Cronaca
Nigeria, Libia, Italia: la storia di Emmanuel e Chimiary e il loro sogno spezzato

Oltre a Don Vinicio Albanesi, gli interventi dell'Avvocato Astorri, di Suor Rita e dell'Assessore Mirco Giampieri sulla tragedia che ha colpito Fermo

Nigeria, Libia, Italia: la storia di Emmanuel e Chimiary e il loro sogno spezzato

Nella ricostruzione fatta stamattina da Don Vinicio Albanesi e dall'Avvocato Letizia Astorri ci sono alcuni passaggi che meritano ulteriore approfondimento.

 

Detto delle considerazioni del primo (“Viviamo in provincia e la provincia è infida perchè o minimizza o fa le considerazioni generali in un clima che oggettivamente desta preoccupazione. L'appello a chi lo rivolgo? A chi sapeva? Questi due signori sono conosciuti da tutta Fermo e il principale protagonista ha il Daspo da 4 anni!”) e della sua volontà di costituirsi parte civile, le parole della legale che assiste Chimiary, compagna di Emmanuel, aiutano ad comprendere meglio la storia di questa coppia.

 

“Provengono da una storia in Nigeria molto delicata e grave - ha spiegato - e prima di arrivare in Italia sono stati diversi mesi in Libia, dove hanno subito numerose violenze lì. Lui ha contratto delle malattie infettive, mentre lei, incinta, è stata percossa. Durante il tragitto in gommone nel Mediterraneo Chimiary ha avuto un'emorragia e ha perduto il figlio”.

 

Passaggi fondamentali, questi, per capire l'iter da loro avviato per la richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari. “Erano inseriti all'interno di un progetto della Prefettura Fermo e di Ascoli e la loro posizione era al vaglio della Commissione territoriale di Ancona. È stato fatto un supplemento indagini a fini sanitari e c'erano ottime possibilità di ottenere il riconoscimento, che oramai riguarda soltanto la povera Chimiary”.

 

Sulle indagini, la Astorri non si sbilancia, rimarcando come ci si stia muovendo in maniera capillare grazie al coinvolgimento di tutte le Forze dell'Ordine.

 

“Sono arrivati da noi 8 mesi fa - ha ricordato Suor Rita, presente all'incontro - dicevano di essere sposati o quantomeno non sono riusciti a realizzare questo desiderio perchè scappati poco prima del matrimonio. Lei arrivata in condizioni fisiche gravi e in una prima fase sono stati seguiti molto a livello sanitario, considerando che il marito aveva una forte infezione al fegato. Poi hanno frequentato lezioni di italiano e hanno collaborato alla vita quotidiana della comunità”.

 

Una comunità che, oggi, accoglie 124 persone, di cui circa 80 al Seminario e le altre in due diverse strutture. Quattrocentottanta, invece, il numero complessivo nel territorio fermano.

 

“Abbiamo mantenuto bassa la tensione - ha ribadito Don Vinicio - soprattutto per quanto riguarda il gruppo di ragazzi nigeriani che ospitiamo. Non vogliamo che si scatenino lotte contrapposte ed il Prefetto ci ha chiesto di muoverci in questo senso perchè altrimenti sarebbe un problema se le due 'tifoserie' si avvicinassero e si scontrassero”.

 

Un clima pesante, insomma, che in queste circostanze secondo Don Vinicio può tendere anche a diventare fumoso. “Si prendono per buone alcune testimonianze e non se ne considerano altre perchè non sono dei nostri. Questa volta invece intendo scardinarlo questo meccanismo”.

 

Per l'Amministrazione comunale era presente l'Assessore Mirco Giampieri. “Non è semplice trovare parole di fronte ad un gesto del genere. Pensando al tragitto fatto per cercare una vita migliore e alla morte trovata qui, credo che tutto sia veramente assurdo. Porto il cordoglio di un'Amministrazione comunale che sin dal suo insediamento si è impegnata per favorire una sempre maggiore integrazione. E' difficile muoversi con le regole che ci sono attualmente, ma facciamo il possibile e anche di più, partendo dalla prima necessità che è quella della conoscenza della lingua. I colpevoli? Non possiamo andare a fare educazione civica a queste persone”.

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Data pubblicazione : 06/07/2016 19:13
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Erika

    06-07-2016 21:52 - #2
    Ma perché non è stata resa nota l'identità dell' italiano assassino???
  • lucom49

    06-07-2016 19:30 - #1
    I colpevoli vanno presi,processati e condannati. ma tutti coloro che istigano all'odio chi li condannera'?
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