoglienti e antifasciste, isolando piccole minoranze razziste e xenofobe.


C’è un solo modo per riconciliare la città con quelle radici: ricordare e non rimuovere quanto è accaduto, riconoscere e contrastare atteggiamenti intolleranti e razzisti che, spesso proprio tra i giovani, si stanno diffondendo pericolosamente, in questa città come in tutto il Paese e in buona parte d’Europa; proprio perché Fermo non si snaturi e, invece, come ha fatto tante volte nella propria storia, dia il suo contributo a rendere l’Italia un Paese più civile ed umano. Al contrario del Paese che “chiude i porti” a chi fugge da guerre e miseria, Fermo non chiuderà le porte all’accoglienza, né alla riflessione seria e rigorosa su un fenomeno epocale come quello delle migrazioni.

Per questo proseguiremo in tanti, insieme a Massimo Rossi e – ne siamo convinti – insieme a chi rappresenta le istituzioni democratiche della città, un lavoro culturale affinché i giovani sappiano e ricordino che la solidarietà e la difesa dei diritti umani non sono una “concessione”, ma un dovere etico e costituzionale.

Il prossimo 5 luglio saremo al Parco del Girfalco per un concerto che ricordi Emmanuel, ma anche Soumaila Sacko e i tanti esseri umani che cercano di costruire una vita più dignitosa e giusta, per tutti, anche per noi. Invitiamo i cittadini di Fermo a partecipare".

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Data pubblicazione : 16/06/2018 17:12
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • ffrancesco

    17-06-2018 15:58 - #1
    Bravi continuate con questi giudizi e si avvererà, "....atteggiamenti intolleranti e razzisti che spesso tra i giovani si stanno diffondento....." Pace e concordia si.le solite chiachiere i giovani le rifiutano siamo nel 2018 e non nel 1943.
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