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"Basta speculazioni demagogiche!". Di Ruscio risponde alle accuse per la mancata realizzazione della terza corsia: "Da me solo un parere negativo a un progetto non sicuro per il territorio"

"Basta con speculazioni politiche e demagogiche! C’è chi ha utilizzato strumentalmente e cinicamente l’incidente sulla A14, nella galleria di Grottammare, con il supporto consapevole o meno di alcuni organi di informazione, quasi per colpevolizzarmi dell’assenza della terza corsia. A Grottammare, in realtà, non era prevista una terza corsia, poiché nel progetto questa si fermava a Pedaso. Le accuse risultano quindi infondate sotto ogni punto di vista. Purtroppo è dal 2001 che pur di attaccarmi si raccontano bugie. Ma le bugie hanno le gambe corte…". A pochi giorni di distanza dal suo intervento sull'ex Fim di Porto Sant'Elpidio torna a parlare Saturnino Di Ruscio, dirigente del Comune di Fermo ed ex sindaco della città. Argomento del suo intervento stavolta è la questione della terza corsia in A14, tornata prepotentemente alla ribalta dopo i fatti e i disagi delle ultime settimane.

"L’Amministrazione Comunale Di Ruscio puntava sull’arretramento autostradale Civitanova Marche – Fermo – Ascoli Piceno - Giulianova/Teramo per alleggerire la costa e riequilibrare lo sviluppo dell’entroterra - scrive Di Ruscio -. Nel tratto di territorio tra Marina Palmense e Pedaso, l’autostrada, la Statale 16 e la ferrovia corrono adiacenti l’una all’altra; le tre infrastrutture sono delimitate a est dal mare e a ovest da una falesia costituita da sedimenti pleistocenici di sabbia e ghiaia alquanto instabili e rappresentano parte dell’area floristica protetta. Basterebbe poco per bloccare tutto il traffico nazionale e internazionale. Il buonsenso, come prevedevano i primi atti di programmazione territoriale di questa Regione Marche, quando non ancora istituita, puntavano su un collegamento trasversale nella media valle (vedi pubblicazioni dell’ISSEM ).
Inoltre, già per ben due volte, negli scorsi anni, il versante (falesia) tra Marina Palmense e Pedaso aveva ceduto, provocando interruzioni del traffico. Altre due corsie avrebbero indebolito ulteriormente il già fragile territorio. L’arretramento non è passato per una miopia collettiva. La terza corsia venne accettata dalla mia Amministrazione Comunale a una condizione: un serio ritorno per il territorio, come la bretella autostradale a quattro corsie dal casello di Porto Sant’Elpidio a Campiglione. Questo significava connettere tutto l’entroterra fermano alla viabilità nazionale e realizzare il primo troncone della Mare-Monti".


"Ci fu un incontro tra il Sindaco Di Ruscio, accompagnato dall’architetto Romozzi (Direttore Generale della Quadrilatero), e Giovanni Castellucci (Direttore Generale della Società Autostrade) per definire la questione sotto l’egida dell’allora Vice Ministro Baldassarri - ricorda l'ex primo cittadino -. Sembrava cosa fatta, ma si inserirono nel dibattito la Provincia di Ascoli Piceno prima e quella di Fermo poi, chiedendo, come compensazione, un semplice ammodernamento della Lungotenna per un tratto di circa 6 km, tratto che terminava in piena campagna e a due sole corsie. Campiglione sarebbe rimasto solo nei progetti futuri (quali?). Tra le compensazioni, era prevista anche una bretella lungo la Val d’Ete per bypassare Salvano e qualche “obolo” anche a Pedaso. Quindi, di fatto, nessun problema risolto per il territorio, solo qualche “concessione elettorale”.


"L’allora Sindaco di Fermo - prosegue Di Ruscio - anche se politicamente contrario, disse no alla terza corsia solo ed esclusivamente per questioni tecniche, perché non si blocca un tal progetto solo con un no politico. Gli uffici comunali non ritenevano che il progetto possedesse tutti i necessari requisiti di sicurezza e di compatibilità ambientale. La Società Autostrade avrebbe potuto, in ogni caso, mettere a punto il progetto, farselo approvare e far partire i lavori, perché il Comune non autorizza, ma esprime un parere, che può essere superato tranquillamente se non ritenuto congruo.
A chi dice che è stata fornita una “scusa” alla Società Autostrade attraverso il parere contrario alla realizzazione della terza corsia per non avviare i lavori, rispondo che la Società Autostrade avrebbe eseguito i lavori stessi con i nostri soldi, con i pedaggi autostradali, che sono stati all’uopo aumentati. Quindi se lo Stato, la Regione, la Provincia e gli altri Comuni avessero voluto, avrebbero potuto farla realizzare. Perché addossare la colpa all’allora Amministrazione Comunale di Fermo (perché Porto San Giorgio, con il Sindaco Brignocchi, anch’esso contrario, non viene chiamato in causa?) che aveva espresso parere tecnico negativo? Avremmo dovuto forse avallare un progetto ritenuto non sicuro per il territorio?".


"Anche il fatto che per l’incendio si debba rifare la galleria a Grottammare mi fa pensare molto: comunque, ripeto, la terza corsia, anche se fosse stata realizzata, nel progetto sarebbe arrivata fino a Pedaso, quindi basta con le ridicole strumentalizzazioni -prosegue Di Ruscio -. L’azione del Comune di Fermo aveva una logica: mettere al centro il riequilibrio del territorio e la sicurezza stradale dei cittadini. Il problema è che 15 anni fa tutte le istituzioni, tranne il Comune di Fermo, si sono piegate al volere della Società Autostrade. Rammento che all’epoca tutte le istituzioni coralmente evidenziarono che quei lavori venivano realizzati per gentile concessione della Società Autostrade, quindi bisognava accontentarsi. Mentre la verità è l’esatto contrario: lo Stato è il concedente e la Società Autostrade il concessionario: perché tale atteggiamento ossequioso?
Infine, perché tutte le altre Istituzioni (Regione, Provincia, ecc.) non hanno voluto sostenere la proposta del Comune di Fermo per la realizzazione del raccordo autostradale tra il casello di Porto Sant’Elpidio e Campiglione? Si voleva forse isolare il Comune di Fermo perché non omologo politicamente? Ai soloni della politica, visto il ruolo che rivestono, chiedo di adoperarsi seriamente per le infrastrutture di questo territorio perché negli ultimi 15 anni, oltre ai tanti proclami, non si è visto nulla. Anzi, dimenticavo le calamità provocate dai lavori lungo tutti i fiumi (spesi oltre 15 milioni di euro) e la strada Valdaso franata dopo 5 mesi dal termine lavori di ammodernamento (spesi 7,2 milioni di euro)".

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Data pubblicazione : 06/09/2018 15:52
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • M. Fusco

    06-09-2018 17:07 - #2
    Di Ruscio sposta il tiro su un argomento, la terza corsia, che è stato fonte di dibattito anche aspro, negli anni della Sua Sindacatura. Non era il solo contrario, anche Brignocchi sindaco di P.S. Giorgio, non voleva la terza corsia e gran parte del PD. Ma, coerentemente, glissa sul tema FIM e sulle accuse vere o false fatte su inquinamento presunto e favoreggiamenti a ditte vicine al PD. Tipica strategia del politico..politicante. Lanciare il sasso e nascondere la mano. Una politica non certo nobile come si vorrebbe far credere ma più portata solo a marcare, ed anche maldestramente una presenza e nascondere le proprie responsabilità con una nuova verginità basata su contenuti ignorati in anni di politica praticata. Prendere atto della realtà Di Ruscio non è speculazione, come hai tentato di fare con la FIM, ma bensi l’oggettivo e puntuale riscontro di dieci anni di politica in cui i fatti ed i dati non sono presunti ma reali.
  • Simone

    06-09-2018 16:13 - #1
    Per tutti quelli che hanno commentato, attaccando solo personalmente. Ecco la risposta con fatti e documenti alla mano. Quindi vi prego se commenterete ancora ed è giusto. Parlate in modo serio e non solo Bla Bla Bla. Anzi sono sicuro che se chiesto il Dott. DiRuscio è pronto anche pubblicamente a spiegare come sono andate le cose veramente. Svegliamoci. cittadini.
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