Cronaca
Catania. Maxi operazione della Dia: mandato di custodia cautelare in carcere per corruzione contro l'imprenditore elpidiense Briganti

Anche Rodolfo Briganti, 58enne di Porto Sant'Elpidio, legale rappresentante della Senesi spa di Morrovalle, è stato raggiunto da un mandato di custodia cautelare in carcere a seguito della maxi operazione della Dia di Catania, detta "Gorgoni", che ha visto coinvolti boss mafiosi, professionisti, burocrati e anche un giornalista nella gestione illecita di rifiuti da parte dei clan Cappello e Laudani.

Catania. Maxi operazione della Dia: mandato di custodia cautelare in carcere per corruzione contro l'imprenditore elpidiense Briganti

Un'indagine durata diciotto mesi, coordinata dalla Dda etnea diretta dal procuratore Carmelo Zuccaro. È stata la direzione investigativa antimafia catanese a eseguire sedici arresti tra cui elementi di spicco dei clan Cappello e Laudani, imprenditori e funzionari del Comune di Trecastagni, responsabili dei procedimenti di affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate delle società e tra queste anche la Senesi spa di Morrovalle e Porto Sant’Elpidio di cui Briganti, che ora è indagato per corruzione, è legale.

Come riportato dal quotidiano Repubblica.it "Il particolare riguarda una gara ad Aci Catena. A "lamentarsi" con l'allora sindaco, Ascensio Maesano, indagato (ma già arrestato per corruzione e condannato a 4 anni), è Vincenzo Guglielmino, amministratore di E.F. perché voleva riassegnato l'appalto che gli era stato tolto e assegnato a Rodolfo Briganti, rappresentante legale della Senesi, anche lui arrestato per corruzione. In quel caso, ricostruisce la Procura di Catania, c'è l'intervento del clan Cappello per mediare. Il giornalista Alfio Cutuli detto “Salvo”, redattore della Rei Tv e collaboratore da Acireale del quotidiano “La Sicilia” è accusato di corruzione per avere avuto il ruolo di mediatore tra Briganti, rappresentante legale della Senesi Spa con il quale sussisteva uno stretto legame, e il sindaco Maesano, "al quale faceva pervenire somme imprecisate di denaro ricevute proprio da Briganti, per sostenere la sua futura campagna elettorale, in cambio di un intervento che Maesano avrebbe dovuto dispiegare in suo favore, mediante l'abuso dei poteri connessi alla funzione esercitata", per ottenere l'annullamento delle sanzioni inflitte dal comune alla Senesi nell'esecuzione dell'appalto."

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Data pubblicazione : 29/11/2017 09:52
Scritto da : Redazione
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