Cronaca
Calcinaro e Monsignor Conti: da questa tragedia Fermo e i fermani devono ripartire

Le parole del Sindaco e dell'Arcivescovo, insieme a quelle di rappresentanti del mondo sindacale e dell'associazionismo. Don Vinicio promette: Chimiary diventerà medico

Calcinaro e Monsignor Conti: da questa tragedia Fermo e i fermani devono ripartire

Il discorso che un Sindaco non vorrebbe mai pronunciare. Così Paolo Calcinaro ha aperto ieri sera la serie di interventi durante la veglia per ricordare Emmanuel. Interventi che abbiamo raccolto per rendere completo un lungo racconto, iniziato nella mattinata di ieri e che cercheremo di portare avanti con la stessa attenzione.

 

UNIAMOCI, SUPERANDO LE SCIOCCHE RIVALITÀ

 

“Solo ieri pensavo a come la comunità islamica mi ha accolto nella preghiera di fine Ramadan, un'atmosfera stupenda. Oggi questo macigno per una comunità come la nostra. Perchè mentre viviamo il quotidiano forse non ci accorgiamo del germe dell'ignoranza, della xenofobia, del senso di pochezza che si insinua. E allora non posso che chiedere scusa a lei, a Emmanuel, a tutti gli ospiti di questa struttura, a tutti coloro che dovremmo proteggere da ciò da cui sono fuggiti.

L'immagine della città che fino a ieri vedevo come una città che avesse saputo fare una sintesi nel rapporto con gli ospiti... questo viene cancellato in un attimo. E pensare che la nostra città vada alle cronache nazionale per questo è una cosa che non meritiamo”.

 

Ma da qui, ha aggiunto Calcinaro, Fermo e i fermani devono ripartire. “Il danno è grandissimo, ho già che detto che seguiremo il processo, lo seguiremo come parte civile se il Tribunale ce lo permetterà. Ora non ho le convinzioni di un sindaco che deve fare il suo discorso, ho tante scuse, tante domande e poca forza. Spero che solamente unendosi, stringendosi, superando tante sciocche divisioni questa città possa e debba trovare la sua forza e ritrovare la sua vera natura, che è quella della sua storia. L'unica cosa che voglio fare, quindi, è quella di chiedere di nuovo scusa”.

 

CAMMINIAMO INSIEME

 

“Voglio dirvi come sta Emmanuel adesso. Abbiamo detto che è morto. Non è vero. Non è vero perchè lui vive in Cristo. La sua fede lo ha portato fin qui”. L'Arcivescovo Luigi Conti si è stretto ai partecipanti, ricordando come l'accoglienza ai migranti per la chiesa fermana abbiamo avuto inizio più di due anni fa.

 

“Questa città è stata capace di accogliere, di rispettare, fino ad oggi: oggi, se volessimo dare un giudizio irriformabile, questa città ha ucciso la speranza. Però è solo apparenza perchè Emmanuel, che significa poi Dio con noi, è faccia a faccia con Gesù Cristo risorto. Gesù Cristo lo ha riconosciuto perchè ha visto in lui le stesse piaghe che lui porta dalla Crocifissione seppure risorto. Bisogna che questa città ritrovi i fondamenti della sua fede. Io sono lieto che questa città trova tanti momenti di divertimento e della cosiddetta cultura, ma è importante che questa città ritrovi il suo dna che è nel Vangelo. Perchè diversamente noi rischiamo di ingannare le nuove generazioni.

La presenza di questi fratelli che vengono da vicende tormentate e che sono sopravvissuti a torture deve essere per noi una grazia incolmabile. Dobbiamo non solo accoglierli e volergli bene, ma quasi contemplare ciò che accade in loro. Bisogna davvero che questa città ritrovi la speranza.

I giornali, la giustizia umana.. dimenticheranno subito. Dimenticheranno. Ma noi possiamo lasciare lei sola? Quelli che la nostra società non riesce ad accogliere perchè non hanno le caratteristiche, dicono, per ricevere il permesso di soggiorno, li buttiamo via? Gli facciamo fare la fine che ha fatto Emmanuel? È importante davvero che ritroviamo lo spirito profondo che anima questa città e direi che questo è un momento di preghiera che, forse, ci consente di intuire e di aprire una strada in questo senso”.

 

E poi i ringraziamenti, a chi ogni giorno è impegnato nell'accoglienza. “Grazie, grazie davvero alle nostre sorelle, a Don Vinicio, a tutti i volontari che qui vengono ogni giorno per dare il loro aiuto. Ma grazie anche a questa città che fino ad oggi li ha ben voluti e rispettati. Quello che è accaduto per noi rimane un mistero. Forse dove accadere un evento del genere perchè trovassimo la forza di riflettere insieme. Quindi stiamo insieme, non ci separiamo, per favore. Nessuno torni a casa sua stasera pensando di rompere il legame che ha rinsaldato in questo momento. Camminiamo insieme. Insieme per noi e insieme a loro”.

 

LA PERSONA, PRIMA DI TUTTO

 

In rappresenta della Cgil è intervenuto Guglielmo Malaspina. “Come sindacato abbiamo deciso che durante il fine settimana faremo un'altra iniziativa per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto è accaduto e su quanto sta accadendo da troppo tempo nel nostro Paese. Oggi la nostra società deve cambiare il suo modo di essere. Quello che più fa male è l'indifferenza che c'è in tutto quello che accade, anche in un fatto come questo. Allora mi rivolgo a tutti, non solo esprimendo dolore nei confronti della compagna di Emmanuel ma soprattutto per richiamarci al rispetto della persona, alla dignità della persona, ai diritti della persona. Perchè di questo abbiamo bisogno in questo momento. Dobbiamo combattere ogni giorno, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nella società queste forme di intolleranza”.

 

ALLA RADICI DELLA NOSTRA UMANITÀ

 

“Immaginate se questa riunione l'avessimo fatta prima - ha affermato Ombretta Morganti dell'associazione ALOE -. Già c'era il martirio nella loro vita, potevano raccontarcelo. Dico questo perchè l'unione non lascia che queste cose possano succedere. Se questa città fosse stata unita non sarebbe avvenuto. È nell'accoglienza che si esorcizzano queste violenze, il gesto di quei due uomini non avrebbe avuto spazio. Dobbiamo tornare alla radici della nostra umanità, del nostro Cristianesimo, del nostro senso di appartenenza. Purtroppo neanche stasera la città è unita. Dobbiamo invece ritrovare dignità e dobbiamo imparare a pregare in profondità”.

 

UNA PROMESSA: CHIMIARY SARÀ MEDICO

 

L'ultimo passaggio lo lasciamo a quella che, forse, è stata la notizia più bella della serata, lasciandovi direttamente le parole di Don Vinicio Albanesi: “Prometto solennemente che farò di tutto perchè Chimiary possa riprendere gli studi di Medicina. Sarà un'impresa titanica per equiparare le scuole ed i titoli, ma ci impegneremo affinché lei possa realizzare il sogno di essere medico”.

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