Cronaca
Maxi-operazione antidroga della Finanza: arresti anche a Fermo. Smantellata un’organizzazione di marocchini dediti allo spaccio. 40 kg di droga nascosta in buche scavate in aperta campagna

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Macerata stanno eseguendo dei provvedimenti di arresto nei confronti di soggetti di etnia marocchina. Complessivamente sono stati arrestati 11 soggetti nei seguenti comuni: Torino, Genova, Fermo, Macerata, Mogliano, Recanati e Potenza Picena. Altri due provvedimenti emessi dall’A.G. di Macerata interessano un soggetto già detenuto all’estero, mentre un altro è tuttora ricercato.

Maxi-operazione antidroga della Finanza: arresti anche a Fermo. Smantellata un’organizzazione di marocchini dediti allo spaccio. 40 kg di droga nascosta in buche scavate in aperta campagna

Avevano pensato di farla franca acquistando l’hascisc a buon prezzo in Marocco per poi rivenderlo a ben altri prezzi nell’hinterland maceratese, gli undici soggetti tutti di etnia marocchina arrestati dai finanzieri sulla base di indagini coordinate dalla Procura di Macerata .

L’organizzazione, al fine di eludere le investigazioni, aveva pensato di nascondere l’hascisc all’interno di alcuni nascondigli ritenuti sicuri e noti solo a pochi. Più nel dettaglio,i promotori del sodalizio si avvalevano di alcune buche realizzate in aperta campagna, al riparo di fitta vegetazione, dove sotterrare l’hascisc dopo averlo impermeabilizzato mediante numerosi strati di pellicola trasparente ed averlo riposto all’interno di confezioni metalliche.

Non è bastato, però, per liberarsi dei finanzieri che, dopo aver individuato il nascondiglio, avevano installato tra gli arbusti un sofisticato sistema di videoripresa, in grado di immortalare i “guardiani” del prezioso carico, che saltuariamente si recavano per occultare/prelevare la droga.

Coadiuvati inoltre, da intercettazioni telefoniche e rilevazione satellitare dei movimenti delle autovetture, i finanzieri sono riusciti, nel corso della lunga ed articolata indagine durata 14 mesi, costantemente indirizzati dalla Procura di Macerata, a cristallizzare numerose condotte di spaccio di droga.

Aspetto degno di assoluta menzione, è il fatto che, grazie alle intercettazioni telefoniche, è stato possibile individuare il responsabile di un grave episodio di sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni gravissime, posto in essere da parte di uno degli odierni destinatari dei provvedimenti. In particolare il soggetto, per motivi legati all’asserito mancato pagamento di una partita di droga, ha sequestrato e malmenato, in maniera decisamente brutale,un suo connazionale. In flagranza di reato erano già stati arrestati 6 soggetti, mentre stamane all’alba è scattata l’operazione “Baghera”, nel corso della quale i finanzieri stanno procedendo all’esecuzione dell’ordine di arresto nei confronti di 7 marocchini. Al momento sono stati associati al carcere di Camerino 4 componenti dell’organizzazione, 1 donna ai domiciliari, uno risulta già recluso all’estero e un ultimo è tuttora ricercato. Le località interessate alle operazioni sono Torino, Genova, Fermo, Macerata, Mogliano, Recanati e Potenza Picena, comunque si tratta di un’organizzazione che operava in via principale nel territorio di questa provincia.

Nel corso dell’attività, sono stati sequestrati,sia direttamente che attraverso il ricorso a riscontri indiretti per non pregiudicare l’evoluzione dell’indagine stessa,oltre 40 kg di hascisc.

E’ stato anche utilizzato il cosiddetto ritardato sequestro, ossia uno strumento giuridico in grado ritardare il sequestro della droga o l’arresto del responsabile del reato dopo averlo individuato, al fine di acquisire rilevanti elementi probatori in capo a tutta l’organizzazione criminale.

L’operazione di servizio conferma l’attenzione posta dalla Guardia di Finanza di Finanza di Macerata alla prevenzione e repressione dello spaccio di droga sull’intero territorio provinciale.

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Data pubblicazione : 14/05/2014 15:21
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • giustoprocesso

    15-05-2014 04:19 - #1
    Insomma, per piú di un anno ingenti risorse di uomini e mezzi sono stati spesi per scoprire ed arrestare dei marocchini dediti allo spaccio di "hascisc", che presumo di riferisca ad hashish, il derivato della cannabis, sostanza di cui, secondo stime variabili, dai due ai quattro milioni di Italiani fanno o hanno fatto uso. La folle criminalizzazione della sostanza, apprendo, ha dato luogo anche ad altre forme delittuose come il sequestro e le percosse riferite nell'articolo. E' andata bene che non c'e' scappato anche il morto. Ovviamente, la banda di arrestati verra' prontamente sostituita da altri disponibili a correre il rischio del carcere alla luce dei lauti guadagni resi possibili dalle costose ed inefficaci politiche anti-droga applicate nel nostro Paese. L'hashish (e magari anche l'hascisc!) e' e restera' di facilissima reperibilita'. Restera' anche monopolio esclusivo delle bande criminali, mentre in altri paesi (Colorado, Washinghton, California, Uruguay, Olanda, etc..) si e' capito che per controllare una sostanza e' necessario regolamentarla, non lavarsene le mani e lasciarne il commercio nelle avide mani di criminali senza scrupoli. Una domanda ai sostenitori del proibizionismo. Vi siete mai chiesti se la folle e costosa "guerra alla droga" ha mai portato qualche risultato duraturo e tangibile?
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