Cronaca
Una settimana dopo Fermo è diversa. E divisa

Martedì scorso l'aggressione mortale ad Emmanuel. Oggi la manifestazione antirazzista. Si chiude un cerchio, mentre continuano le polemiche

Una settimana dopo Fermo è diversa. E divisa

Una settimana dopo Fermo è diversa. E divisa.

 

E' diversa perchè ha scoperchiato i propri interrogativi, che l'hanno destabilizzata.

 

Ed è divisa come lo era stata nel settembre 2014, dopo l'uccisione di due lavoratori di origine kosovara.

 

E come lo era stata nell'aprile 2015, dopo che un ragazzo nigeriano aveva distrutto diverse auto e vetrine a Campiglione.

 

Con la manifestazione di stasera in Piazza del Popolo un cerchio si chiude, ma non le polemiche tra fazioni contrapposte. Quelle continuano a rincorrersi, senza sosta. Purtroppo.

 

Da un lato chi rimarca la matrice razzista e xenofoba di un fatto (l'uccisione di Emmanuel) che ha posto questa città sotto i riflettori. Dall'altro chi derubrica il tutto ad un casuale atto di violenza, dove l'intolleranza viene inserita solo per alzare polvere ed infangare il “buon nome” di Fermo.

 

C'è chi difende Don Vinicio per il lavoro che, insieme alle sue suore e a tanti operatori, svolge per accogliere degnamente i profughi. C'è chi lo attacca perchè “lucra sulla pelle di queste persone”, persone che però “potrebbero anche starsene a casa loro”.

 

C'è chi afferma con forza che la politica non deve mai tacere. C'è chi lancia accuse di strumentalizzazioni a senso unico.

 

C'è chi ha ringraziato le cariche dello Stato presenti ai funerali, un segnale della vicinanza alla comunità fermana e dell'attenzione ad un tema quantomai delicato come quello dell'immigrazione. C'è chi si è detto disgustato dalla presenza della Boldrini, della Boschi e della Kyenge (abbiamo notato, in questo caso, una certa predilezione per le donne, come se il povero Sassoli non avesse un ruolo cruciale da un punto di vista istituzionale), “venute a spese nostre” ma che “quando muore un italiano non si vedono mai ai funerali”.

 

Poi c'è la verità giudiziaria, che, per fortuna, prende forma senza condizionamenti.

 

Oggi, per qualche minuto, questa città si fermerà. Le saracinesche si abbasseranno. Il Consiglio comunale voterà (si spera all'unanimità) una mozione sui fatti del 5 luglio. Le parole si alterneranno ad altre parole. La musica proverà a sollevare una speranza che in questo momento sembra soffocata.

 

Ma la paura è che questo corto circuito non si interrompa. Che il “noi” e il “loro” (inteso non soltanto come prospettiva sugli stranieri, ma anche all'interno dello stesso tessuto cittadino) si amplifichi a dismisura.

 

Non sarà facile ricostruire. Ma è un dovere provarci. Subito.

Letture:3466
Data pubblicazione : 12/07/2016 11:32
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications