Cronaca
Black Axe al funerale di Emmanuel e la sua affiliazione alla mafia nigeriana: verità oppure no? L’analisi dei fatti

Al funerale di Emmanuel Chidi Namdi era presente la mafia nigeriana e lui forse ne faceva parte. È questa la notizia che, riportata nei giorni scorsi dai media locali e nazionali, ha fortemente riportato l’interesse dell’opinione pubblica sul “Caso Emmanuel”. Tuttavia, si può considerare questa affermazione come una verità? Oppure no?

Black Axe al funerale di Emmanuel e la sua affiliazione alla mafia nigeriana: verità oppure no? L’analisi dei fatti

Come scrive Il Giornale, riprendendo l’articolo de Il Fatto Quotidiano, alla base di tutto c’è un’informativa compilata da Marcello Gasparini, Vicequestore di Macerata e membro della Commissione Territoriale per lo status di rifugiato di Ancona, inviata alla Procura a seguito di una “soffiata” ricevuta “da una fonte confidenziale di settore, ritenuta attendibile”. Datata 20 luglio 2016 ma giunta alla Procura di Fermo soltanto il 17 agosto, l’informativa recita quanto segue:

Al funerale di CHIDI NNANDI Emmanuel [..] avvenuto in Fermo (FM) sono intervenuti membri della setta Black Axe, riconoscibili perché tutti indossanti abiti dal colore rosso e nero, al verosimile fine di rendergli manifestamente – per chi ne conosca gli abiti di rito – gli onori;
che la loro presenza rivelerebbe che il deceduto faceva parte della stessa confraternita;
che, come noto, si tratta di un gruppo molto vendicativo
[…].”

La redazione di Informazione.tv ha provato a contattare molteplici volte il Vicequestore Gasparini per porgli domande in merito al documento, ma non è mai riuscita a parlare con lui.

Ma chi sono questi Black Axe nominati nell’informativa? Damilola Ade-Odiachi, un giornalista nigeriano di CNBC Africa, spiega: “I Black Axe [traduzione inglese di “ascia nera”] sono una setta nigeriana dedita al traffico di esseri umani e al contrabbando di sostanze stupefacenti”. “Questo gruppo opera come una vera e propria gang, tanto da scontrarsi con altre confraternite e compiere omicidi, – continua Ade-Odiachi – i suoi membri non si trovano più solo in Nigeria, bensì alcuni sono già arrivati anche in Italia”.

Stando alla testimonianza raccolta nell’informativa, ciò che collega alcuni individui presenti al funerale di Emmanuel a questa associazione criminale sarebbe il fatto che questi si sarebbero vestiti con i colori distintivi del  gruppo mafioso, ossia il rosso e il nero. Sebbene un articolo del Telegraph riporti che i membri dei Black Axe indossano come capo di riconoscimento delle bandane nere, non menzionando nulla che riguardi il colore rosso, Ade-Odiachi invece dice: “I loro colori distintivi appaiono essere il giallo e il nero, mentre si crede che il leader dell’organizzazione vesta di rosso e nero. Potrebbe darsi che il colore dominante di alcuni abiti o accessori indossati dai membri sia il rosso, ma la stragrande dell’immaginario legato alla setta riprende il giallo e il nero, oppure la combinazione di giallo, nero e rosso”.

Al funerale di Emmanuel, celebrato al Duomo di Fermo, erano presenti alte cariche dello Stato, quali la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro Maria Elena Boschi, il prefetto di Fermo e di Macerata, il questore di Ascoli Piceno, il rappresentante del Consolato nigeriano in Italia, e innumerevoli autorità e forze militari. È possibile che i Black Axe partecipassero indisturbati alla cerimonia, vestiti con i loro “abiti di rito”, sotto agli occhi di tutti?

“Non credo assolutamente che dei mafiosi si sarebbero fatti vedere in un luogo così controllato, – dice Letizia Astorri, avvocato difensore della vedova di Emmanuel, Chinyere –  all’ingresso della chiesa ogni persona di colore veniva controllata dalla polizia del servizio d’ordine e di sicurezza. Qualora ci fossero state  persone appartenenti ad un’organizzazione criminale o non identificate, conoscendo il Commissariato di Fermo e la Questura, sono sicura che le autorità se ne sarebbero accorte”.

Ophelia di Antonio, una studentessa di Fermo che ha partecipato al funerale, dice: “Ricordo Don Vinicio dire che i ragazzi vestiti di rosso e nero, che cantavano canzoni rituali tipiche nigeriane, fossero tutti migranti richiedenti asilo”. L’avvocatessa Astorri conferma: “Sappiamo che questi giovani erano degli ospiti del Seminario di Fermo, ragazzi ben conosciuti dalla Questura di Ascoli Piceno e dalla Prefettura di Fermo”.

È forse possibile che il rosso e il nero siano allora i colori funerari della cultura nigeriana o africana in generale? Alcune persone legate al “caso Emmanuel” e alla realtà locale dell’integrazione dei rifugiati politici ne sono convinte. 

Ophelia Di Antonio ricorda: "Durante la messa del funerale Don Vinicio ha spiegato che in Nigeria il colore rosso è un colore tipico del lutto". 

L’avvocatessa Astorri ritiene che il nero vestito dai giovani rappresenti il lutto, mentre le fasce rosse indossate simboleggino la Nigeria. Suor Rita Pimpinicchi, intervistata da Angelica Malvatani per il Resto del Carlino, conviene con l’avvocatessa Astorri, e sostiene che “la fascia rossa è legata alle manifestazioni di lutto in Nigeria e che nel caso di Emmanuel era proprio quello il segnale che i giovani volevano dare”.

How Africa News, la più grande fonte d'informazione d’Africa e maggiore produttrice di contenuti africani per la comunità, afferma la stessa cosa: “Coloro che partecipano ad un funerale [africano] devono sempre vestirsi con abiti neri e/o rossi, come espressione di dolore e tristezza. Indossare altro verrebbe visto come un segno di grave inosservanza del lutto che affligge la famiglia [del deceduto]”.

Informazione.tv ha cercato di mettersi in contatto con la Cancelleria dell’Ambasciata Nigeriana a Roma per chiedere un’ulteriore conferma, ma non ha ricevuto risposta.

L’informativa del 20 luglio segnala anche che la presenza di eventuali esponenti dei Black Axe “rivelerebbe che il deceduto faceva parte della stessa confraternita, che, come noto, si tratta di un gruppo molto vendicativo”. Ma Emmanuel poteva davvero essere un membro attivo di questa organizzazione mafiosa?

Francesco De Minicis, avvocato difensore di Amedeo Mancini, commenta così quanto scritto nel documento: “È un fatto sorprendente e la Procura farà i dovuti approfondimenti. Se quanto riportato fosse vero, avrà certamente un forte impatto sulla vicenda processuale”.

“E sempre se fosse vero, questo potrebbe aiutare a spiegare la reazione violenta di Emmanuel durante la colluttazione con Mancini. Infatti i testimoni hanno riferito di un uomo minaccioso che sapeva battersi molto bene”, dice De Minicis.

L’avvocatessa Astorri non è assolutamente d’accordo con quanto sostenuto dal suo collega De Minicis e ribatte: “Emmanuel era una persona molto mite, pacata e religiosissima. Chinyere è una donna di grande preghiera. I due nigeriani non hanno mai creato problemi, anzi, sono sempre stati molto collaborativi e hanno sempre nutrito un atteggiamento di grande gratitudine nei confronti dell’Italia per averli accolti”.  

“La coppia è scampata agli orrori di Boko Haram in Nigeria e al tragico viaggio per arrivare fin qui [in Libia Chinyere è stata aggredita e ha perso il bambino portato in grembo, ndr.], e voleva davvero ricominciare da capo qui in Italia. Escludo a priori che Emmanuel fosse affiliato ai Black Axe, e lo ritengo impossibile perché lui non avrebbe mai compromesso lo status di rifugiato politico, proprio e di sua moglie, e la possibilità di restare nel nostro Paese”, continua l’avvocatessa.

E aggiunge: “Trovo sgradevole che venga messa in dubbio la memoria e la moralità di una persona defunta. Non si può attribuire ad un morto l’appartenenza ad un gruppo mafioso. Se fosse stato Emmanuel ad esser indagato o imputato per l’aggressione della scorsa estate, allora sarebbe stato giusto. Ma non è questo il caso, e inoltre lui è morto. Quindi perché intaccare in un modo così oltraggioso la figura di un defunto?”.

“Sarà competenza delle forze stabilire e verificare a fondo la questione, ma comunque ai morti si deve portare rispetto”, conclude Letizia Astorri.

Don Vinicio Albanesi dice brevemente: “Non si può dare adito a cose assurde come questa. Si tratta di una bufala, e commentarla o addirittura confermarla non è cosa dignitosa”.

Anche il Coordinamento provinciale dello SPRAR (acronimo di Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) si è espressa sulla questione tramite la voce di Alessandro Fulimeni, Coordinatore Generale dello SPRAR di Porto San Giorgio: “Per noi è inaccettabile che non si rispetti la morte di Emmanuel. L’aspetto dell’eventuale infiltrazione mafiosa nigeriana al suo funerale non ha nulla a che vedere con l’omicidio razziale di cui è stato la vittima. È un discorso fuorviante che serve solo a depistare le dinamiche e le indagini riguardanti l’omicidio razziale”.

Sono dunque in molti a credere che quanto segnalato dal Vicequestore Gasparini nell’informativa del 20 luglio non sia del tutto vero. Piuttosto, si pensa che la cosa sia il risultato di una conclusione affrettata basata su una voce che manca di verifiche e riscontri ufficiali. Solo di recente è stata aperta un'inchiesta a riguardo. Difatti l’avvocatessa Letizia Astorri afferma: “Siamo davanti ad un ‘copia-incolla’ di supposizioni basate sul nulla”.

Effettivamente, poiché la fonte che ha rivelato quanto riportato nell’informativa risulta essere anonima, non è dato sapere chi sia, la sua nazionalità e le modalità secondo cui questa sia a conoscenza di quanto riferito.

Tale fonte, benché sia definita “di settore” è  stata – attenzione – “ritenuta attendibile” dal vicequestore Gasparini e da lui solamente. Questo non garantisce che la fonte della soffiata sia ufficialmente legittima, e che quanto sostenuto dalla stessa corrisponda alla verità. Sembrerebbe allora, come scrive Stefania Carboni di Giornalettismo, che “l’informativa sui Black Axe [sia] partita dalla sensazione di un poliziotto”.

Fra l’altro, al di là dei dati dell’informativa, non c’è alcuna segnalazione che appuri la presenza e l’operatività dei Black Axe all’interno della Provincia di Fermo.

Inoltre, l’associazione degli individui vestiti di rosso e nero del funerale all’organizzazione mafiosa è data esclusivamente dal colore dei loro abiti. Però si ricorda che questi colori possono rappresentare anche altro, come l’espressione di lutto, rispetto per la famiglia del defunto, la nazione nigeriana, e non solo.

Infatti, facendo una semplice ricerca in rete, si nota che il giallo, il nero e il rosso sono anche i colori del cimiero della Nigerian Army, il corpo militare nigeriano responsabile delle operazioni di guerra terrestre e della sicurezza nazionale, da tempo in prima linea nella lotta contro l’insurrezione di Boko Haram. Questo significa che i presenti al funerale vestiti dei medesimi colori siano dunque dei militari? Probabilmente no, così come non è per forza detto che le persone che hanno indossato questi colori al funerale del nigeriano appartengano certamente alla gang dei Black Axe.

E se proprio volessimo supporre che la mafia nigeriana abbia partecipato alla cerimonia funebre di Emmanuel, questo significherebbe univocamente e senza ombra di dubbio che lui ne sia stato un membro attivo? No, non per forza.

Come sostiene Letizia Astorri: “Giungerà il momento in cui questa intera vicenda verrà sviscerata, in cui troveremo tutte le risposte e giustizia sarà fatta. Fino ad allora è nostro dovere valutare solo le cose vere e non lasciare alcun spazio alle supposizioni”.

 

*Dopo la pubblicazione dell'articolo de Il Fatto Quotidiano riguardo la presunta partecipazione del gruppo mafioso al funerale di Emmanuel, Informazione.tv ha ricevuto critiche per non aver dato la notizia. La redazione ha deciso di riportare questa notizia soltanto ora perché ha voluto rigorosamente verificare in prima persona tutti i fatti e ascoltare tutte le parti coinvolte nella vicenda. Questa è dunque la nostra risposta.

Commenti dei lettori
12 commenti presenti
  • Alvaro

    12-12-2016 18:31 - #12
    Avesse fatto davvero parte della fantomatica mafia nigeriana, non penso che Mancini avrebbe gironzolato tranquillamente per Piazzale Azzolino la sera della tragedia con un gelato in mano. PS Complimenti alla redazione per l'articolo.
  • ma dove sono i giornalisti ? ne conoscete qualcuno?

    09-12-2016 18:20 - #11
    Nessuno e niente impediva alla giornalista del Fatto di buttare qualche voce e fare 2 domande al centro di accoglienza di Fermo. Avrebbe scoperto che numerosi ragazzi nigeriani amici di Emmanuel, ospiti del centro di accoglienza e conosciuti dalla prefettura erano presenti al funerale indossando abiti neri e rossi. Nessun delinquente. Tutti con documenti provvisori. Eppure ne lei ne nessun altro giornalista locale ha sentito questa esigenza. Una informativa anche di un poliziotto non è detto abbia poi avuto riscontro. Le FDO vranno di certo visionato migliaia di foto e decine di filmati girati da tanti operatori durante i funerali: dove stanno i mafiosi? nisba... Insomma era una notizia che faceva comodo per l'interesse mediatico e per rinfocolare l'orrenda campagna di stampa contro la vittima. Campagna vergognosa che dall'inizio tenta in tutti i modi di difendere un razzista accusato di omicidio preterintenzionale e infangare un uomo morto a seguito di un colpo ricevuto dal razzista. Non si può certo parlare di buon giornalismo o di informazione. Complimenti per l'ardita inchiesta e la sagacia investigativa di un giornalismo pessimo.
  • giorgio

    07-12-2016 17:08 - #10
    il punto è che sembra che la procura a quanto pare ha tenuto nel cassetto l'informativa per diversi mesi e sembra che solo adesso la sta verificando, e se mi permettete, è importante accertare se è vera o meno, perchè mi sembra scritta da persona che è un vice questore. rimane il dramma di una morte ma mi sembra che si sia voluto calcare le mani su Mancini, che avrà le sue colpe ma è sembrato essere il parafulmine per le sparate di tanta gente, anche venuta da fuori.
  • Artemio

    07-12-2016 10:01 - #9
    1. Una fonte anonima che non si palesa è inattendibile in partenza, inammissibile in un dibattimento processuale e priva di senso logico (se non si hanno secondi fini). 2. Un funzionario che mette nero su bianco, di fatto avvalorando, tali dichiarazioni se ne assume la piena responsabilità, innanzi all’A.G. 3. Un avvocato difensore del Mancini è ridicolo a dichiarare quanto detto. 4. Verificata l’effettiva non corrispondenza dei colori della “mafia nigeriana” con quelli dei partecipanti al funerale se ne conclude che: La strategia di smontare, anche da morto, le ragioni di Emmanuel si estrinseca adesso in aria fritta da buttargli addosso, attribuendogli fantomatiche affiliazioni mafiose e capacità letali nel corpo a corpo (Come già disse l’attendibile gattara dei cinesi). E’ preoccupante che uomini dello stato avvalorino la strategia difensiva di un ultras fasc…ta, quando basterebbe la verifica fatta da questo sito per capire che: 1. al funerale i colori dei partecipanti non erano dei Black axe, 2. con la massiccia presenza di cariche dello Stato al Duomo il giorno del funerale, massiccia era anche la presenza sia di FF.OO. in divisa che di barbe finte, persone ben addestrate a riconoscere ed identificare malavitosi nigeriani e non in un batter d’occhio, cosa che non è avvenuta.
  • Layla

    07-12-2016 06:45 - #8
    Il punto è che Emmanuel è stato assassinato e dopo un insulto razzista. Il punto è che si tenta quotidianamente di ribaltare i ruoli e di sputare ingiurie sulle vittime (impronte sul paletto, che alla fine sono solo di Mancini; la pubblicazione di una fantomatica ritrattazione della vedova...). Questo è spaventoso, perchè oltre a produrre ingiustizia alimenta pregiudizio. Razzismo.
  • ....nota per joe...

    06-12-2016 21:52 - #7
    la difesa dell' imputato Amedeo mancini sono 4 mesi che quasi giornalmente è su tutti i giornali con scoop e notizie sorprendenti....
  • lucom49

    06-12-2016 19:39 - #6
    Supposizioni,forse,sara',colori. il fatto non cambia. un insulto razzista pesante,una rissa,un morto.
  • joe

    06-12-2016 18:54 - #5
    risposta alla Redazione: l'informativa è tutta da provare, però è alquanto veritiero che, per i motivi di cui al mio precedente commento, le nostre zone siano popolate da esponenti della mafia nigeriana. Detto questo, potrebbe risultare vero che tali nigeriani presenti al funerale siano mafiose, ma allo stesso tempo che Emmanuel non lo fosse. Lo stupore nella vox populi a seguito dell'informativa è che fosse assurdo parlare di mafia nigeriana.....invece dovremmo guardarci intorno perché nelle nostre zone dimorano molte di queste "nuove" mafie. Ricapitolando, io dall'informativa leggo 2 notizie da verificare: 1) se tali personaggi siano effettivamente deimafiosi nigeriani 2) se Emmanuel siano uno di loro voi nell'articolo riferite che tale mafia "Black Axe" non sia operativa nella nostra provincia, trovo poco accorto che non essendo scritto tale fatto nell'informativa, allora tale mafia non è presente nelle nostre zone. Insomma, perdonatemi ma dopo 1 settimana avete partorito un articolo in cui viene dato più peso alle dichiarazioni di chi lavora con i rifugiati, all'avvocato della vittima, che ad un servitore dello Stato che si presume lavori per la difesa di tutti noi. Io andrei molto cauto e per completezza avrei anche citato l'intervento della giornalista Amurri, ingiustamente attaccata solo per aver riportato una notizia.
  • Carlo - Informativa anonima ma affidabile

    06-12-2016 18:40 - #4
    Curiosità mia, se esce fuori un'informativa anonima ma affidabile sul fatto che io faccio parte della mafia della bassa valle dell'Aso (non esiste, lo spiego casomai qualcuno ci fa un'informativa), io chi querelo? Cioè mi devo tenere questa notizia, e poter solo rispondere: no, non è vero, o posso querelare per il mio buon nome la fonte anonima ma affidabile o chi?
  • .....osservazione....

    06-12-2016 17:23 - #3
    Le dichiarazioni della difesa di Mancini sono sempre a dir poco sorprendenti: “E sempre se fosse vero, questo potrebbe aiutare a spiegare la reazione violenta di Emmanuel durante la colluttazione con Mancini. Infatti i testimoni hanno riferito di un uomo minaccioso che sapeva battersi molto bene”, Nella realtà dei fatti, Emmanuel ha ricevuto un calcio che gli ha rotto i legamenti, un pugno che lo ha " steso bene" come dice lo stesso Mancini che, a sua volta recatosi al pronto soccorso non ha avuto neppure un giorno di prognosi e gli sono stati riscontrati solo graffi.....Emmanuel sarebbe minaccioso e violento !!!!!!
  • beggar

    06-12-2016 17:04 - #2
    Stavo dicendo ieri a un amico che magari vado a un fenerale, cosa che non faccio perché non entro in chiesa, con un vestito di colore che magari è riconducibile a questa o quell'altra associazione mafiosa, e porco il clero questi ci sprecano l'inchiostro...
  • joe

    06-12-2016 14:24 - #1
    dubbi legittimi, però non facciamo quelli nati ieri, nella costa è pieno di prostitute, da 20 anni a questa parte la maggior parte delle nere è di origine nigeriana, e vogliamo credere che non abbiano protettori che vivano nella zona? e vogliamo credere che questi protettori non siano affiliati nel paese di origine con la mafia locale per far arrivare queste ragazze in italia?
    Risposta
    Si, ma che c'entrano con Emmanuel?
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