Cronaca
Roma. Caso Emmanuel. Arriva il verdetto della Cassazione per Mancini. De Minicis "Dichiarato inammissibile il ricorso e confermato il patteggiamento"

È arrivata poco fa la sentenza della Corte di Cassazione sul caso della morte di Emmanuel Chidi Namdi.
Mancini era stato arrestato nel luglio dello scorso anno per l'omicidio, susseguente a una collutazione, con il rifugiato nigeriano.

Roma. Caso Emmanuel. Arriva il verdetto della Cassazione per Mancini. De Minicis

La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato inammissibile il ricorso e confermato il patteggiamento, mantendendo quindi l'aggravante razziale.

Come spiega l'avvocato De Minicis: "Al mio assistito è stata applicata la pena di tre anni e dieci giorni di reclusione. Dunque nei prossimi giorni arriverà l'ordine di carcerazione."

Tuttavia ci sarebbe un contrasto di giurisprudenza. In quanto si potrebbe portare da tre a quattro anni la possibilità di richiesta della sospensione condizionale della pena.

La Cassazione, alla quale si era rivolta la difesa di Mancini, assistito dai legali Francesco De Minicis e Savino Piattoni, doveva stabilire se l'aggravante razziale contestata a Mancini poteva coesistere con la riconosciuta attenuante della provocazione. La Corte di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso e confermato quindi il patteggiamento.

Con il patteggiamento, le parti avevano concordato una pena di quattro anni di reclusione, partendo dal minimo della pena di dieci anni, quella prevista dal codice penale per l'omicidio preterintenzionale.

A Mancini erano state contestate tre aggravanti: motivi abietti e futili, la recidiva reiterata e specifica e l'aggravante razziale. La prima era stata ritenuta insussistente, si era concordato di non applicare la seconda perché facoltativa, mentre era stata mantenuta l'aggravante razziale. A Mancini era stata riconosciuta inoltre l'attenuante della provocazione, per la quale era stata applicata la riduzione della pena che dai quattro anni era arrivata fino a tre anni e cinque mesi di reclusione.

Detta motivazione, infatti, attesta inequivocabilmente, sulla base delle risultanze investigative, che a) sul braccio sinistro di Amedeo Mancini era rimasta impressa per giorni l'impronta precisa del colpo che Emmanuel gli aveva inferto col segnale stradale; b) che, a riprova, proprio su quella parte del segnale che aveva "disegnato" la pelle di Amedeo Mancini con una specifica e vistosa ecchimosi, era stato rinvenuto il suo DNA.

Da ottobre 2016 Mancini era agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico ma, in virtù del buon comportamento tenuto, dopo 8 mesi era stata presa la decisione di farlo tornare in libertà, con l'unica limitazione costituita dall'obbligo giornaliero di firma presso i Carabinieri.

 

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Data pubblicazione : 30/11/2017 11:01
Scritto da : Alessandra Bastarè
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • giustoprocesso

    04-12-2017 07:10 - #5
    Mendicante: come hai giustamente notato il ricorso e' stato dichiarato inammissibile. Significa che la Corte non e' entrata nel merito dell' aggravante, che percio' non ha confermato. Lungi da me dal voler sminuire l'assoluta gravita' del gesto di Mancini, operando oramai da 11 anni nel campo del diritto penale a mio avviso l'aggravante non doveva essere applicata all'omicidio. Per quanto Mancini abbia rivolto uno schifoso insulto razzista alla moglie della vittima, la gravita' del quale in molti non hanno compreso (cosa gravissima), quello che e' successo dopo, cioe' la colluttazione e il pugno che ha fatto sbattere la nuca sull'asfalto alla vittima, non e' stato motivato da odio razziale. Per esserci, l' aggravante avrebbe dovuto essere il motivo dell'aggressione. Prendi ad esempio l'aggravante dei futili motivi: si applica se il reato (percosse o magari omicidio) e' stato motivato da tali motivi (ad esempio: ti do un pugno perche' mi hai guardato storto). Mancini non ha colpito il pover Emmanuel perche' nero. Lo ha colpito nel contesto di una colluttazione che non era stata iniziata da Mancini (sul fatto che sia stato Emmanuel ad iniziare, tirando anche il segnale, sia la Procura che il GIP sono stati d'accordo, altrimenti l'attenuante della provocazione non ci sarebbe stata). In altre parole, Mancini non ha ragionato: sei nero, ti colpisco. Il colore di Emmanuel non e' stata la causa del pugno. In quella situazione, Mancini avrebbe colpito anche me che sono bianco come una mozzarella. Mi sono vergognato tantissimo di quanto sia successo a Fermo, e credo che un problema di razzismo ci sia e come, purtroppo, a Fremo come in tutta Italia. Oggi piu' che mai. Ma da operatore di diritto penale, vedo l'applicazione dell'aggravante razziale come un errore giuridico, forse motivato dalle connotazioni inevitabilmente politico di questa triste storia.
  • paolo

    03-12-2017 11:17 - #4
    sete omertosi come li corleonesi...non sete un organu de stampa liberu...defendete di sicuro qualcuno..cusci facete lu jocu de llu scemottu de medeo e de li seguaci sui...pubblichete lle stronzate de umberto e le festarelle in piazza...ha ragione mendicante...fermo fascista...basta ddi che cacina' ha permesso de apri casa pound...braiii...e co questo manco ve leggo piu...
  • Paolo

    02-12-2017 17:15 - #3
    Bravi...continuate a non pubblicare quello dico... ambe'...sete li mejo...omertosi anche voi..
    Risposta
    Se offende, no. Semplice.
  • mentre il sindaco di Fermo concede spazi pubblici a partiti fascisti

    30-11-2017 18:04 - #2
    e i giornalisti locali continuano a definire il noto fascista e razzista come "tifoso-ultrà" Lo stesso Mancini si dichiara fascista e fa saluti romani in pubblico. Mentre a Porto San Giorgio altri fascisti fanno ronde contro chi non ha la casa. Ed il sindaco di Porto San Giorgio chiude la stazione su richiesta dei fascisti. La "democrazia" sdogana e agevola i fascisti. epoca della barbarie che non trova opposizione civile e democratica
  • mendicante

    30-11-2017 16:43 - #1
    Bene, ricorso inammissibile e confermata l'aggravante razziale. E ora che s'inventeranno li ferma' per negare un omicidio a sfondo razziale e giustificare l'aver difeso un razzista omicida?
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