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Dalla bella terrazza di Temistocle Calzecchi Onesti a Monterubbiano Le colline ondulate e le onde nel COHERER

Il Fisico Temistocle Calzecchi Onesti, nato a Lapedona nel 1853, si trasferì fin da bambino a Monterubbiano presso i nonni materni con i suoi genitori, il medico Icilio Calzecchi di Corridonia e la signora Angela Onesti di Monterubbiano.

Dalla bella terrazza di Temistocle Calzecchi Onesti a Monterubbiano Le colline ondulate e le onde nel COHERER

A Monterubbiano visse nel palazzo rinascimentale dalla facciata a mattoncini in laterizio, con le finestre del piano nobile architravate su una delle quali è incisa in numeri romani la data di costruzione, 1562, mentre, al piano terra, bugne lisce e stondate sottolineano gli spigoli dell’edificio, contornano le finestre e il bel portone d’ingresso in legno, con lunetta, ad uso di lucernario, decorata da una griglia lavorata in ferro battuto. Sopra la finestra centrale è posizionato lo stemma gentilizio “Calzecchi Onesti” a fondo azzurro con il leone e il monte all’italiana, e sulla destra, tra due finestre, c’è l’iscrizione onoraria dedicata al Fisico Temistocle, posta dal Municipio e dal popolo il 23 novembre 1932, nel decennale della sua morte.
Gentilmente accolta dalla pronipote Angela Calzecchi Onesti e dalla mamma di lei, la signora Lina, all’entrata del palazzo, vicino alle scale che portano al piano superiore, ho potuto osservare il mezzobusto in bronzo del Fisico Temistocle, mentre, procedendo, in fondo al lungo corridoio, illuminato da un fascio di luce, si accede alla terrazza dalla magnifica vista sconfinata.
E’ l’armonia del paesaggio marchigiano che si snoda verso sud, con le dolci colline dai profili che si susseguono come onde lunghe in un divenire parallelo e in un crescendo come note musicali di una partitura d’orchestra.
Tarsie di campi coltivati, di siepi e lembi di boschi segnano i versanti che si raccordano su linee di crinale, in sequenza altimetrica fino alle cime del Monte Ascensione, dei Monti della Laga, del Gran Sasso d’Italia e delle splendide vette della catena dei Monti Sibillini.
Siamo nella Valle dell’Aso, il cui nome deriva dal Re Aso dei Pelasgi, con i suoi importanti paesi sulle alture, le industrie e i frutteti in basso. Nelle case e nei laboratori di questi luoghi si è tramandata l’arte antica di mescolare farina e uova e impastarle con vigore fino a trasformarle in una pasta omogenea e dorata; dopodiché, tirata col mattarello in una sfoglia sottile e, tagliata con maestria, si ottengono maccheroncini, tagliolini, quadrelli, quadrati per vincisgrassi e tagliatelle.
La variante delle “tagliatelle fritte” è una gustosa specialità di Monterubbiano: alle tagliatelle fatte bollire per metà cottura, si aggiunge un impasto di carne e mortadella, cotte prima in padella, di mozzarella e besciamella; si stende il tutto su un tagliere e si lascia raffreddare, poi, si formano delle palline, del diametro di sei-sette centimetri, che, passate su farina, uovo e pane grattugiato, vengono fritte. Condite con sugo di carne e un’abbondante spolverata di formaggio grattugiato, sono pronte da mangiare!
Tante sono le ricchezze dell’antico paese risalente alla civiltà dei Piceni, con uno sviluppo urbanistico di vie e vicoli suggestivi, dotato di chiese, in gran parte di origine romanica, del Parco di San Rocco con giardino, progettato da Luca Galli (Monterubbiano, 1826 - 1888), architetto che ha realizzato anche l’ingresso in stile neoclassico del cimitero monumentale e ha tenuto pure la direzione dei lavori del Teatro, portante il nome del famoso pittore Vincenzo Pagani (Monterubbiano, 1490 - 1568).
Lo spessore delle qualità dei numerosi personaggi illustri monterubbianesi e delle bellezze del posto sarà stato di sollievo in tanti momenti della vita al Prof. Temistocle Calzecchi Onesti che, una volta rientrato a Monterubbiano, vi ha abitato fino a quando si è spento, il 23 novembre del 1922.
Temistocle frequentò le scuole elementari a Monterubbiano, e a Fermo il Liceo Ginnasio “Annibal Caro” (curiosa coincidenza: maestro a Civitanova Marche di Annibal Caro fu l’umanista Rodolfo Aracinti o Iracinti, nato a  Monterubbiano nel 1492 e morto nel 1555).
Si laureò in fisica all’Università di Pisa, insieme al suo amico, concittadino e coetaneo, Oreste Murani. Ambedue si dedicarono fin da subito all’insegnamento.
Temistocle Calzecchi Onesti insegnò fisica nel Regio Istituto tecnico de L’Aquila, nei Licei di Milano, di Roma e di Fermo. Nei locali del Gabinetto di fisica del Regio Liceo “Annibal Caro” di Fermo fondò l’osservatorio meteorologico. E sempre a Fermo, nel 1889, ricoprì anche l’incarico di assistente del grande Fisico Galileo Ferraris, nel collaudo dell’impianto di illuminazione elettrica della città.
Contemporaneamente alle sue attività, portava avanti la ricerca scientifica, focalizzando i suoi studi sulla conduttività delle polveri o limature metalliche.
Nel 1884, aveva già iniziato la ricerca più importante che lo rese famoso in campo scientifico internazionale: la scoperta delle proprietà delle limature metalliche di acquistare una notevole conducibilità elettrica in seguito a svariate sollecitazioni, quali extracorrenti, scariche elettriche, induzioni elettrostatiche.
Come risultato dei suoi esperimenti, pubblicò tre note, negli anni 1884, 1885, 1886, sul “Nuovo Cimento”, organo ufficiale dei fisici italiani, e gli valsero l’invenzione del famoso “Coherer”, così chiamato, in seguito, dal fisico inglese Oliver Joseph Lodge.
Il Coherer (Coesore) di Temistocle Calzecchi Onesti è formato da un tubetto di vetro, di qualche millimetro di diametro, in cui sono affacciati due cilindretti di metallo non in contatto; fra i due è posta della limatura metallica a prevalenza di nichel. Si forma un circuito che comprende tale coherer, tenuto sospeso da due piccoli perni ancorati ad una base di legno, una pila ed un galvanometro; il galvanometro non segna corrente.
Questo perché, sebbene il circuito sia apparentemente chiuso, in realtà la limatura offre tanta resistenza alla corrente da essere pressoché isolante. Ma se il coherer è posto sotto l’influenza delle onde elettromagnetiche, la limatura diviene conduttrice, ed il galvanometro accusa una notevole corrente. Il coherer rimane conduttore, finché una leggera scossa data al tubetto di vetro, smuovendo la limatura, non la rende nuovamente isolante ed atta perciò a rivelare nuove onde. Lodge dette una spiegazione di questo fenomeno con la considerazione di una maggiore aderenza che si forma tra i granelli di limatura per azione delle onde: da cui il nome di coherer (coesore).
L’invenzione del coherer di Temistocle Calzecchi Onesti aprì la strada alle ulteriori ricerche nel campo delle trasmissioni telegrafiche senza fili e della radio, al tempo in cui le onde elettromagnetiche non erano ancora conosciute; sarebbero state scoperte poco più tardi, nel 1887, da Rudolf Hertz.
Il coherer fu impiegato da Guglielmo Marconi come rivelatore di onde elettromagnetiche nei suoi primi esperimenti di radiotelegrafia e consacrato con un esperimento di trasmissione senza fili, effettuato il 7 e l’8 agosto del 1904 sul Monte Cappuccini di Ancona. Marconi, dopo pochi anni, dalle onde lunghe passò ad occuparsi delle onde corte, sostituendo al Coherer le valvole termoioniche, appena inventate da John Ambrose Fleming e da Lee de Forest negli anni 1904 – 1906.
Guglielmo Marconi riconobbe la priorità dell’importante invenzione di Temistocle Calzecchi Onesti in un discorso tenuto in Campidoglio a Roma, nel 1903, alla presenza dei Reali d’Italia.
Nella vita, Temistocle Calzecchi Onesti ha cercato di unire alle sue competenze scientifiche la sua forte concezione filantropica e religiosa, ricoprendo cariche in istituzioni di beneficenza, adoperandosi per far comunicare fra di loro, con metodi scientifici, le due figlie sordomute dei conti Maggiori di Fermo o scegliendo di fare da tutore ai figli orfani del nipote Icilio. Ha lasciato numerosi scritti scientifici, educativo-didattici e religiosi.
L’eminente figura del nonno Temistocle sarà stata d’esempio anche per la nipote Rosa Calzecchi Onesti, nata nel 1916 a Milano, dov’è vissuta fino al 2011, anno della sua scomparsa. Dedita agli studi e all’associazionismo cattolico milanese, docente, scrittrice, grecista e latinista, ha tradotto, in versi liberi, l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide. La traduzione dell’Iliade è stata realizzata tra gli anni 1948 e 1950, in collaborazione e intenso carteggio con Cesare Pavese.
A Temistocle Calzecchi Onesti sono state intitolate piazze, vie e scuole in molte città, quali Monterubbiano, Roma, Pedaso, Ascoli Piceno e Fermo.
Riaprendo l’album dell’adolescenza, posso dire che anch’io ho avuto l’onore di diplomarmi al Liceo Scientifico Statale “Temistocle Calzecchi Onesti” a Montegiorgio, Sezione Staccata del Liceo di Fermo. A Montegiorgio, il Liceo Scientifico Statale fu istituito nell’anno scolastico 1970/’71 e andò a sostituire gradualmente l’esistente Istituto Magistrale Comunale “Maria Montessori”, con le aule nel gentilizio Palazzo Passari, dai soffitti dipinti, le porte e i grandi scuri delle finestre decorati a grottesche.
Siamo stati, come  studenti montegiorgesi delle due Sezioni F e G, i primi e gli unici a ritirare il Diploma di Maturità Scientifica con l’intestazione “Temistocle Calzecchi Onesti”, e a fare da apripista alle future generazioni di liceali di Montegiorgio, poi autonomo Liceo Scientifico Statale “Enrico Medi”.
 

 

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Data pubblicazione : 02/09/2013 09:43
Scritto da : Liana Cognigni
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