Cronaca
Restituita a Fermo la statua del Sansovino. Ritrovata dai Carabinieri in una casa d’asta di Firenze. Calcinaro: “Un recupero importante nel post sisma”. FOTO

È stata riportata nella sua Fermo questa mattina la scultura realizzata intorno al 1500 da Andrea Sansovino e trafugata circa 10 anni fa dalla cappella della Chiesa di San Francesco. Un lavoro straordinario, quello dei Carabinieri del Nucleo Tutela e Patrimonio Culturale di Firenze, che ha permesso di restituire alla città la sua opera d’arte

Restituita a Fermo la statua del Sansovino. Ritrovata dai Carabinieri in una casa d’asta di Firenze. Calcinaro: “Un recupero importante nel post sisma”. FOTO

È stato padre Don Enrico Bonfigli a ripercorrere la vicenda del furto esprimendo la sua gratitudine ai Carabinieri e alle istituzioni per aver risolto “un cruccio che mi portavo dentro da dieci anni. Ricordo molto bene tutta la dinamica del furto, avvenuto la sera del 30 luglio 2008 nell’ora di chiusura della Chiesa. I ladri sono entrati e hanno portato via la statua di Sansovino, con l’intento anche di rubare la seconda statua e l’elmo che però, sono subito stati messi al sicuro. Quella sera non sono stato derubato io ma tutta la comunità: sono davvero felice oggi di questo momento per la città.”

 

Il Prefetto di Fermo, Maria Luisa D’Alessandro si è complimentata con i militari, in particolare con il Maggiore Disibio, e con tutte le autorità presenti. “Pochi giorni fa inoltre abbiamo assistito alla riapertura della Chiesa di San Michele Arcangelo a Monsampietro Morico, una notizia che dà l’idea della ripartenza vero. Per questo voglio infine congratularmi con il Sindaco Paolo Calcinaro che riesce a fare rete con tutti i comuni del territorio: un aspetto da non sottovalutare.”

 

Calcinaro che oltre alla sua presenza istituzionale ha regalato ai presenti un momento intimo. “Ogni giorno quando mi sveglio vedo l’abside della Chiesa di San Francesco, il mio legame va oltre al mio ruolo di Sindaco. San Francesco rappresenta inoltre la porta della nostra Città.”

“Voglio ringraziare il Nucleo dei Carabinieri di Firenze perché mi rendo conto del fatto che stiamo parlando di indagini molto complicate, con risultati che arrivano dopo anni ma questo ci fa capire che la giustizia c’è e, prima o poi, arriva. Un recupero soprattutto che arriva dopo le mille difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e continuiamo ad affrontare nel post sisma. Un piccolo pensiero infine lo decido a mia nonna, che ha vissuto con passione la comunità e la vita parrocchiale di San Francesco, sicuramente sarà felice anche lei” ha concluso il primo cittadino.

 

Un ritrovamento, come abbiamo detto, avvenuto grazie allo straordinario lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela e Patrimonio Culturale di Firenze, capitanato dal Maggiore Lanfranco Dibisio, che ha ricordato: “Per me questa è la seconda volta nel territorio Fermano. Il 24 agosto del 2017 ero qui per un’operazione opposta a quella odierna: insieme ai miei militari stavamo portando via delle opere in alcune chiese del territorio a causa del sisma. Oggi invece sono qui a restituirvi qualcosa.”

“La caratteristica del nostro Corpo – ha proseguito il Maggiore - è quella di non arrenderci a questo tipo di delitti perché il patrimonio culturale è un patrimonio non destinato a disperdersi. Continueremo a ricercare e porre in essere tutte le iniziative per riportare il patrimonio asportato sul proprio territorio, un lavoro che richiede indubbiamente l’impegno di tutte le istituzioni.”

“Voglio ringraziare il Museo Diocesano perché se abbiamo potuto compiere l’operazione è grazie a loro, grazie al lavoro di catalogazione delle opere della Diocesi, che ha permesso di individuare all’interno della nostra banca dati la statua che era stata asportata a suo tempo” ha osservato Dibisio.

La scultura, come ha spiegato il Maggiore, è riapparsa sul mercato lecito poco tempo fa, probabilmente dopo aver viaggiato anche attraverso il mercato nero, in una casa d’aste fiorentina. I militari sono anche risaliti a un uomo romagnolo, con precedenti specifici, che non ha fornito con chiarezza la provenienza dell’opera che possedeva e che quindi è stato conseguentemente denunciato alla Procura della Repubblica di Firenze per il reato di ricettazione.

“A maggio del 2018 abbiamo sequestrato la scultura e oggi siamo felici di consegnarla alla vostra comunità” ha concluso il Maggiore evidenziando la fortuna del fatto che l’opera d’arte non sia uscita dai confini nazionali, elemento che avrebbe reso molto più complicate le indagini. Una statua con un valore di mercato che si aggirava intorno al 35 mila euro, ma che ne avrebbe potuti fruttare molti di più.

 

Don Giordano Trapasso ha poi portato il saluto del Vescovo, Mons. Rocco Pennacchio, impegnato oggi a Roma per la CEI. “Ringrazio tutti i presenti perché hanno contribuito a favore della giustizia e hanno sanato una ferita. Oggi ci viene restituito un patrimonio artistico e culturale, un arricchimento non solo estetico ma anche umano, morale e spirituale. Concludo sottolineando il segnale di speranza che è arrivato ieri con l’appalto dei lavori per la parrocchia di San Francesco.”

 

Presente anche lo storico d’arte Tommaso Castaldi per la Sopraintendenza dei beni storici, artistici e culturali di Ancona che ha ringraziato, a nome dell’Istituzione che rappresenta, “i Carabinieri, che assicurano ogni giorno il loro lavoro nonostante la carenza di personale. Hanno recuperato un’opera d’arte molto importante di Andrea Sansovino, raffigurante la grande fioritura toscano-veneziana che si è avuta nelle Marche in seguito ai viaggi che gli artisti hanno compiuto a Loreto.”

 

Presente anche l’Architetto Rossella De Cadilhac, che si è occupata dei lavori di restauro della Chiesa di San Francesco e del suo portale, che, dopo un excursus storico sull’opera, ha sottolineato “l’importanza di cercare di preservare queste testimonianze artistiche e di storia perché rappresentano un punto indelebile per la città di Fermo.”

 

Alma Monelli, Responsabile Beni Culturali del Museo Diocesano, ha poi parlato del futuro dell’opera. “Tutte e due le statue e l’elmo verranno ospitate nel Museo Diocesano fino alla riapertura della cappella Euffreducci, un momento che ora non sembra ancora vicino. I lavori della gara di appalto per la Chiesa di San Francesco sono stati aggiudicato ieri, probabilmente inizieranno il 3 dicembre, ma prevedono solo interventi sulla navata centrale e non sulla cappella che, verrà sì messa in sicurezza, ma non aperta al pubblico. Difficile quindi stabilire quando le opere potranno tornare nel loro contesto originario, cioè nella Chiesa. Nel frattempo realizzeremo qui nel Museo Diocesano uno spazio all’interno del quale, oltre alla loro esposizione, ricostruiremo su di un pannello l’interno monumento da un punto di vista visivo.”

 

Padre Fracois ha espresso la sua felicità per il ritrovamento della statua e per la notizia dell’avvio dei lavori nella Chiesa di San Francesco. “Un’opera che rappresenta un documento, una pagina strappata della nostra storia. Un grazie alle autorità civili e militari e alla comunità perché fanno rivivere lo splendore e la bellezza della nostra parrocchia.”

 

In conclusione Antonio Marinucci, Comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Fermo, ha ricordato la possibilità, da parte dei cittadini, di sporgere una denuncia e fare una segnalazione nel caso in cui ci si trovi di fronte al furto di un’opera d’arte attraverso la App “iTPC”.

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Data pubblicazione : 13/11/2018 13:35
Scritto da : Alessandra Bastarè
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • CURIOSITA'....

    13-11-2018 18:13 - #1
    Per carità, tutto bene, bravi i Carabinieri (lo so, gli intellettuali progressisti parlano solo di Cucchi... per fortuna i Carabinieri sono qualcosa d' altro...) bravo il Nucleo - un reparto di altissima specializzazione, che varrebbe la pena di far conoscere un po' di piu' alla opinione pubblica - ma vorrei capire... cosa c' entra la ricostruzione post terremoto.... Senza il terremoto furto e recupero del bene sarebbero stati meno importanti? O forse dobbiamo rivolgerci ai Carabinieri per sapere dove è finita la ricostruzione post sima?
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