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Martedì 13 l'incontro tra Regione Marche e il Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità

In seguito ad una richiesta che il “Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità” ha inviato lo scorso 14 ottobre alla Regione Marche, lo stesso è stato convocato per un incontro lo scorso 13 novembre, alla presenza di Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, Federico Talè, consigliere delegato alla Sanità Regione Marche, Giovanni Santarelli, dirigente Servizio Politiche Sociali Regione Marche, Lucia Di Furia, dirigente Servizio Sanità Regione Marche, Maria Laura Bernacchia, responsabile Area Disabilità Regione Marche, Fabrizio Cesetti, assessore al Bilancio Regione Marche, Francesco Giacinti, presidente I° Commissione consiliare permanente Regione Marche, Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio Regione Marche. Il Direttivo del Comitato era presente al completo, per sottolineare l’importanza dell’incontro e le grandi aspettative riposte in esso.

Martedì 13 l'incontro tra Regione Marche e il Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità

“Abbiamo evidenziato – spiega il Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità - l’inadeguatezza dei contributi previsti per i singoli progetti di Vita Indipendente, dall’attuale DGR 1360/2017: i 69 utenti che usufruiscono del contributo da diversi anni percepiscono fino 1.080 € mensili, mentre per i nuovi 158 utenti (entrati a far parte del progetto a maggio di quest’anno) esso arriva ad un massimo di 666 €. La stessa Delibera riconosceva tale grave limite, ed assicurava che il problema sarebbe stato risolto con la Legge 21/2018, di recente approvazione. Abbiamo sottolineato l’importanza della continuità dei progetti, per cui ognuna delle 227 persone che usufruiscono della DGR 1360, deve poter proseguire senza che il contributo venga loro decurtato, anzi esso deve essere adeguato alle reali esigenze attuali della persona.”

 

“Abbiamo illustrato inoltre – prosegue il Comitato - il calcolo dettagliato dei costi mensili, necessari per retribuire un’assistenza per 24 ore giornaliere, erogata ad una persona disabile da diversi assistenti che turnano, secondo quanto stabilito dal CCNL categoria C super: assistenza diurna, più presenza notturna, più maggiorazione del 60% per la domenica, più 30 ore di ferie e relative sostituzioni, più costo per le assunzioni, per un totale di 4060 € (senza contare le sostituzioni per malattie, ed altri costi quali tredicesima, liquidazione ed eventuale maternità). Per far sì che i 227 utenti attuali possano proseguire i loro progetti, considerando che non tutti necessitano di assistenza continua, abbiamo chiesto che venga assicurato ad essi un contributo ragionevole, stanziando un fondo regionale stabile di 4 milioni.”

 

Sono state poi avanzate richieste “secondarie – proseguono - dirottare nella Legge Regionale i fondi della Sperimentazione Ministeriale per la Vita Indipendente (tale azione non rappresenterebbe un effettivo incremento di risorse per la Vita Indipendente nelle Marche, bensì una doverosa razionalizzazione), sollecitare i Comuni a compartecipare alla spesa dei progetti delle persone in essi residenti, organizzare un seminario per le unità multidisciplinari o multiprofessionali affinché scrivano i progetti personalizzati in maniera adeguata.”

Il Presidente del Comitato, Angelo Larocca, sta partecipando quale rappresentante ENIL (European Network on Independent Living) Italia, agli incontri del Comitato Tecnico Regionale per la Vita Indipendente; insieme a Roberto Frullini (rappresentante del Forum del Terzo Settore), a Maria Mencarini (rappresentante della Consulta Regionale per la Disabilità), e ad alcuni tecnici della Sanità e delle Politiche Sociali. Lo scopo del Comitato Tecnico è quello di redigere le Linee Guida applicative della Legge.

 

“Esso – spiega il Comitato - ha stabilito che, ad ogni persona che presenterà richiesta (sia le nuove persone, che gli utenti attuali i cui progetti termineranno il 31 dicembre e che dovranno quindi rifare la domanda), verrà attribuito un punteggio in base a determinati requisiti, che sono: l’intensità del bisogno assistenziale, la condizione familiare, le funzioni di genitorialità, la tipologia degli obiettivi, ed infine i percorsi di Vita Indipendente. Si creerà così una graduatoria, e verranno ammesse a finanziamento le domande dall’inizio della graduatoria, fino a completo esaurimento del fondo stanziato per la Legge: quindi, i parametri di valutazione creeranno necessariamente discriminazione.”

 

Il Servizio Disabilità ha presentato una previsione dei finanziamenti necessari per coprire le spese dei progetti per gli attuali 227 utenti, suddividendoli in 4 livelli di intensità assistenziale (molto alto, alto, medio, basso), ed assegnando un budget massimo per ogni livello.

Il calcolo effettuato con gli importi ipotizzati dal Comitato Tecnico Regionale, che vanno da 8.000 € a 12.000 € (confrontando quest’ultima cifra con il calcolo effettivo, si scopre che essa potrebbe assicurerebbe solo l’assistenza notturna…), si ottiene la cifra di 1.826.000 €.

Utilizzando invece, gli importi proposti dal Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, che vanno da 9.000 € a 18.000 € annui (quest’ultimo è peraltro molto inferiore al bisogno effettivo, che corrisponde a 4.060 € x 12 = 48.720 €), si raggiunge la cifra di 2.885.000 €.

 

Cesetti e Ceriscioli hanno ribadito che “la Regione sostiene il percorso regionale per la Vita Indipendente: il fondo di 1,3 milioni stanziato a giugno al momento dell’approvazione della Legge, è stato esteso in questi giorni a 1,5 milioni, ed essi si sono impegnati ad aumentarlo ulteriormente entro l’inizio del 2019, fino a 1,8 milioni.”

Circa il dirottamento dei fondi ministeriali, hanno verificato che non è possibile farlo, poiché la Sperimentazione prevede delle azioni (quali il cohousing e la domotica), che non sono previste dalla Legge regionale. Hanno detto che insisteranno comunque nel richiederlo, anche con azioni politiche.

Il presidente Ceriscioli ha congedato il Comitato con la promessa di un nuovo incontro a fine gennaio, dopo l’approvazione del bilancio.

 

“Le nostre richieste sono state accolte solo in parte – spiega il Comitato -; infatti, col finanziamento promesso dai politici, verrà elargito ad ogni singolo utente, un contributo certamente più elevato rispetto a quello che percepisce attualmente ogni beneficiario della DGR 1360, ma siamo ancora molto lontani dall’obiettivo di assicurare il pieno diritto alla Vita Indipendente alle persone con disabilità marchigiane, e di contrastare efficacemente il ricorso all’istituzionalizzazione. L’entità del fondo non assicura la permanenza nel progetto a tutti i 227 utenti attuali; infatti, con il meccanismo della graduatoria, ad essi viene assegnato un punteggio aggiuntivo proporzionalmente all’anzianità del proprio progetto, ma è possibile che vi siano nuovi richiedenti, che hanno punteggi superiori rispetto ad altri parametri, e che si posizioneranno quindi più in alto nella graduatoria. Ancora una volta, è stato concesso un contentino, ma la questione non è stata affrontata con l’attenzione che merita – proseguono -. Si sta parlando di persone alle quali sono negati i diritti di base: potersi alzare, mangiare, andare in bagno, ecc. Sono diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, alla quale la Regione Marche ha aderito. Non dando una risposta adeguata si condannano le persone ad una vita sprecata.”

“Saremo ancora costretti ad usare il nostro stipendio per pagare le ore di assistenza non coperte dal contributo, oppure ad affidarci all’aiuto dei nostri familiari; quando questi non potranno più farlo oppure non ci saranno più, saremo costretti a non-vivere in una struttura, esposti inoltre a potenziali abusi” conclude il Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità.

 

 

 

 

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Data pubblicazione : 20/11/2018 16:48
Scritto da : Redazione
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