Attualità
A Fermo il Pronto Soccorso più lento delle Marche: pazienti in attesa per oltre 24 ore

“Quali sono i pronto soccorso più lenti d'Italia?”, si chiede Davide Mancino su "Il Sole 24 Ore" dell'altro ieri.
Una domanda interessante perché, posto che a chiunque e in ogni parte dello Stivale può capitare di dover far ricorso, per motivi più o meno gravi, al reparto di urgenza dei nosocomi, una volta entrati i tempi di permanenza variano molto e in alcune situazioni per ricevere le cure possono addirittura passare più di 24 ore. "Un caso estremo e in effetti abbastanza raro - si legge nell'articolo - ma che ha coinvolto comunque un numero di pazienti che è impossibile ignorare".

A Fermo il Pronto Soccorso più lento delle Marche: pazienti in attesa per oltre 24 ore

L'analisi proposta dal quotidiano economico milanese, pur concentrandosi in particolar modo sul confronto tra nosocomi della città meneghina ed ospedali romani, offre comunque degli spunti di riflessione anche per la nostra regione.

Dai dati, che arrivano dal Programma Nazionale Esiti realizzato da AGENAS, agenzia pubblica che supporta il sistema nazionale sanitario attraverso analisi e valutazioni, emerge infatti che il Pronto Soccorso dell'Ospedale Murri di Fermo è il più lento delle Marche, se per “lento” definiamo quello con la percentuale più alta di pazienti che per ricevere le cure hanno dovuto aspettare più di un giorno.


Nel 2016, infatti, il reparto d'emergenza del nosocomio del capoluogo ha fatto registrare 28.419 accessi complessivi: l'82% di questi sono stati sbrigati in meno di mezza giornata, ma nell'8% dei casi si è superata la soglia delle 24 ore.
“Tallonano” il nosocomio fermano l'A.O.S Croce di Fano, il Carlo Urbani di Jesi e l'Ospedale Generale di Zona di Civitanova: in tutti e tre le strutture il 7% dei casi viene sbrigato dopo oltre 24 ore di attesa, su numeri di accessi in ogni caso inferiori rispetto a quelli del Murri (rispettivamente 25.903, 23.308 e 19.601).
La struttura più virtuosa secondo questa classifica è l'A.O.S. Di Pesaro dove, su un totale di 30.804 accessi, “appena” l'1% viene risolto in più di una giornata.

L'articolo si chiede anche da cosa dipendano queste differenze e, fermo restando che la risposta più ovvia e al tempo stesso più veritiera sta nell'organizzazione e nell'efficienza di ciascuna struttura, entra in gioco anche una lunga serie di altri complessi fattori. Quali che siano queste concause, però, rimane il dato nudo e crudo: l'8% degli accessi nel nosocomio fermano (circa 2.273 in valore assoluto) si è risolto in più di 24 ore. Un dato che deve necessariamente far riflettere.

 

Pronto_Soccorso_Fermo_3

Letture:25532
Data pubblicazione : 06/09/2018 09:23
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • joe

    07-09-2018 08:30 - #5
    è cambiata la medicina, forse è cambiato il comune sentire, sono cambiate di certo le leggi. Se non sbaglio il primario mi sembra che viva a Bologna ove ha famiglia....immagino quindi che per quanto possa essere accorto ci saranno dei giorni, probabilmente il weekend, che anche se non in servizio, non potrà avere un occhio vigile sui suoi collaboratori. In passato vi era il divieto per un medico di risiedere a più di tot km di distanza dall'ospedale in cui operava....secondo me aveva un senso....ora noi, in generale, come ospedale piccolo di provincia, ci vediamo spesso delle nomine di professionisti che non sono della zona e non hanno alcuna voglia di trasferirvisi. Non c'è attaccamento al territorio e molto più grave, non c'è nemmeno la possibilità di fare un salto in ospedale ove chiamati in un tempo ragionevole.
  • Patrizia

    07-09-2018 02:18 - #4
    Qualche anno fa....ignorano per ore il mio malessere.....per ore.......fui io in fin di vita a dare un idea di cosa è dove cercare..... Possibile che i medici non si resero conto del deficit nell emocromo???? Emoglobina bassissima..... Emorragia......sono viva dopo una trasfusione....Mi salvarono in un reparto....dove un infermiera, non capii lo shock e me ne fece subire un altro.... vorrei denunciare tutto questo....ma non ho mai avuto il coraggio.... Se davvero a qualcuno interessa cambiare il mondo....con la promessa di mantenere l anonimato racconterai la mia storia..... Sono viva ma ho il terrore del pronto soccorso e degli infermieri....e c è Dell altro......
  • Simonelli Pier Matteo

    06-09-2018 20:15 - #3
    Suvvia, non facciamo sempre finta di cascare dal pero.... Sono anni che qualcuno predica che la sanità regionale è solo un assumificio, che ha il PD come maggiore beneficiario ed a seguire gli altri partiti più o meno istituzionali. Sono anni che lamentiamo che ex consiglieri regionali hanno fatto del loro ruolo un mezzo per dare posti a livello familiare e.., sono anni che sappiamo i dati di quello che accade nella nostra regione. Recentemente la stessa regione ha fornito i dati del personale utilizzato nell’ASUR Unica. 23.000 dipendenti. Un dipendente ogni 65 abitanti della nostra regione che conta circa 1.500.000 di abitanti. Uno sputo ! Dei 23.000, almeno 6/7 mila risultano amministrativi per buona pace dell’era della informatizzazione. I sindacati chiedo sempre nuove assunzioni che poi regolarmente la regione Marche acconsente, in un gioco delle parti dove solo gli amici degli amici e degli amici ottengono posti “fissi”. Il posto fisso agognato da Zalone e da moltissimi che non hanno neppure la terza media a discapito dei laureati, ma questa è ben altra storia. Siamo ultimi nella regione Marche perché scriverlo ? Sarebbe sufficiente chiederlo ai vari, Cesetti, Ortenzi, Giacinti, Ceroni, il passato ed il presente della politica locale. La sanità per dirla alla Toninelli, la grande mangiatoia della politica locale, regionale e nazionale senza ombra di smentita e con vari responsabili a partire dai deficit dell’era Spacca per arrivare ai deficit attuali ed alla vergognosa politica dell’assumificio improduttivo di Stato. Per gestire amministrativamente l’attuale ASUR UNICA sarebbero sufficienti 500/700 amministrativi e riconvertire i 5.500 posti in più in personale medico e paramedico che consentirebbe di dare servizi importanti e maggiori alla collettività. I direttori e tutto l’apparato medico delle ASUR è ben retribuito ma in termini di produttività siamo al 70% in termini assoluti rispetto ai soldi percepiti. Forse Lega e 5 Stelle in questo campo potrebbero fare un salto di qualità rispetto alla Lorenzin. Guadagnare sulla base delle presenze, capacità, produttività e risultati, sarebbe la strada per rendere migliore la sanità. L’appiattimento porta alla assuefazione ed al menefreghismo e oggi con i chiari di luna non possiamo più permettercelo..!!! Per informazione e conoscenza personale, purtroppo, posso solo dire che la costante tempistica è questa: dalle 3/4 ore di attesa per essere visitato, se poi servono ulteriori accertamenti c’è di media dalle 3/4 ore per la refertazione degli accertamenti (raggi, tac ecc) e passano almeno 4/5 ore per ottenere l’eventuale uscita o il ricovero salvo urgenze conclamate. Nella sala d’attesa troviamo di tutto dalle brochiti virali alle broncopolmoniti a virus anche più invasivi il tutto con una commistione di persone che sfiora l’indecenza. Che dire sembriamo più un ospedale da campo che di persone civili. Salvo smentite inopportune e di parte, domani dal Responsabile del Pronto Soccorso..!!!
  • Carlo

    06-09-2018 19:17 - #2
    Un codice giallo, può diventare codice verde... un paziente ha bisogno anche di osservazione prolungata per più ore per la tutela della sua salute. Un PS non è un fast-food. Poi ci sono i pazienti che vanno al PS quando dovrebbero andare dal loro medico di base (codici bianchi). Comunque prima di fare questo articolo potevate contattare il primario... così puà spiegarvi qualcosa.
  • ERNESTO CHE

    06-09-2018 16:00 - #1
    Suvvia, non facciamo sempre finta di cascare dal pero.... Sono anni che qualcuno predica che la sanità regionale è solo un assumificio, che ha il PD come maggiore beneficiario ed a seguire gli altri partiti più o meno istituzionali. Sono anni che lamentiamo che ex consiglieri regionali hanno fatto del loro ruolo un mezzo per dare posti a livello familiare e.., sono anni che sappiamo i dati di quello che accade nella nostra regione. Recentemente la stessa regione ha fornito i dati del personale utilizzato nell’ASUR Unica. 23.000 dipendenti. Un dipendente ogni 65 abitanti della nostra regione che conta circa 1.500.000 di abitanti. Uno sputo ! Dei 23.000, almeno 6/7 mila risultano amministrativi per buona pace dell’era della informatizzazione. I sindacati chiedo sempre nuove assunzioni che poi regolarmente la regione Marche acconsente, in un gioco delle parti dove solo gli amici degli amici e degli amici ottengono posti “fissi”. Il posto fisso agognato da Zalone e da moltissimi che non hanno neppure la terza media a discapito dei laureati, ma questa è ben altra storia. Siamo ultimi nella regione Marche perché scriverlo ? Sarebbe sufficiente chiederlo ai vari, Cesetti, Ortenzi, Giacinti, Ceroni, il passato ed il presente della politica locale. La sanità per dirla alla Toninelli, la grande mangiatoia della politica locale, regionale e nazionale senza ombra di smentita e con vari responsabili a partire dai deficit dell’era Spacca per arrivare ai deficit attuali ed alla vergognosa politica dell’assumificio improduttivo di Stato. Per gestire amministrativamente l’attuale ASUR UNICA sarebbero sufficienti 500/700 amministrativi e riconvertire i 5.500 posti in più in personale medico e paramedico che consentirebbe di dare servizi importanti e maggiori alla collettività. I direttori e tutto l’apparato medico delle ASUR è ben retribuito ma in termini di produttività siamo al 70% in termini assoluti rispetto ai soldi percepiti. Forse Lega e 5 Stelle in questo campo potrebbero fare un salto di qualità rispetto alla Lorenzin. Guadagnare sulla base delle presenze, capacità, produttività e risultati, sarebbe la strada per rendere migliore la sanità. L’appiattimento porta alla assuefazione ed al menefreghismo e oggi con i chiari di luna non possiamo più permettercelo..!!!
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications