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Taglio del nastro per la risonanza magnetica ad Amandola, la sanità montana che cresce

“Oggi è una giornata davvero importante, con la risonanza magnetica - esulta il direttore Livini - aggiungiamo un pezzo di organizzazione all’attività di radiodiagnostica che non si è mai fermata, dopo il 2016, dopo il sisma." 

Taglio del nastro per la risonanza magnetica ad Amandola,  la sanità montana che cresce

di Maria Nerina Galiè

"In 15 giorni di attività, la risonanza magnetica di Amandola ha già effettuato 100 prestazioni". Lo ha detto Gianluca Valeri, primario di radiologia dell'ospedale 'Murri' di Fermo, questa mattina durante l’inaugurazione ufficiale del nuovo ed importante servizio, con il taglio del nastro affidato al direttore dell'Area vasta 4, Licio Livini e reso possibile dalla Fondazione Carisap, che ha donato il tomografo alla struttura sanitaria montana, fondazione rappresentata alla cerimonia dal presidente Angelo Davide Galeati, dal direttore Fabrizio Zappasodi, dal responsabile area strategica Marco Perosa e da Antonio Dionisi di Comunanza e neo membro del cda.

“Oggi è una giornata davvero importante, con la risonanza magnetica - esulta il direttore Livini - aggiungiamo un pezzo di organizzazione all’attività di radiodiagnostica che non si è mai fermata, dopo il 2016, dopo il sisma. Cerchiamo di mantenere il servizio in un sistema ancora parzialmente frammentato ma stiamo lavorando intensamente per ridare unitarietà alla sanità del luogo. Non posso non ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a fare di questo servizio una realtà, aprendo ambulatori e rispettando le tempistiche". Una risposta anche a chi ha temuto tagli ai servizi: "Mai pensato di tagliarli, men che meno qui ad Amandola. Il territorio deve avere - la puntualizzazione del direttore Av4 - la sanità che merita. Basti dire che abbiamo riportato gli operatori che prima del terremoto erano qui. Siamo andati incontro alle necessità dei lavoratori, pur potendo fare scelte diverse. Il sistema Av4 deve essere e muoversi come un unicum, un corpo unico".

"Questo progetto è stato uno dei primi che mi sono trovato sul tavolo appena eletto", ha detto Galeati, precisando di aver continuato l’opera intrapresa dal suo predecessore Vincenzo Marini Marini e di Sergio Maria Remoli, ex vicepresidente della Fondazione nonché promotore dell’iniziativa. A Remoli, seppure assente, sono andati i ringraziamenti di Tonino D’Angelo, direttore sanitario del Vittorio Emanuele II, dove è stato collocato il macchinario, del sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli e dello stesso direttore Licio Livini.

"E’ stato bello – ha continuato Galeati – veder lavorare di concerto tutte le istituzioni, accomunate dallo scopo di rilanciare la sanità in area montana e contrastare lo spopolamento dovuto agli eventi del 2016, accanto ad iniziative di promozione turistica e al lavoro. Era questo l’obiettivo del nostro #masterplanterremoto. Oggi ritengo che sia stato pienamente centrato". Gli ha fatto eco Marinangeli, ricordando lo sconforto dell’immediato post sisma e la strada, tutta in salita, percorsa da allora per non privare i cittadini di tutta la zona dei Sibillini di un servizio essenziale come quello sanitario. "Ora abbiamo di fronte soltanto conquiste – ha commentato il sindaco – come quella di adesso. Si procede spediti verso la realizzazione del nuovo ospedale dei Sibillini, che ha già l’autorizzazione all’accredito da parte dell’Asur. Stiamo aprendo le buste pervenute con la gara d’appalto per la costruzione della struttura provvisoria che nel frattempo dovrà ospitare, a Piandicontro, il reparto medicina. E abbiamo fatto richiesta alla Protezione Civile di allargare gli spazi adiacenti alla risonanza magnetica, nell’ala agibile del Vittorio Emanuele II, per dare più respiro a Ppi e Potes".

Soddisfazione è stata espressa anche da D’Angelo: "Tra sette mesi andrò in pensione e, dopo quello che rischiava di accadere dopo il 2016, sono contento di non dovermi chiudere dietro la porta".


La risonanza magnetica va ad aggiungersi alle prestazioni di diagnostica che da qualche mese sono tornate nella vecchia struttura amandolese. Confermando, dati alla mano, una grande necessità per l’intero comprensorio. "Nel 2018 – ha precisato Valeri – l’ospedale di Amandola ha effettuato 17.300 esami radiografici di cui 5.000 ecografie, 11.000 lastre, 1.300 tac. I numeri sono in ascesa. Nel primo semestre del 2019 sono stati contati 11.000 esami contro gli 8.600 dello stesso periodo dell’anno scorso".

Il tomografo, un’osteo articolare aperto, lavorerà per luglio e agosto solo la mattina, dal martedì al venerdì. "Da settembre ci auguriamo di aggiungere anche il pomeriggio", ha precisato Valeri mentre Livini ha confermato che il dottor Bonelli, in pensione dal 30 settembre, sarà rimpiazzato intanto con personale interno. "Contrariamente a quanto si dice – ha rafforzato il direttore dell’Av 4 – per ferie estive o pensionamenti, non verrà ridotto né accorpato alcun servizio. Lavoriamo a pelo d’acqua, ma abbiamo risorse tali da poter garantire le prestazioni".
Nei progetti dell’Area Vasta 4 c’è anche l’acquisito di un nuovo mammografo per l’ospedale di Amandola, in sostituzione di quello obsoleto e non più in funzione già da prima del terremoto.

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Data pubblicazione : 09/07/2019 12:55
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