Cronaca
Non abbiamo saputo accogliere e tutelare una vita sfuggita alle violenze. Don Vinicio e la tragedia di Emmanuel

Il Presidente della Fondazione Caritas in veritate annuncia di volersi costituire parte civile. Stasera alle ore 21 fiaccolata al Seminario di Fermo

Non abbiamo saputo accogliere e tutelare una vita sfuggita alle violenze. Don Vinicio e la tragedia di Emmanuel

Ci sono fatti di cronaca ordinaria, che vengono descritti in maniera anche superficiale “perchè le notizie vanno date”, non importa come. E ce ne sono altri che richiedono, invece, una riflessione più ampia. Perchè quando si raggiunge il punto di non ritorno non ci si può limitare a riportare soltanto nomi e cognomi, dinamiche e tecnicismi: si deve entrare dentro le tragedie, scavare tra le cause che, giorno dopo giorno, arrivano ad alimentare gesti assurdi.

 

E se il fatto è che ieri, intorno alle 14.30, un ragazzo nigeriano di nome Emmanuel è stato letteralmente massacrato da due uomini in pieno centro e che la sua compagna è ancora sotto shock all'Ospedale Murri, sì, scriviamolo, raccontiamolo questo fatto. Ma poi ci sono le parole di Don Vinicio, che penetrano dentro e che, oltre a tentare di ricostruire l'accaduto, ci inchiodano alle nostre responsabilità: cittadini, giornalisti e amministratori pubblici.

 

Questa, quindi, la ricostruzione delle ultime 24 ore che, per la città di Fermo, resteranno tra le più drammatiche e devastanti, anche da un punto di vista culturale.

 

IL RACCONTO DI CHIMIARY

 

Accanto al Presidente della Fondazione Caritas ci sono l'Avvocato Letizia Astorri e Suor Rita. Gli sguardi sono segnati e le parole faticano ad uscire. “Vogliamo raccontare quello che la signora, unica testimone, ha dichiarato nella sua denuncia”, esordisce quasi sottovoce Don Vinicio.

 

Secondo il racconto della ragazza (“che qualche mese fa ho sposato o almeno, considerata l'assenza di documenti, ha fatto fare loro una promessa di matrimonio”) la coppia, salendo dal Seminario dove sono ospitati insieme a circa 80 stranieri, si stava recando in piazza per andare a prendere una crema per il corpo dopo essersi accordata con altre persone.

 

All'altezza del tunnel di Viale Vittorio Veneto, due uomini hanno iniziato a provocarli, apostrofando la ragazza come “scimmia”.

 

“Emmanuel si sarebbe avvicinato per chiedere spiegazioni su queste offese gratuite. In quel momento il più grande degli uomini ha iniziato ad aggredirlo, mentre l'altro aggrediva la ragazza. Dal racconto di Chimiary, alla quale dopo una visita in Pronto Soccorso sono stati dati 5 giorni di prognosi, durante la colluttazione uno dei due uomini ha divelto un palo della segnaletica e ha colpito Emmanuel al cranio, nella parte posteriore. Emmanuele è caduto in avanti e i due hanno continuato a picchiarlo, al punto che allo stesso ragazzo è stata riscontrata la parte destra del volto completamente tumefatta”.

 

Nessun colpo, prosegue Don Vinicio, è stato inferto ai due uomini da Emmanuel con lo stesso palo, al punto che nel referto medico di uno dei due uomini risulterebbe soltanto un morso.

 

COSTITUIRSI PARTE CIVILE È UN DOVERE

 

Si costituirà parte civile, Don Vinicio, nella veste di Presidente della Fondazione Caritas in veritate alla quale la coppia nigeriana era stati affidata. “Spero che il Tribunale me lo conceda. Però fatemi dire che occorre un italiano per difendere un ragazzo di colore malmenato a morte”.

 

E se Emmanuel dovesse morire, come oramai appare evidente, Don Vinicio spiega come la sua salma verrà ospitata in uno dei loculi nel cimitero di Capodarco di proprietà della Fondazione.

 

I COLPEVOLI E UN'OMERTÀ DIFFUSA

 

“C'è stata una provocazione gratuita a freddo - rimarca il parroco – da parte di un gruppo di persone che fanno parte della tifoseria locale. E io credo che sia lo stesso giro delle bombe. La mia è solo una supposizione? Basta aspettare. Ma di solito quando faccio supposizioni non fantastico...”.

 

Parla di piccoli gruppi, ben individuati e conosciuti dalla Polizia, che si ergono “a difesa della razza ariana o qualcosa del genere”. “Mi viene il sospetto che tutti sanno e nessuno sa. È quell'io non c'ero, se c'ero non ho visto, se ho visto non ho sentito. Ma la nostra popolazione è sempre stata solidale e questi nostri ragazzi, che accogliamo con consapevolezza, non hanno mai dato fastidio a nessuno.

 

LA VEGLIA AL SEMINARIO

 

Alle ore 21, davanti al Seminario, ci sarà una veglia di preghiera con una fiaccolata. Una veglia, dice Don Vinicio, “per chiedere perdono perchè non abbiamo saputo accogliere e tutelare una vita sfuggita alle violenze in Africa. Una vita che arrivata chiedendo aiuto e che qui ha trovato la morte. Leggerò un pezzo della passione di Cristo, di quando lo sbeffeggiavano”.

 

Ma nessuna vendetta verrà invocata, perchè chi ha commesso l'aggressione ha rovinato la vita di un ragazzo, della sua compagna, ma anche la sua stessa vita e quella della sua famiglia. Perchè l'odio, afferma Don Vinicio, procura sempre e solo odio. “Ribadisco, possiamo solo chiedere perdono di qualcosa che non siamo riusciti a garantire”.

 

CON O SENZA PERMESSO

 

“Non permetterò che quelle persone le cui richieste di permesso di soggiorno non verranno accolte - ha concluso - vengano abbandonate sulla strada. E farò tutto lo sforzo possibile. Troppo spesso i tribunali fanno sentenze con il copia e incolla; in Italia abbiamo il 68% dei rifiuti, noi abbiamo posto il problema a livello nazionale ma c'è un immobilismo spaventoso. E rischiamo di avere 40.000/50.000 persone senza arte né parte. Per non parlare di Schengen, con gente che va e che viene e che non sempre è gente con, per così dire, i connotati regolari. Ma se tu non trovi accordi e soluzioni, i delinquenti vanno e vengono, non ci sono alternative”.

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Data pubblicazione : 06/07/2016 15:42
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
9 commenti presenti
  • verità

    08-07-2016 15:25 - #9
    Qualcuno può segnalarmi una testata o sito internet in cui si parla del fatto di cronaca con tutte le testimonianze reali? La testimone? Immagino quante minacce o pressioni possa aver ricevuto dai non-razzisti o dai buonisti per opportunità.....tutta questa retorica ha stufato.....
  • Sfroos

    08-07-2016 10:31 - #8
    ma quali elementi diffamatori...non vi faceva comodo e non l'avete pubblicato! comunque, enrico hai ragione...non solo...don vinicio si lamenta dell'omertà e non dovrebbe farlo perché "chi fa la spia non è figlio di maria" oltre a non conoscere, evidentemente, vicende come quella del forteto o di emanuela orlandi...
    Risposta
    Ti invitiamo in redazione, per mostrarti i vari commenti che tu giudichi senza elementi diffamatori. Un bel confronto, per capire definitivamente cosa può essere pubblicato e cosa no. Perché anche nella peggiore delle situazioni (e questa, per Fermo e per tutti noi, lo è) c'è un modo civile di esprimere il proprio pensiero
  • Filippo

    07-07-2016 21:57 - #7
    Finchè non si è arrivati all'ultimo grado di giudizio per la legge italiana significa che non ci sono responsabilità certe. http://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/nigeriano-ucciso-testimone-mancini-1.2325426
  • filippo

    07-07-2016 20:10 - #6
    Senza polemiche, ma c'è un' indagine in corso e quindi la giustizia non ha ancora accertato tutte le responsabilità. http://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/nigeriano-ucciso-testimone-mancini-1.2325426
  • Sfroos

    07-07-2016 17:08 - #5
    censurate i commenti in modo poco logico...
    Risposta
    Non pubblichiamo articoli con elementi diffamatori. E nei commenti non pubblicati c'erano elementi diffamatori.
  • Carlo

    06-07-2016 21:38 - #4
    All'iinizio dell'articolo c'e' scritto che non bisogna limitarsi a fare nome e cognomi....bene , ma cognome e nome non vengono mai fatti.E' terribile per Fermo quello che e' successo .Negli utili giorni grande campagna pubblicitaria per il Mercatino, stesso luogo dove perde la vita un uomo scappato da un paese pieno di stenti , in cerca di un paese libero. Libertà che nessuno nega a nessuno perche' e' un diritto.E voi non pubblicate nome e cognome ??Non parliamo di privacy, non ci crede piu' nessuno...pero' queste persone restano libere di fare cio' che vogliono, di calpestare la dignità di uomini che sembrano grandi ma vivono come formiche.
  • Piero

    06-07-2016 18:17 - #3
    Si costituisce parte civile non in quanto prete, ma in quanto presidente dell'associazione che ha accolto Emmanuel, il quale non ha nessun altro che può farlo, perché non ha potuto ancora sposare in Italia la compagna, in quanto non erano arrivati i documenti.
  • Ateo

    06-07-2016 17:46 - #2
    Enrico il tuo commento oltre ad essere fuori luogo e di una bassezza mentale senza limiti. Ovvio che la Chiesa deve fare pulizia delle mele marce, come la politica ed ogni formazione sociale, ma cosa azz. centra in una vicenda così tragica e riprovevole, la pedofilia??? Plauso a Don Vinicio. Dovrebbe costituirsi parte civile anche la città di Fermo nella persona del suo Sindaco pro tempore.
  • enrico

    06-07-2016 16:57 - #1
    Spiace per la vittima, e speriamo che il colpevole paghi. Però, non si è mai sentito al mondo di un parroco, o vescovo, che si sia costituito parte civile contro i preti che abusavano dei ragazzini. In questi casi, evidentemente, costituirsi non è dovere civile
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