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Cronaca
Neve. Scuole chiuse a Fermo. L'ordinanza del Comune

Riportiamo integralmente l'ordinanza emessa stamani dal Palazzo Comunale in merito alla chiusura di tutti gli istituti scolastici nella giornata odierna.

 

 

Foto testo


Il sindaco, vista l'ondata di freddo con precipitazioni nevose che sta interessando il territorio comunale creando notevoli disagi alla circolazione veicolare per la formazione di un consistente strato di neve e di ghiaccio sulla sede stradale;
Ritenuto opportuno evitare le situazioni di pericolo che si determinerebbero con il transito dei bus e dei numerosi veicoli che raggiungono Fermo nelle giornate di scuola, provenienti in buona parte anche dall'entroterra che risulta particolarmente interessato al fenomeno nevoso;
Considerato inoltre necessario evitare i rischi connessi all'espletamento del servizio scuolabus che prevede percorsi comprendenti strade periferiche ed in pendenza la cui percorribilità è oggettivamente pericolosa;
Sentito il parere del Comando di Polizia Municipale che, nel confermare la situazione di potenziale pericolo, si esprime favorevolmente circa l'adozione di un provvedimento di immediata sospensione dell'attività didattica per la giornata odierna;
Ravvisata la presenza di condizioni contingibili e urgenti inerenti la sicurezza e la incolumità pubblica;
ORDINA
per i motivi esposti la immediata sospensione dell'attività didattica negli istituti di ogni ordine e grado nel territorio comunale nella giornata odierna.
Il presente provvedimento verrà portato a conoscenza selle società del trasporto pubblico e dei dirigenti scolastici responsabili dei singoli istituti nei modi che la legge prevede e verrà pubblicizzato anche attraverso le emittenti radiofoniche locali.
La Polizia Municipale verificherà il rispetto della presente ordinanza inoltrando denuncia all'Autorità giudiziaria ai sensi dell'art. 650 c.p. a carico degli inadempienti.

 

09/02/2013
09:46
Comune di Fermo
Questo articolo è stato letto 1407 volte.
Commenti dei lettori
10 commenti presenti
  • Massimo

    10-02-2013 19:45 - #10
    Ma chiedo, il signor Matteo da dove viene? Che lavoro fa? E' un frustrato che ha avuto problemi con la scuola? Non so queli problemi ha ma di sicuro è uno che scrive senza sapere e che risponde senza capire ciò che ha letto. Il signor Postacchini è stato chiaro affermando che i giorni di chiusura sono stati dati dalla regione e che ogni singolo consiglio d'istituto poteva deliberarli per carnevale o scegliere di darli in un altro periodo... probabilmente le scuole della sua valdaso saranno chiuse per un altro ponte. Il quarto giorno di vacanza è poi stato dato dal sindaco e non voluto dai docenti... che invece alle 8.00 erano già andati a scuola!!! Con la neve.
  • Daniele Postacchini

    10-02-2013 18:51 - #9
    Sig. Matteo non so quali sono stati i suoi rapporti con dirigenti e professori, ma in tutta tranquillità per la mia esperienza nella Scuola e per la conoscenza che ho di molti colleghi credo non sia giusto e corretto generalizzare. Quelli che lei definisce "sapientoni" professori e dirigenti, sono a volte a stretto contatto con le realtà lavorative, soprattutto nelle Scuole di indirizzo tecnico e professionale. Non credo sia il caso che stia a raccontarle quanto lavoro viene fatto al di fuori dell'orario mattutino e con quante difficoltà si cerca di "insegnare agli allievi quello che si dovrebbe" come dice lei. E potrà sembrarle strano ma molti di noi non si preoccupano dello stipendio o della loro precarietà (cosa anche lecita) ma si lamentano di non essere messi in condizioni di operare al meglio, visto che a Scuola non si producono scarpe o macchine, ma si dovrebbero formare i cittadini ed i lavoratori che costruiranno il nostro prossimo futuro. Se questo a lei sembra poca cosa e reputa giusto considerare la Scuola un parcheggio, libero di farlo, ma non si venga a lamentare se poi i ragazzi non saranno educati e formati come dovrebbe essere. Per correttezza inoltre le rammento che non tutte le Scuole a Fermo restano chiuse in quanto non tutti i consigli d'Istituto hanno deliberato la stessa cosa.
  • Gio

    10-02-2013 16:57 - #8
    X MAtteo: ti auguro un giorno di diventare Sindaco così giudichiamo le tue ordinanze. X SIMONETTA: perchè non vai a vivere dove c'è sempre la neve, chi ti trattiene? cosi i tuoi figli non perderanno mai in giorno di scuola.
  • Gianni d'Arvino

    10-02-2013 16:10 - #7
    Puntuali talmente i commenti, che non si trova un torto. Allora, tutti hanno ragione? Tutti, ma ognuno per qualche rispetto, ossia per un certo modo di guardare la cosa, un modo che mette a fuoco un dettaglio e pone il resto in dissolvenza. E' il millenario problema filosofico dei predicati e dei predicabili. Che cosa posso io predicare di una data realtà? E il predicato che predico per quali aspetti - o rispetti - è predicabile? Lo predico distinguendo massimamente o massimamente confondendo? ("ché quelli è tra li stolti bene a basso, / che sanza distinzione afferma e nega / ne l'un così come ne l'altro passo") (Dante, Par., XIII). E così, di passo in passo, dato che qui se ne parla, mi sono ritrovato alle sorgenti della parola "scuola". Come san tutti, questo verbum, almeno nel suono, ci proviene, tramite il latino schola, dal greco scholé. Ma, come tutti sanno, il lemma greco scholé non significa affatto scuola - che era invece didaskaleion -, ma ozio, vacanza. Come ha potuto, dunque, il latino schola indicare una cosa così opposta? In realtà, probabilmente ciò è accaduto perché i latini avevano il termine otium (impropriamente tradotto con ozio) per indicare il riposo, e anche l'occupazione letteraria o culturale - che senza un po' d'otium era, ed è, impossibile praticare. Il diretto corrispondente latino del greco scholé era dunque otium. Ma poiché nell'otium fioriva l'interesse culturale, e l'interesse culturale (letterario) è a fondamento della scuola (schola), ecco che si è potuto affermare presso i romani il termine schola per quello che i greci, come detto, chiamavano didaskaleion, ossia quell'insieme di attività di insegnamento e di apprendimento che servivano alla trasmissione del sapere e alla formazione di “buoni” cittadini. Per l'attività pratica di intrapresa i romani usavano, invece, il termine oppositivo negotium, cioè neg-otium - il contrario dell'otium - da cui alla lontana proviene il nostro negozio con lo sciame di tutti i derivati. Oggi si vuole assorbire la scuola, la schola, l'otium, la scholé nel negotium: si dice che l'istruzione deve essere funzionale ai giochi del mercato, alla produzione, all'impresa, e per "servire" meglio allo scopo, del mercato (dei mercati, un plurale non rassicurante!) deve anche far proprie le regole. Siamo sicuri che ciò sia il meglio? Io, pur essendo molto ma molto vecchio, talmente vecchio che, come canta Roberto Vecchioni, c'ero prima del padre di mio padre, avrei qualche esitazione a confondere sempre le cose. Perché, prima di confonderle, non proviamo a "con-fonderle"? Non sentite che questo secondo "con-", aiutando meglio a distinguere, aiuta anche meglio a creare le condizioni per cooperare (cum-operari)?
  • matteo

    09-02-2013 21:47 - #6
    Sig. Postacchini complimenti per la battuta...far comunicare i sapientoni professori e dirigenti con i più pratici lavoratori? impossibile...la scuola non è un parcheggio? secondo me si..imparano tutto tranne ciò che dovrebbero imparare da professori preoccupati per lo più ai loro diritti e stipendi...farla funzionare al meglio? ma se chiedi un appuntamento con un dirigente te lo fissano in orario lavorativo..perchè alle 14:00..tutti a casa!!!!!...calendario regionale per lunedi 11? come mai l'hanno deciso solo in extremis...sulla valdaso tutti a scuola lunedì..beati i professori fermani 4 giorni di vacanza !!!
  • SIMONETTA

    09-02-2013 18:59 - #5
    MA CHE VERGOGNA CHIUDERE LE SCUOLE PER QUALCHE CM DI NEVE!!!!!!!!!!!!!!! MI CHIEDO MA NELLE CITTA' DOVE LA NEVE E' IL QUOTIDIANO CHE FANNO I RAGAZZI NON VANNO QUASI MAI A SCUOLA?
  • Sempre a lamentarsi

    09-02-2013 18:23 - #4
    Gli spazzaneve passano in continuazione. Tacete, lamentosi che non siete altro!
  • Daniele Postacchini

    09-02-2013 16:50 - #3
    Il ponte di lunedì non è autoproclamato dai professori, ma dal calendario regionale che ha dato la possibilità ai singoli consigli d'istituto (composti anche da studenti e genitori) di deliberare la sospensione dell'attività didattica in quei giorni. In merito alla neve, stamattina era oggettivamente pericoloso far circolare gli scuolabus. Il problema della gente che lavora è ovviamente comprensibile, ma ricordo che la scuola non è un parcheggio per minorenni ma un servizio pubblico con cui i genitori dovrebbero interagire e collaborare. Confrontare la scuola con un attività privata produttiva è pura demagogia e visto che l'istruzione pubblica è il primo fondamento di una società civile, cerchiamo di farla funzionare al meglio anziché criticarla quando non ha colpe.
  • mendicante

    09-02-2013 10:45 - #2
    Invece di chiudere le scuole ogni terzo momento (lunedì faranno l'incredibile ponte di carnevale), perché non fanno girare gli spazzaneve? viale Ciccolungo, come sempre, è un ammasso di neve, che diventerà ghiaccio senza spazzaneve e sale... L'unico vero pericolo per il traffico rimangono i dossi ed i marciapiedi rialzati, pericolosi per il traffico e per i mezzi di pronto intervento.
  • matteo

    09-02-2013 10:16 - #1
    Oggi due fiocchi di neve....lunedì il ponte autoproclamato in extremis dai professori....Facendo due conti meglio non andare a lavorare anzichè pagare una/un babysitter il doppio di quanto elargito in busta paga....oramai sono più i giorni di non scuola che di lezione....l'attività pubblica e privata sono lontani anni luce..se un'azienda chiudesse per 2cm di neve e/o giorno di festa autoproclamato dai suoi dipendenti rischierebbe il fallimento....a chi rende conto il pubblico? ai cittadini...ma se i cittadini se le bevono tutte....propongo sciopero dei cittadini contro i dipendenti della scuola e contro quelli dell'amministrazione pubblica....
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