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“In strada formati per tutelare la vita” Andrea Onori e la patente per motocicli nei nuovi esami di guida (VIDEO)

Il titolare della Scuola Guida Car di Fermo ripercorre le varie normative di legge e spiega modalità e strutture a disposizione degli aspiranti piloti

“In strada formati per tutelare la vita” Andrea Onori e la patente per motocicli nei nuovi esami di guida (VIDEO)

Per condurre una motocicletta occorre avere un’ottima preparazione e molta pratica. Perché se il titolo che consente di guidarla è la patente di guida, a monte non può non esserci una formazione, che Andrea Onori definisce indispensabile. Dall'alto della sua esperienza pluridecennale, il titolare della Scuola Guida Car ha sempre posto il tema della sicurezza al centro della sua attività: “La nostra è un'autoscuola qualificata con istruttori formati – rimarca – dove la sicurezza stradale è sempre il primo punto”.

 

ESAME DI GUIDA PER LA PATENTE MOTO e L'IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE

Il primo suggerimento da parte di Onori è quello di iniziare sempre la guida di un veicolo con l’ausilio di un istruttore che possa trasmettere al meglio le prime tecniche, fondamentali per guidare senza far male a nessuno, non soltanto per rimanere in equilibrio e non cadere, ma anche per affrontare le tantissime criticità della strada: “Chi ha fretta e chi è distratto, come purtroppo accade oggi molto di frequente per colpa dei sempre più tecnologici e connessi smartphone, spesso non nota l’arrivo del motociclista. Ecco uno dei motivi per i quali è obbligatorio tenere sempre le luci accese, sia in città che fuori, anche di giorno: sono necessarie per essere più visibili agli altri!”.

Il 2017 ha visto in Italia un più 11,9% di incidenti stradali per le moto, dove purtroppo sono aumentati i morti complessivi conosciuti per incidenti stradali (3.378 contro i 3.283 del 2016: +2,9%); Onori sottolinea come sia cruciale aumentare il livello di sicurezza, partendo appunto dalla formazione del futuro titolare di patente moto e da un esame di guida, che giustamente l’Europa ha sollecitato a svolgere in maniera più puntuale sia in Italia che in tutti gli altri Stati dell’UE. Ecco perché dal 2019 il Ministero dei trasporti ha modificato le prime fasi dell’esame di guida, necessarie per un efficace controllo delle capacità del futuro centauro. “Parliamo di un esame in cui il ragazzo o la ragazza deve dimostrare di saper controllare adeguatamente la moto sia in un equilibrio a velocità ridotta che in un percorso ad una velocità paragonabile ad una strada cittadina; ad esempio, devr riuscire a toccare una velocità di 50 chilometri orari e superare un ostacolo improvviso, cioè la macchina che può apparire ad un incrocio, una frenata repentina in uno spazio ridotto”.

Gli esami di guida ​ si svolgono secondo un preciso programma ed in più fasi, durante le quali il candidato deve eseguire prove di equilibrio a velocità ridotta, come il passaggio in un corridoio nel tempo minimo di 15 secondi, ed una prova di equilibrio in velocità, di superamento ostacolo e di frenata in un tempo massimo di 25 secondi.

LA STRUTTURA D’ESAME DELLA SCUOLA GUIDA CAR

Non tutti sanno che a Fermo siamo, al momento, tra i pochi nelle Marche ad aver realizzato una struttura autorizzata per lo svolgimento dell'esame pratico, il che non rende necessario spostarsi in altre province: “C'è stato un grande impegno, anche economico, da parte della nostra Scuola guida e, grazie a disponibilità del Comune di Fermo, siamo riusciti a individuare uno spazio idoneo per svolgere le prove, le esercitazioni e gli esami di guida, avendo come principale obiettivo la formazione e la sicurezza. È un'area molto utile per i nostri istruttori qualificati per seguire i giovani”.

Onori aggiunge: “Abbiamo inoltre ampliato il parco veicolare della Scuola Guida Car con motocicli adatti a tutte le esigenze dei nostri clienti, offrendo così a tutti la possibilità di portare avanti la propria passione seguiti da ottimi formatori, tra i maggiori esperti sulle nuove tecniche di guida e tecnologie dei veicoli moderni a due ruote: un investimento importante nella propria abilità e capacità nella guida”.

A chi abbia già conseguito le patenti A1 e A2 -spiega- non occorre risostenere gli esami quiz: “Si passa direttamente all'esame pratico per la patente B per l'auto o viceversa. Dai 16 ai 18 anni, inoltre, chi ha una A1 o A2 può guidare l’auto già a 17 anni dopo un percorso di preparazione ben preciso e affiancato da un genitore, proseguendo così quest’importante esperienza formativa. Spesso s’incrociano mezzi con la scritta “GA” su fondo giallo, che sta a significare “Guida Accompagnata”: ecco, in quel caso guida un giovane si sta esercitando, quindi abbiate pazienza nel caso gli si spenga l’auto in salita!”.

 

L'EVOLUZIONE DELLA PATENTE PER MOTOCICLI

I motocicli rappresentano un settore che, a partire dal 1986 e dalla prima direttiva comunitaria sulle patenti di guida, ha subito importanti cambiamenti. “Fu chiesto a tutti gli Stati membri dell’UE di emettere un titolo abilitativo della patente A moto solo conseguente ad un esame di pratica specifico, mentre la patente B per la guida di autoveicoli ottenuta prima di quella data permetteva e permette tutt’ora di guidare una motocicletta senza limiti di potenza o luoghi. Curioso il fatto che l'Italia si sia presa del tempo per recepire la direttiva europea: ha infatti emanato un'apposita legge soltanto due anni più tardi, causando la particolarità - aggiunge Onori - che Coloro che hanno conseguito la patente dall'1.1.1986 al 25.4.1988 possono guidare qualsiasi tipo di moto, ma solo in Italia.

Un salto direttamente al 2013, con la terza direttiva patenti ed una migliore classificazione delle motociclette e dei ciclomotori. “Sono nate la patenti AM, A1, A2 ed A che si conseguono a partire dai 14 anni, ma lasciando salvi tutti i diritti acquisiti. I ciclomotori per i quali necessita la AM si possono comunque portare con qualsiasi altra patente di guida senza limitazioni nei vari stati europei; molti infatti avranno notato che nel duplicato della propria patente di guida, ad esempio quello realizzato per il rinnovo di validità, oggi vengono inseriti anche il possesso dell’abilitazione AM e/o anche A se ottenute per diritto, pur non avendo mai superato un esame apposito per acquisirle. Quindi attenzione al tipo di motocicletta che si vuole guidare e se si ha la formazione adeguata e la patente idonea per essere in regola:

  • con la sola patente B (in Italia) o la patente A1 ed età minima richiesta 16 anni, si possono condurre motocicli con cilindrata massima di 125 cc, potenza non superiore a 11 kW e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg;
  • con la patente A2 ed età minima richiesta 18 anni, motocicli aventi potenza non superiore a 35 kW, rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima consentita, cioè 70 kW;
  • con la patente A ed età minima richiesta “ 20 anni, se si è titolari della categoria A2 da almeno 2 anni, altrimenti 24 anni, tutti i motocicli”.

Suscita un certo interesse notare che la necessità di uniformare il settore a livello europeo abbia portato ad escludere nelle patenti di guida tutte quelle frasi particolari per le prescrizioni necessarie alla guida -ad es: “obbligo di portare lenti durante la guida”-, per lasciarvi soltanto codici. Ad esempio: per la conduzione di veicoli solo con cambio automatico, nel retro del documento di guida viene inserito il codice 78; per l'obbligo lenti, lo 01.

“Casco sempre ben allacciato ed abbigliamento adeguato, una buona formazione da parte di professionaisti, rispetto delle regole e sguardo sulla strada… ecco i primi ingredienti di una guida sicura sulle due ruote”.

www.scuolaguidacar.it

 


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Data pubblicazione : 11/06/2019 18:20
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