Economia
Tasse oltre il 63% per i marchigiani. La CNA dice basta!

Gli artigiani e i piccoli imprenditori delle Marche pagano più tasse e sono più poveri.

E’ quanto emerge dall’ “Osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e piccole imprese in 112 Comuni d’Italia” che, realizzato dal Centro Studi della Cna nazionale, raccoglie tutti i dati fiscali del 2011, del 2012 e del 2013, comparati con le previsioni di quello che succederà nel 2014.

Tasse oltre il 63% per i marchigiani. La CNA dice basta!

Secondo i dati diffusi la pressione fiscale complessiva media in Italia nel 2014 è pari al 63,1%.

“La pressione fiscale al 63,1% nel 2014 – commenta il Presidente provinciale CNA Paolo Silenzi – è il drammatico risultato del lavoro di un mostro fiscale a tre teste, nazionale, regionale e comunale, che opera incessantemente su artigiani e Pmi. I dati diffusi dall’Osservatorio sono impietosi, ma purtroppo non ci sorprendono, perché dipingono con precisione la drammatica situazione che la piccola e media impresa artigiana del Fermano, e non solo, è costretta ad affrontare quotidianamente. Occorre ridurre immediatamente la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro – dice Silenzi - oltre ad attivare un sistema di tassazione che premi l’efficienza e la fedeltà fiscale degli imprenditori”.

Aggiunge il direttore provinciale Alessandro Migliore: “L’incremento delle imposte nazionali, regionali e comunali è ormai così pesante che la tassazione attuale arriva a coprire quasi il 70% del reddito prodotto dalle imprese. Siamo ad un passo dalla rivolta fiscale perché si tratta di percentuali insostenibili per le nostre aziende”. 

Ecco le 8 proposte della CNA:

1. ridurre progressivamente la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro

autonomo;

2. Rivedere la tassazione delle imprese personali e degli autonomi, riducendo l’aliquota Irpef

all’aumentare del reddito dichiarato (chi più dichiara, meno paga);

3. Aumentare la franchigia dall’imposizione Irap a 25mila euro;

4. Rivedere i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili per allinearli

periodicamente ai valori di mercato, a invarianza di gettito;

5. Ridurre il peso dell’IMU sugli immobili strumentali d’impresa quando vengono utilizzati per

l’attività produttiva;

6. Rendere pienamente deducibile l’Imu dal reddito d’impresa e dall’Irap;

7. Rendere obbligatoria per i comuni la previsione di tariffe Tari (la nuova imposta sui rifiuti)

commisurate alle quantità e qualità dei rifiuti effettivamente prodotti e conferiti in discarica;

8. Semplificare e ridurre gli adempimenti, sia a livello centrale sia a livello locale, che

determinano costi indiretti sulle imprese, minore produttività e minore competitività.

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Data pubblicazione : 17/05/2014 11:16
Scritto da : redazione
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