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Fermo-Porto San Giorgio, Di Cosmo (Cgil) tuona: "Le aggregazioni di servizi bloccate dai burocrati del capoluogo"

Maurizio Di Cosmo, segretario provinciale della Cgil, torna a parlare di aggregazione dei servizi tra più comuni del nostro territorio. Dopo aver affrontato la questione che coinvolge Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare, Di Cosmo si concentra ora su quella che riguarda Fermo e Porto San Giorgio puntando il dito contro la burocrazia, in particolar modo quella fermana, che a suo dire ostacolerebbe ogni passo in avanti sotto questo punto di vista.

Fermo-Porto San Giorgio, Di Cosmo (Cgil) tuona:

"Nelle scorse settimane abbiamo affrontato la questione della gestione associata dei servizi nei comuni di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare, non dimenticando il ruolo di Monte Urano. Il dibattito è aperto e auspichiamo che continui -ricorda Di Cosmo -. C’è un’altra questione di pari o maggiore rilevanza affrontata in questi anni che riguarda i comuni di Fermo e di Porto San Giorgio. Questione annosa che ha avuto l’ultimo imprimatur politico all’inizio del 2017 in un incontro tra le Organizzazioni sindacali e le due Amministrazioni: la condivisione di avviare un processo aggregante". 

 

"Purtroppo, però, pare che la politica non possa niente nei confronti della burocrazia - attacca Di Cosmo -. soprattutto se gli amministratori eletti con mandato popolare difettano in autorevolezza, lungimiranza, velleità, immaginazione e coraggio politico. Di conseguenza, e come abbiamo più volte affermato anche durante la passata amministrazione, l’apparato burocratico del comune di Fermo, nel trasbordare dai propri ruoli istituzionali ponendo ogniqualvolta i dovuti veti a decisioni o scelte politiche, fa sì che queste ultime si tramutino nel proverbiale verba volant.  Uffici comuni, associazioni dei servizi, aggregazioni aziendali, programmazione coodecisa non si realizzano a causa dell’ostilità delle dirigenze comunali, soprattutto fermane, restie a qualsiasi cambiamento che “rischi” di cogliere gli obiettivi di una maggiore efficienza dei servizi comunali e di una decisa spinta alla professionalità degli operatori".

 

"Il danno alla cittadinanza e al territorio è evidente - nota il segretario provinciale della Cgil -. Due comuni, che per conformazione geografica e per lungimiranza amministrativa avrebbero tutte le ragioni per sviluppare processi di aggregazione, sono invece condannati allo status quo. Da annotare anche che, di fronte alle scelte del governo nazionale di minimizzare la presenza e l'influenza degli enti statali nel territorio, una locale politica aggregatrice si opporrebbe all'inesorabile destino di marginalità dei comuni nell'influenzare le condizioni di vita dei cittadini e le prospettive di un territorio. Destino determinato dal taglio ai trasferimenti delle risorse e dal blocco delle assunzioni".

 

"Al comune di Fermo - prosegue Di Cosmo - mancano circa 50 dipendenti rispetto allo standard e, oltre a un’azione di riorganizzazione mai eseguita, avrebbe estremo bisogno di aggregare qualche ufficio con Porto San Giorgio anche per far fronte alla carenza di personale. Di fatto, però, nulla accade, tranne la perseveranza in una gestione del personale miope e squilibrata nei carichi di lavoro e nei benefit riservati esclusivamente ai dirigenti e a chi non osa alzare la testa. Qui il merito non ha cittadinanza. Anzi, com’è stato sperimentato in questi anni, chi osa denunciare un disservizio o una pratica maleodorante o un diritto negato è destinato a essere penalizzato, ostracizzato, isolato, rimosso dall’incarico.

Questo stato delle cose deve cambiare per ripristinare i valori di giustizia e di equità nella struttura amministrativa, per rispettare i ruoli previsti dal regime istituzionale e anche perché l’auspicata uscita dalla crisi in cui ancora versa il territorio sarà possibile se, tra le altre politiche necessarie, le Pubblica Amministrazione conquisterà efficienza e nuove prerogative per lo sviluppo. Il comune capoluogo ne è pienamente investito".

 

Nelle scorse settimane abbiamo affrontato la questione della gestione associata dei servizi nei comuni di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare non dimenticando il ruolo di Monte Urano. Il dibattito è aperto e auspichiamo che continui.

C’è un’altra questione di pari o maggiore rilevanza affrontata in questi anni che riguarda i comuni di Fermo e di Porto San Giorgio. Questione annosa che ha avuto l’ultimo imprimatur politico all’inizio del 2017 in un incontro tra le OO.SS. e le due Amministrazioni: la condivisione di avviare un processo aggregante.

Purtroppo, pare che niente possa la politica nei confronti della burocrazia. Soprattutto se gli amministratori eletti con mandato popolare difettano in autorevolezza, lungimiranza, velleità, immaginazione e coraggio politico. Di conseguenza, e come abbiamo più volte affermato anche durante la passata amministrazione, l’apparato burocratico del comune di Fermo nel trasbordare dai propri ruoli istituzionali, ponendo ogniqualvolta i dovuti veti a decisioni o scelte politiche, quest’ultime sono destinate a tramutarsi nel proverbiale verba volant.

Uffici comuni, associazioni dei servizi, aggregazioni aziendali, programmazione coodecisa non si realizzano a causa dell’ostilità delle dirigenze comunali, soprattutto fermane, restie e ostili a qualsiasi cambiamento che “rischi” di cogliere gli obiettivi di una maggiore efficienza dei servizi comunali e di una decisa spinta alla professionalità degli operatori.

Il danno alla cittadinanza e al territorio è evidente. Due comuni, che per conformazione geografica e per lungimiranza amministrativa avrebbero tutte le ragioni per sviluppare processi di aggregazione, sono invece condannati allo status quo.

Da annotare anche che di fronte alle scelte del governo di minimizzare la presenza e l'influenza degli enti statali nel territorio, una locale politica aggregatrice si opporrebbe all'inesorabile destino di marginalità dei comuni nell'influenzare le condizioni di vita dei cittadini e le prospettive di un territorio. Destino determinato dal taglio ai trasferimenti delle risorse e al blocco delle assunzioni.

Al comune di Fermo mancano circa 50 dipendenti rispetto allo standard e, oltre a un’azione di riorganizzazione mai eseguita, avrebbe estremo bisogno di aggregare qualche ufficio con Porto San Giorgio anche per far fronte alla carenza di personale.

Di fatto, nulla accade, tranne la perseveranza in una gestione del personale miope e squilibrata nei carichi di lavoro e nei benefit riservati esclusivamente ai dirigenti e a chi non osa alzare la testa. Qui il merito non ha cittadinanza. Anzi, com’è stato sperimentato in questi anni, chi osa denunciare un disservizio o una pratica maleodorante o un diritto negato è destinato a essere penalizzato, ostracizzato, isolato, rimosso dall’incarico.

 

Questo stato delle cose deve cambiare per ripristinare i valori di giustizia e di equità nella struttura amministrativa, per rispettare i ruoli previsti dal regime istituzionale. Ed anche perché l’auspicata uscita dalla crisi in cui ancora versa il territorio sarà possibile se, tra le altre politiche necessarie, le Pubblica Amministrazione conquistasse efficienza e nuove prerogative per lo sviluppo. Il comune capoluogo ne è pienamente investito.

 

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Data pubblicazione : 31/08/2018 15:22
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Giorgio Benni

    31-08-2018 17:12 - #1
    Di Cosmo concordo pienamente con il Tuo articolo. Ritengo che oramai si ora di pensare che è finita l’epoca dei mille campanili che, ben possono restare nell’immaginario collettivo, e che è venuta l’ora di guardare in faccia alla realtà. Razionalizzazione delle risorse economiche, meno sprechi, gestione più razionale del personale e soprattutto migliorare la qualità dei servizi. Siamo all’anno zero. Occorre avere il coraggio di affrontare seriamente il problema, sia a livello Nazionale che Regionale, con l’aiuto di tutte le istituzioni. A partire dalla stessa amministrazione provinciale, il cui ruolo per errori politici del recente passato, sono state ridotte a testimonianza di un ruolo ben più importante che dovrebbero avere. Occorre il coraggio di dire se servono , (in tal caso potenziarle), o non servono ed in questo caso delegare ai comuni le loro funzioni. E’ importante che tutti i comuni, non solo Fermo e P.S.Giorgio o Sant’Elpidio e Porto Sant’Elpidio, capiscano l’importanza della o fusione o aggregazione dei servizi, anche quelli minori che spesso sono i più restii alle novità e vogliono rimanere ancorati ai loro singoli territori. E’ in gioco il futuro e l’esistenza degli stessi comuni. Passata l’emergenza sisma che speriamo abbia una reale svolta in una effettiva ricostruzione, tutti i problemi terneranno sul tavolo. Carenza di personale, carenza di fondi, impossibilità ad accedere a finanziamenti importanti, compiti sempre più importanti da gestire come le autorizzazioni sismiche per i nuovi interventi edilizi. Un dato è emblematico, se mettiamo insieme 7/10 comuni della Provincia di Fermo su 40 non riusciamo a raggiungere neppure una popolazione di diecimila abitanti segno che le micro realtà, giocoforza, saranno costrette a scomparire. Quindi fare oggi quello che diventerà una necessità domani, significa avere l’intelligenza politica e lungimiranza, doti di cui difettano gli attuali politici locali e non solo. Una verità Di Cosmo è sacrosanta quando se la politica non è capace di imporre la propria volontà la burocrazia è e sarà sempre un baluardo insormontabile alla “novità” e su questo anche il sindacato lasciamelo dire, ha le sue responsabilità.
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