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Sisma, due anni dopo: la Regione Marche presenta il rendiconto delle attività in corso. Ceriscioli: "Mille cantieri al lavoro: si chiude l'emergenza, procede la ricostruzione"

Circa mille cantieri al lavoro, metà delle macerie raccolte, tutte le casette consegnate entro il 15 settembre, tutte le attività produttive che avevano fatto richiesta sono state delocalizzate. A due anni dalla prima scossa del sisma che ha sconvolto il sud delle Marche, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, accompagnato dalla giunta, ha illustrato il rendiconto delle attività in corso sia per la gestione dell'emergenza che per quelle della ricostruzione.

Sisma, due anni dopo: la Regione Marche presenta il rendiconto delle attività in corso. Ceriscioli:

"Avevamo detto che questo sarebbe stato l'anno dei cantieri. Sono oltre mille quelli che sono partiti, segno che la ricostruzione è possibile – ha detto Ceriscioli -. Sul fronte dell'emergenza finalmente assistiamo alla coda delle attività. Le Sae (soluzioni abitative di emergenza) sono state quasi tutte consegnate, 27 comunità su 28 si sono ricostituite e anche 166 piccole attività commerciali sono state ricollocate accanto alle Sae garantendo i servizi alle famiglie: segno, quest'ultimo, che si sta ritornando a casa e che comincia una nuova fase".

 

 

"Sul fronte delle macerie le Marche possono vantare un'ottima gestione di questo percorso virtuoso - prosegue Ceriscioli -: oltre la metà sono state raccolte, da dicembre non sono più sulle strade ma solo da demolire, il 99% è in avviato recupero e riutilizzato. L'Aquila per raggiungere gli stessi numeri ha impiegato cinque anni. Adesso, gestita in larga parte la partita dell'emergenza, possiamo concentrarci sulla ricostruzione. Mille sono i cantieri già operanti, sia nel pubblico che nel privato. Le Marche su questo fronte fanno la parte del leone: su un totale di 188,8 milioni di contributi assegnati alle quattro Regioni coinvolte, la nostra ha assunto impegni finanziari per 137,6 milioni di euro. Siamo contenti, quindi, ma vogliamo migliorarci e accelerare ancora il passo concentrandoci maggiormente sulla ricostruzione. Vogliamo velocizzare in particolare la ricostruzione privata dando tempi certi e insisteremo con il Governo e con il nuovo commissario che sostituirà Paola De Micheli, in scadenza di mandato e che ringrazio per la grande sensibilità e attenzione nei confronti del nostro territorio, per una maggiore semplificazione nel settore pubblico, troppo appesantito da procedure ordinarie che non colgono la straordinarietà di quanto accaduto. Ovviamente non rinunciamo alla parte più strategica. Dei 400 milioni di fondi europei stanziati, oltre 100 sono già bandi a cui partecipano soprattutto le imprese. Altrettanto importante – ha concluso Ceriscioli - l'atto di indirizzo per il Patto di sviluppo e ricostruzione siglato ieri con le parti sociali, le associazioni di categoria, enti e istituzioni, università. L'obiettivo è condividere con tutti gli stakeholders un documento che, dopo la gestione dell'emergenza e la ricostruzione, delinei una visione strategica per dare linfa vitale al nostro territorio".

 

In totale le risorse a disposizione per la ricostruzione pubblica ammontano a 1.643.000.000 €: 434 milioni per le opere pubbliche, 326 milioni per le scuole, 97 milioni per l'edilizia residenziale, 118 milioni per le chiese e i beni culturali, 549 milioni per le strade Anas, 75 milioni per le caserme e infine 44 milioni sono donazioni.

Dai sopralluoghi effettuati su 110.436 edifici, 47.748 sono risultati inagibili. Le perizie giurate effettuate, che sono il primo step per dare avvio alla ricostruzione privata, sono 21.405 e ne mancano ancora 7.460. Le domande attese dagli Uffici della ricostruzione (USR) sono 38.500.

Per quanto riguarda lo stato delle pratiche presentate per la ricostruzione, ad oggi sono 4.658 per un totale concesso di 138.617.039 milioni. 2.883 pratiche si riferiscono ai "danni lievi" dell'edilizia residenziale (per un importo concesso di 96.045.475 euro), 396 ai "danni gravi" dell'edilizia residenziale (18.586.398 euro), 98 alle attività produttive (2.139.323 euro), 1.219 alla delocalizzazione delle attività economiche (12.334.947 euro) e 62 al ripristino e ricostruzione di immobili produttivi (9.510.895 euro).

 

Per quanto riguarda la spesa per l'emergenza, sono 773,5 i milioni impiegati: 191 per 38.349 persone in contributo di autonoma sistemazione da inizio sisma (ad oggi 27.076), 255 milioni per le 1.930 Sae, di cui 1810 consegnate, 97 da consegnare entro il 24 agosto e 33 entro il 15 settembre; 56 milioni per gli alloggi invenduti, 76 milioni per gli alberghi che da inizio emergenza hanno ospitato 12.813 persone, scese oggi a 1.187. Ammonta poi a 60 milioni il costo stimato per la gestione macerie a lavori ultimati; 26 milioni sono destinati invece ai contributi per le imprese e per i lavoratori, 27 milioni per le attività agricole e zootecniche (293 stalle, 191 fienili, 11 mapre), 12,5 milioni per la delocalizzazione delle attività produttive e 70 milioni per le messe in sicurezza.

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Data pubblicazione : 09/08/2018 15:48
Scritto da : Redazione
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1 commenti presenti
  • GILBERTO M.

    09-08-2018 16:55 - #1
    La regione Marche da i numeri e non poteva essere diversamente visti i risultati scadenti. Analizziamoli. 191 milioni per l'autonoma sistemazione rispetto al sisma 1997 oltre 400 miliardi spesi inutilmente ! Immobili inagibili 47.748 e solo 1.000 progetti presentati pari allo 0,02 % ridicola e vergognosa percentuale dopo 2 anni. Le famose Sae le cosi dette casette in legno costo 255 milioni oggi sotto inchiesta ancora da completare. 56 milioni elargiti per acquistare immobili a prezzi tutti da verificare come sta facendo la Procura di Ancona. 60 milioni per le macerie che ad oggi per circa la metà sono ancora in sito. Non c'è che dire presidente Ceriscioli più che vantarsi occorrerebbe un bagno di umiltà nel dire che la macchina ricostruzione non funziona o funziona malissimo. Se i Sindaci in questi giorni sono andati a Roma per chiedere norme semplici, chiare ed efficaci dopo due lunghissimi anni un motivo ci sarà o no ? Ceriscioli più dei dati e dei proclami servono i fatti, norme chiare, semplici e leggibili. La macchina organizzativa e burocratica pur cospiqua di personale è da terzo mondo. Un consiglio meno interviste, più fatti e soprattutto più orecchio per ascoltare le lamentele dei territori che vivono in prima persona le inefficienze della Regione.
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