Cronaca
Scappa da psichiatria e aggredisce un infermiere. Donati (Cisl): "Episodio allarmante. Livelli di sicurezza da rivedere"

"Ciò che è avvenuto giovedì sera all’Ospedale di Fermo e poi sulle strade adiacenti il nosocomio, allorquando un paziente della locale Psichiatria è fuggito dal reparto dopo aver aggredito un infermiere non può e non deve - tuona Giuseppe Donati della Cisl - essere derubricato come semplice evento avverso e casuale. La violenza contro un infermiere o altro operatore sanitario, all’interno di una struttura pubblica, non può essere né sottaciuto né sminuito perché è un episodio gravissimo".

Scappa da psichiatria e aggredisce un infermiere. Donati (Cisl):

"L’ospedale di Fermo - prosegue il segretario regionale della Cisl - continua a non essere completamente sicuro perché scarsamente presidiato e perché gli investimenti in risorse umane e tecnologiche per la sicurezza sono insufficienti. Questo è il primo dato di fatto. La seconda riflessione da fare è che stavolta, fortunatamente, l’infermiere aggredito e l’agente della sicurezza privata se la caveranno con poco ma poteva andare a finire male. I professionisti che operano in reparti a rischio in Area Vasta 4, come per esempio la psichiatria, sono poco protetti. Ciò che fa arrabbiare è che questi stessi infermieri sono stati puniti dalla burocrazia  dell’Asur. Nel mese di marzo 2015 il Collegio Sindacale della Direzione Generale ha sospeso l’ indennità di disagio, pericolo e danno agli infermieri delle terapie intensive e sub intensive dell’Area Vasta 4 tra cui la Psichiatria. Mancava, secondo la burocrazia del Collegio ASUR, tra cui molti potrebbero aver mai visto un ospedale o un reparto di degenza in vita loro, un atto formale, quindi una semplice “cartuccia”, della Regione che indicasse quali erano i reparti a rischio. All’interno del Collegio sindacale c’è anche un rappresentante del MEF. Ebbene, la storiaccia dell’altra sera, ha dimostrato quanto la burocrazia poco illuminata possa essere tanto lontana dalla realtà concreta di ogni santo giorno. Soprattutto all’interno di un ospedale che non è un Ministero. Ancora oggi gli infermieri della Psichiatria come quelli delle terapie intensive e sub intensive dell’Area Vasta 4, hanno alcune indennità contrattuali sospese per il motivo di cui sopra.

Anche grazie all’intervento energico e testardo della CISL FP Marche, che come si ricorderà, nel mese di settembre ha promosso una sorta di petizione con la raccolta di 500 firme inviate poi alle diverse cariche istituzionali locali e regionali, è stato possibile sbloccare sia il pagamento degli arretrati economici (i pagamenti degli arretrati sono iniziati a novembre e proseguiranno a gennaio e oltre) ma anche porre l’attenzione sull’importanza di ripristinare il pagamento mensile delle indennità di disagio indebitamente sospese. Forse ciò sarà possibile dal prossimo mese di gennaio 2016.
Rimane però il vulnus di un livello tecnico come l’ASUR. La distanza tra chi è dietro la scrivania e non rischia nulla o quasi e chi invece è chiamato ad operare in situazioni complicate e difficili, è ormai incolmabile. Nella sede del Servizio Professioni Sanitarie dell’AV4, ad esempio, lavorano circa 10 persone con orari e funzioni diversi ma pur sempre in numero maggiore che in un piccolo reparto aperto 24 ore su 24. La sfiducia nei livelli politico-gestionali regionali della sanità è massima. Non basta portare avanti sempre le classifiche del Sole24ore sulla virtuosità della sanità delle Marche. Il senso di appartenenza ad un sistema sanitario che non tutela chi lavora in realtà difficili, è crollato tra gli operatori.
Anche le nuove leggi nazionali hanno penalizzato i dipendenti pubblici più a rischio. Pensare che gli infermieri o altri operatori che operano in contesti pericolosi come pure gli agenti di Polizia Municipale, non possono far richiesta di infortunio per cause di servizio ma solo dell’infortunio INAIL significa non riconoscere le peculiarità di alcuni tipi di lavori. Per rendersi conto dell’assurdità di norme che vanno contro i lavoratori, basti pensare che se un infermiere della psichiatria o un agente della polizia municipale, durante il servizio, subisce un danno ad un bene proprio ( occhiali, orologio ecc.) o alla propria persona, non può più far richiesta di alcun indennizzo che lo risarcisca del danno subito.
Indignarsi quindi per ciò che è avvenuto giovedì sera è giusto. Bisogna poi essere conseguenti ed assumere decisioni adeguate sia perché la salute e la sicurezza di chi rischia siano debitamente tutelati ma anche affinchè i dovuti riconoscimenti siano immediatamente ripristinati. Il rischio è che ci si giri dall’altra parte".

 

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Data pubblicazione : 19/12/2015 10:54
Scritto da : Giuseppe Donati, segretario regionale Cisl
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