Cronaca
Paniconi e Bordoni nemici del potere ma non delle persone
Paniconi e Bordoni nemici del potere ma non delle persone

La confessione dei due autori delle bombe alle chiese resa ieri mattina nel Tribunale di Fermo farebbe emergere la loro estraneità dal quinto episodio di Porto Sant'Elpidio. Chiesti i domiciliari per Amedeo Mancini

Due ore di interrogatorio per una piena confessione ieri mattina in Tribunale a Fermo e poi ritorno nel carcere di Marino del Tronto poco dopo le 13. Martino Paniconi e Marco Bordoni hanno ammesso di essere i due autori delle bombe alle chiese che tanto allarme hanno suscitato nei mesi scorsi in città e ne hanno fornito anche la motivazione. Volevano colpire il potere, ma senza causare danni alle persone. In sintesi, è questo il quadro emerso dalle loro dichiarazioni davanti al sostituto procuratore Mirko Monti, che coordina l'inchiesta.

Da parte dei due residenti nella zona di Capodarco, vi sarebbe stata dunque la massima collaborazione, come riferiscono i loro legali Stefano Chiodini, difensore di Bordoni, poi Alessandro Bargoni e Alessio Ceroni, difensori di Paniconi.

Questi ultimi riferiscono che non vi sarebbe alcun collegamento con il quinto episodio esplosivo, verificatosi a Porto Sant'Elpidio addirittura prima dei quattro avvenuti tra gennaio e maggio di quest'anno, davanti alla chiesa parrocchiale del Duomo di Fermo, alla chiesa di San Tommaso, alla basilica di San Marco alle Paludi e alla Chiesa dell'Addolorata a Campiglione, l'ultimo andato a vuoto.

Paniconi e Bordoni si sarebbero fatti rintracciare in maniera definitiva grazie al Dna lasciato sulla bomba rimasta inesplosa. Bomba che, stando all'interrogatorio di ieri, avrebbero voluto collocare a Macerata, davanti al palazzo del Vescovo. Alla fine, i due fermani avrebbero cambiato idea proprio perché nella zona (piazza Strambi) c'era troppa gente, di qui la scelta di ripiego della chiesa di Campiglione.

Nei prossimi giorni si conoscerà la decisione del Gip in merito al loro futuro processuale.

Sull'altro caso, il fermo di Amedeo Mancini per omicidio preterintezionale ai danni del nigeriano Emmanuel Chidi Namdi, è stata avanzata, da parte del difensore Francesco De Minicis, la richiesta di arresti domiciliari. "Fermo non è razzista, ma la frase di Mancini lo è", ha affermato a sua volta Letizia Astorri, il legale della vedova Chinyery, che, comunque, non ha ritrattato la sua versione sulla dinamica dei fatti.

Per la giovane vedova, a scagliare il palo stradale sarebbe stato Mancini, al contrario di quanto hanno dichiarato alcuni testimoni. Proprio sul segnale stradale e sulle sue scarpe si sono concentrate le analisi dei Ris, ma non è sicuro che gli esiti porteranno a qualcosa di certo, essendo il primo stato toccato da più persone, e le seconde consegnate agli inquirenti una settimana dopo i fatti. Idem per la maglia indossata da Mancini quel giorno, lavata dai familiari, e per gli abiti del giovane rimasto ucciso, che sarebbero stati consegnati soltanto ieri. 

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Data pubblicazione : 28/07/2016 11:06
Scritto da : redazione
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • dite la verità nel vostro precedente articolo

    29-07-2016 13:22 - #5
    E ve lo riconosco. Avete scritto che i due hanno prodotto numerosi post di stampo razzista e fascista. Siete stati anche forse gli unici a farlo in un clima di mistificazione giornalistica osceno. mi riferivo a questo articolo che tratta dei due soggetti e mi pare non faccia riferimento alla loro palese ideologia.. saluti
  • Francesco

    28-07-2016 15:51 - #4
    Certamente è difficile rimanere oggettivi di fronte ad accadimenti o fatti........Sia in virtù delle opinioni personali dello stesso giornalista che della gravità di un accadimento o fatto........Mantenere equilibrio e oggettività risulta difficile......bisogna essere bravi e liberi.... E voi di certo lo siete!! Da qui i miei complimenti!!
  • Francesco

    28-07-2016 15:19 - #3
    Io faccio le mie più sincere congratulazioni alla testata!! I principi che dovrebbero ispirare un giornalista e' innanzi tutto riportare la notizia per ciò che è ....... In modo veritiero, non fazioso, distaccato e garantista, la notizia cioè va riportata per ciò che è, senza nascondere nulla e senza giudicare nessuno.......... Oggi questo tipo di giornalismo e' così raro che quando si manifesta quasi ci fa strano.....non ci siamo molto abituati!! Pertanto complimenti e congratulazioni........ Negli ultimi mesi avete fatto un gran bel salto qualitativo! Ora Apprezzo il vostro modo di fare giornalismo! Ps: tutto sono fuorché di destra.....però viva la stampa libera e oggettiva! Grazie
    Risposta
    Ogni persona (giornalista compreso) ha le proprie idee in ambito politico, culturale, sociale e chi più ne ha più ne metta. Quello che abbiamo cercato di fare finora è dare spazio a tutte le voci per generare un vero dibattito. A volte ci siamo riusciti, altre meno. Ma insistiamo, testardamente
  • matteo

    28-07-2016 14:33 - #2
    Concordo con la strategia editoriale..il commento è palesemente fazioso...ma ottima la risposta...
  • tutto meno che razzisti e fascisti mi raccomando!

    28-07-2016 13:35 - #1
    Anche i giornalisti di questo sito hanno evitato di farsi un giro sui profili fb dei due bombardoni che testimoniano di retorica razzista e fascista chiara. una comunità che non affronta con la verità questi gravi fatti esce sconfitta e indebolita. E il giornalismo che contribuisce a non evidenziare fatti palesi porta sulle spalle responsabilità pesanti.
    Risposta
    Meglio verificare prima di scrivere cose clamorosamente errate. A questo link (http://informazione.tv/it/Cronaca/art/62730/) trovi l'articolo che abbiamo scritto il 20 luglio scorso alle ore 13.08, due ore dopo la conferenza stampa del Procuratore Seccia nella quale erano stati forniti dettagli del fermo di Paniconi e Bordoni. La prova che di giri ne facciamo, e non soltanto sui social
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