Cronaca
Ordigno bellico a Fano. "Il pericolo è cessato, l'ordigno è a due miglia al largo della Città. Resterà in mare almeno 144 ore prima della distruzione"

"E' in corso una massiccia operazione per evacuare circa 23 mila persone da Fano, dopo il ritrovamento stamani di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale in un cantiere dell'Aser in viale Ruggeri sul lungomare Sassonia." questo quanto si legge dal sito dell'Ansa Marche.

Ordigno bellico a Fano.
Immagine ANSA

"La bomba residuato bellico non può essere disinnescata, poiché ha al suo interno un congegno "antirimozione" e dunque gli artificieri dell'Esercito avranno il delicato compito di imbracare l'ordigno con un lungo cavo e trascinarlo in mare - da cui dista solo pochi metri, circa 6, praticamente è sulla spiaggia - per farlo brillare in condizioni di sicurezza." E' quanto apprende l'ANSA dalle forze impegnate sul posto. La spoletta è innescata e prevede un ritardo che va dalle 6 alle 144 ore.

Lo stato di allarme durerà fino alle ore 13. "Si tratta di una misura precauzionale - spiega all'ANSA l'assessore alla Protezione civile Cristian Fanesi -. Le scuole saranno chiuse, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e avremo il permesso delle autorità militari la gente potrà tornare a casa".

Debbono essere allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. La decisione è stata adottata dalla prefettura di Pesaro. Le zone da evacuare sono il lungomare di Sassonia, il centro storico e la periferia a sud del centro.

Bus e pullman in attesa nei punti raccolta per portare i cittadini nei ricoveri allestiti dalla protezione civile, code di auto, veicoli della polizia che girano per le strade lanciando messaggi con gli altoparlanti sulla necessità di evacuare il centro di Fano. E' quello che sta accadendo in queste ore nel centro della Città. C'è molta gente in giro, ma le operazioni per mettere in sicurezza la popolazione si stanno svolgendo ordinatamente.

A Fano sono stati evacuati l'ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria. Bloccati anche i treni dalle 21:30, dato che la stazione (come l'ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non interessa invece l'autostrada A14.

Anche il porto di Fano, l'aeroporto e lo spazio aereo sopra la città fino a quota 1.392 metri sono stati chiusi. Interdetto lo specchio acqueo nel raggio di circa 1.800 metri, secondo l'ordinanza del sindaco Massimo Seri, salvo diverse decisioni della Marina Militare con l'eventuale supporto dell'Aeronautica militare nell'ambito dell'operazione di trasporto in acqua dell'ordigno.

 

La bomba, ritrovata in un cantiere, potrebbe essere stata innescata accidentalmente durante le stesse operazioni che l'hanno portata alla luce. Sul posto sono intervenuti in un primo momento gli artificieri dell'Esercito i quali hanno stabilito che si tratta di un ordigno di fabbricazione inglese da 500 libbre con le spolette differite: in linea teorica potrebbe esplodere, viene sottolineato, entro 144 ore. Da qui la decisione precauzionale di allontanare le persone nell'arco di 1.800 metri. Gli artificieri dell'Esercito e quelli della Marina provvederanno nelle prossime ore a rimuovere l'ordigno e a farlo brillare in mare.

Il sindaco di Fano Massimo Seri ha invitato i residenti nella zona di sicurezza a dormire altrove, presso amici o parenti se ne hanno la possibilità. Parlando in diretta all'emittente locale Fano Tv, insieme al prefetto di Pesaro Urbino Carla Cincarilli, Seri ha elencato i quartieri che debbono essere evacuati. Si stanno comunque preparando dei centri di raccolta in palestre e altre strutture.

 

AGGIORNAMENTO 9:00

 

"E' terminata la fase più delicata, l'operazione di rimozione dell'ordigno è stata completata e si è tornati alla normalità". Tira un sospiro di sollievo dopo ore di tensione, il sindaco di Fano Massimo Seri dopo il completamento dell'imbragatura e del trasferimento in acqua della bomba - un ordigno della Seconda Guerra Mondiale, di fabbricazione inglese, 1,10 metri di lunghezza, carico di oltre 225 kg di tritolo - trovata ieri durante i lavori della multiservizi Aset per realizzare uno scolmatore vicino alla spiaggia Sassonia.

"Il pericolo è cessato, l'ordigno è a due miglia al largo di Fano", ha detto il sindaco Massimo Seri. La bomba, messa in sicurezza dagli artificieri dell'Esercito e della Marina Militare, resterà in mare almeno 144 ore (il tempo massimo per l'eventuale esplosione) prima della distruzione.

 

AGGIORNAMENTO 14:30

 

I ringraziamenti del Presidente Ceriscioli per come è stata superata l'emergenza:

"Dopo l'emergenza che ieri ha colpito la città di Fano, in seguito al rinvenimento di un ordigno bellico e alla necessità di rimozione dello stesso con modalità celeri e in condizioni di assoluta sicurezza per il grande numero di persone direttamente coinvolte, compresi i pazienti dell'ospedale, ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla gestione dell'emergenza e alle successive operazioni tecniche, di ordine pubblico e di protezione civile. Ringrazio il sindaco Seri e il prefetto Cincarilli, il direttore e il personale dell'Azienda ospedaliera Marche Nord, l'esercito, la Protezione civile, i volontari, il sistema dell'emergenza sanitaria, tutti i tecnici dei vari settori coinvolti e le forze dell'ordine, che hanno lavorato in perfetta sinergia, con professionalità e con il massimo senso di responsabilità, mettendo a rischio, in alcune fasi, anche la propria incolumità per assicurare le migliori condizioni di sicurezza per i cittadini coinvolti. Con celerità si è formata una squadra formata di centinaia di persone e gestita con grande professionalità. Grazie a tutti, perché siamo riusciti a dimostrare, ancora una volta e a breve distanza dall'emergenza maltempo che aveva colpito anche Fano, che le nostre amministrazioni sono in grado di affrontare le criticità con competenza ed efficienza. Questo vuol dire garantire nei fatti la sicurezza di tutti i cittadini."

 

 

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Data pubblicazione : 14/03/2018 00:53
Scritto da : Redazione
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