Cronaca
I candidati dicano chiaramente cosa vogliono fare per rilanciare la sanità regionale e fermana

Tra poco più di tre mesi la regione Marche andrà al voto ed in tutti gli schieramenti sono in corso le grandi manovre per mettere in campo alleanze e candidati. Anche la città capoluogo del fermano dovrà eleggere il nuovo sindaco. Per rispetto dei cittadini marchigiani, sarebbe opportuno ed onesto che chi intende candidarsi alla guida della Regione o della città di Fermo, esca dall'indeterminatezza che fa comodo ai politicanti ma non ai cittadini e sciolga le riserve su cosa intenderebbe fare, riguardo ad alcuni aspetti importanti della vita pubblica regionale e locale. Come CISL FP siamo sempre più convinti dell'inutilità della duplicazione dei livelli decisionali della pubblica amministrazione, utili solo alla proliferazione delle poltrone e vessatorie per gli onesti cittadini. Dicano allora i candidati cosa intenderebbero fare ad esempio dell'ASUR e dei suoi troppi e costosi dirigenti.

I candidati dicano chiaramente cosa vogliono fare per rilanciare la sanità regionale e fermana

La CISL FP in più occasioni ha denunciato il costo esagerato del carrozzone ASUR. Solo i Direttori della Direzione Generale e delle Aree Vaste pesano per circa un milione di euro all'anno sulle tasche dei cittadini. Questa cifra riguarda esclusivamente le retribuzioni. Ci sono poi tutti i costi di gestione. Cosa intenderebbero fare i candidati per evitare che livelli di potere, molto spesso in conflitto o contraddizione tra loro ( vedasi Regione, ASUR ed Aree Vaste) aumentino gli sprechi ed il conflitto e non servano assolutamente a tutelare la qualità dei servizi sanitari resi ai cittadini? La stampa locale, recentemente, ha pubblicato gli stipendi di Direttori e Dirigenti della sanità e questo ha generato irritazione e quasi disgusto per la forbice esistente tra chi è al vertice della piramide e chi ogni giorno è in prima linea per fare fronte alle vere esigenze dei malati e degli utenti. Nonostante ciò, il numero dei Dirigenti aumenta mentre il personale assistenziale a contatto diretto con il malato, diminuisce a causa della politica dei tagli. Dal 2011 al 2013 l’ASUR ha effettuato ben 30 milioni di euro di taglio sul personale. Nella sola Area Vasta 4 di Fermo sono all’incirca 150 i posti vacanti in dotazione organica. Il numero dei reparti con un Primario effettivo, nominato a seguito di concorso, è inferiore a quello dei reparti con Primario effettivo e non facente funzione. La Cisl fp è straconvinta che una delle cause della sofferenza in cui versa la sanità fermana, dipenda dalla debolezza della rappresentanza politica locale. Prova ne è stata tutta la triste vicenda del nuovo ospedale, con relativa presa in giro dei cittadini del fermano. Anche il trend negativo della distribuzione delle risorse tra nord e sud della regione è la prova della difficoltà di esigere quanto dovuto. La chiusura dell’Ospedale di Sant’Elpidio a Mare senza una vera riconversione in Casa della Salute ed i ritardi di attivazione dei posti letto di lungodegenza all’INRCA ne sono ulteriori prove. Che dire poi delle decisioni non prese per la riconversione dello stabile dell’ospedale di Montegiorgio? E delle tante promesse sul finanziamento regionale per l’attivazione di un nido aziendale in via Zeppilli che poteva costituire un’eccellenza unica nelle Marche in favore delle famiglie con figli piccoli e che non hanno supporto familiare? Silenzio assoluto. Questi però sono i temi concreti che attendono risposte.
A proposito di risparmi e buona amministrazione. La Direzione dell’ASUR, ha recentemente assunto decisioni sconvolgenti se non al limite della legittimità ,sulle quali, tolta una sola eccezione, alcun politico si è espresso. Noi della CISL FP vorremmo conoscere in merito il parere dei futuri rappresentanti regionali. Da mesi si parla, ad esempio, di un nuovo concorso per assumere a tempo determinato altri Dirigenti per la Direzione Generale dell’ASUR. Di certo sono pochissimi quelli che ravvisano la necessità di altri Dirigenti ma l’ASUR, imperterrita e contro il parere dei sindacati confederali di categoria, non solo ha esternato la ferma volontà di assumerli ma invece di attingere i nominativi da una graduatoria valida di concorso, recentemente svolto dall’INRCA, ha comunicato che vuole a tutti i costi espletare una nuova selezione. Il paradosso è evidente: in presenza di una graduatoria valida, formatasi a seguito di superamento di tre prove valutative, si intende assumere nuovi Dirigenti a tempo determinato, valutando i candidati con il solo colloquio. Le conclusioni sul perché della decisione assunta le lasciamo a chi legge.
E’ del mese di dicembre la notizia dell’approvazione, sempre da parte dell’ASUR, del sistema di valutazione dei Direttori di Area Vasta per la corresponsione dell’indennità di risultato. Si tratta del 20% della retribuzione che si aggira intorno a 120 mila euro l’anno. Ebbene, mentre per il personale del comparto ( infermieri, OSS, Tecnici ecc) che guadagna dai 900 ai 1500 euro al mese, il Collegio sindacale dell’ASUR, in cui è presente pure un rappresentante del Ministero dell’Economia e Finanza, analizza gli accordi decentrati con la lente d’ingrandimento, svilendo e rendendo pressoché inutile la contrattazione di secondo livello, gli organi di controllo quando si tratta di Direttori, sembrano cambiare radicalmente atteggiamento. L’accordo infatti prevede la corresponsione di un premio di risultato pari al 10% della retribuzione annua ( circa 12.000 euro) anche al Direttore che abbia raggiunto lo 0 % degli obiettivi fissati come parametro di valutazione ( da 0% al 70% degli obiettivi = premio pari al 10%). Un’aberrazione ed un’ingiustizia che gridano vendetta anche nei confronti dei tanti lavoratori precari che rischiano di essere licenziati per scadenza dell’incarico e attendono dalla Regione e dall’Asur una risposta credibile per l’avvio del percorso della stabilizzazione.
Quelli sopra, sono solo esempi di come sia urgente rimettere mano all’ASUR e ragionare se valga ancora la pena mantenere un organo tecnico centrale che ha esautorato del tutto i territori dalle decisioni riguardanti le politiche della salute e della prevenzione dei cittadini. In quasi 12 anni di vita, l’ASUR ha fallito in tutto o quasi il compito di uniformare procedure ed organizzazione ma, soprattutto, ha aumentato a nostro parere la disparità tra cittadini di diverse aree della regione e la precarietà del lavoro. La speranza della CISL FP è che sia arrivato il momento di ammettere con coraggio gli errori commessi e di proporre e realizzare radicali cambiamenti.
A questi temi come ad altri di uguale importanza, i candidati alle prossime elezioni regionali e alle elezioni amministrative di Fermo non potranno sfuggire se vorranno essere credibili. Dicano concretamente cosa farebbero se venissero eletti. Assumano impegni precisi davanti ai cittadini-elettori e soprattutto una volta tanto rappresentino veramente il territorio fermano, rilanciando una politica seria di valorizzazione delle tante professionalità presenti in esso ma da troppo tempo vessate ed umiliate per decisioni a favore di bacini elettorali ben più potenti di quello di Fermo.
La CISL FP ha già detto che la pazienza di tanti lavoratori e professionisti seri, è ormai terminata. La sanità fermana si regge esclusivamente sul grande senso di responsabilità di alcuni eccellenti professionisti e grazie all’abnegazione del personale dipendente. Non si può continuare così!
Il territorio fermano ha necessità di essere degnamente rappresentato. Anche il sindacato e la CISL FP in primis vuole essere valutata per il grande lavoro finora svolto. Per questo la nostra Organizzazione è pronta alla sfida dei prossimi 3-4-5 marzo allorquando si svolgeranno le elezioni delle Rappresentanze Sindacali in ogni Ente. Spetta però a chi si candiderà a sedere sulle poltrone del consiglio regionale proporre le azioni concrete per voltare pagina e ridare fiducia ad un territorio che progressivamente ha perso la convinzione delle proprie grandi potenzialità. Chi avrà il coraggio e la lungimiranza di mettersi in discussione e di confrontarsi sul cambiamento da porre in essere, troverà nella nostra Organizzazione Sindacale ascolto e piena collaborazione.

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Data pubblicazione : 28/02/2015 09:48
Scritto da : Giuseppe Donati, Segretario Regionale CISL FP
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • mario

    01-03-2015 19:53 - #1
    I prossimi candidati alla carica di presidente della regione, sono i PD Marcolini (maceratese) e Ceriscioli (pesarese). il Primo è assessore regionale del governo Spacca, il secondo è un Renziano!!!!!. L'attuale presidente Spacca (PD) con il suo movimento marche2020, intende candidarsi come presidente del centro destra. Sé tanto porta tanto, bene che ci vada avremo in Regione un governo PD+L, quindi la continuazione in un modo o nell'altro della Giunta Spacca "che tanto ha fatto per il sud delle Marche" !!!!!!.
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