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Conversione degli annessi, il "Comitato imprenditori agricoli di Fermo" si scaglia contro le opposizioni: "Argomentazioni infondate, la delibera di oggi sana una grave illegittimità"

Stasera tornerà a riunirsi il Consiglio comunale di Fermo e a poche ore della seduta un tema su tutti sta già facendo discutere l'opinione pubblica, quello legato alla conversione in abitazione degli accessori agricoli. Sul tema si sono già espressi in mattinata sei consiglieri di minoranza, che hanno annunciato la loro uscita dall'aula nel momento in cui verrà votata la delibera, ma a stretto giro di posta è arrivata la replica di Adriano Ciferri, rappresentante del Comitato Imprenditori agricoli di Fermo, che attacca le opposizioni.

Conversione degli annessi, il

"Con Delibera del Consiglio Comunale n.87/2016 venne adottata una Variante al PRG che vietava per sempre i cambi di destinazione d’uso degli accessori agricoli, applicando tale divieto con carattere retroattivo a partire dal 2006 - ricorda Ciferri -. Contro tale illegittimo carattere retroattivo vennero avanzate decine di osservazioni con centinaia di firme da parte di cittadini, imprenditori agricoli, ordini professionali ed associazioni di categoria. La giustezza di tali osservazioni fu riconosciuta dall’Ufficio legale del Comune e pertanto l’Ufficio tecnico predispose una Delibera di approvazione finale che, pur mantenendo il suddetto divieto per le future costruzioni, eliminava l’illegittima retroattività e che oggi, finalmente, viene portata all’approvazione del Consiglio".


"Contro tale giusta correzione dell’illegittimità si sono però scagliati alcuni consiglieri di minoranza con argomentazioni pretestuose e assolutamente infondate, come il fatto che il Comune dovrebbe farsi carico del costo delle opere di urbanizzazione - spiega Ciferri riferendosi alla nota di Temperini, Mochi, Marrozzini, Rossi, Torresi e Zacheo -. I Consiglieri dovrebbero sapere che le norme tecniche prevedono che il costo di tali opere sia a completo carico dei privati.
Risulta incomprensibile l’accanimento di tali consiglieri contro quelle famiglie che hanno costruito una ventina di piccoli edifici agricoli dopo il 2006, mentre nulla si eccepisce nei confronti delle abnormi previsioni di nuove lottizzazioni in aree agricole inserite nel Piano Regolatore, delle centinaia di accessori realizzati prima e soprattutto sui casali agricoli che vengono acquistati da facoltosi professionisti e trasformati in lussuose residenze di campagna con annessa piscina. Tali casali non hanno anch’essi una destinazione agricola come gli accessori?"

"L’art.3 della Costituzione Italiana sancisce la pari dignità e l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, conferendo loro un diritto inalienabile al pari trattamento e vietando in assoluto discriminazioni irrazionali o irragionevoli - precisa Ciferri -. Con la retroattività inserita nella delibera in questione tali principi erano stati completamente disattesi, creando un irragionevole disparità di trattamento e una gravissima discriminazione, dal punto di vista socio/economico, fra chi può permettersi l’acquisto e la trasformazione in residenza di grandi casali costruiti come prevede la legge, per l’esecuzione dell’attività agricola, e chi invece è proprietario soltanto di un piccolo accessorio".


"Per tali Consiglieri solo i grandi immobiliaristi possono costruire lottizzazioni in campagna e solo i ricchi, che possono spendere milioni per acquistare e ristrutturare i grandi casali, hanno il diritto di mutare la destinazione d’uso degli edifici agricoli dismessi - si legge ancora nella nota -. Quei pochi invece che hanno realizzato solo un modesto accessorio dopo il 2006, nel pieno rispetto delle norme e dando fondo ai propri risparmi, anche dopo lo scadere del ragionevole vincolo decennale previsto per legge, non dovrebbero utilizzarlo in nessun altro modo. I loro figli, se questo non venisse più utilizzato per l’attività agricola, dovrebbero farlo deperire fino a che non diventi un rudere a deturpare la campagna. Speravamo che l’epoca della difesa dei privilegi e delle ingiustizie fosse finita: evidentemente ci sbagliavamo".

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Data pubblicazione : 18/12/2018 12:16
Scritto da : Redazione
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