Economia
Un modello sostenibile per banche, famiglie e territorio esiste. Al I Forum distrettuale del Rotaract distretto 2090, il prof.re Ciciretti: “Ripartire dalle famiglie per uscire dalla crisi”.

Si è tenuto ieri, presso Villa Riva Fiorita di Porto San Giorgio, il I forum distrettuale del Rotaract distretto 2090.  Si è parlato della situazione economica attuale, di come sia possibile fare etica in un sistema bancario e di come il territorio sia la base fondamentale sulla quale appoggiarsi per risanare conti e ottenere investimenti. Il tutto, ripartendo dalle famiglie. 

Un modello sostenibile per banche, famiglie e territorio esiste. Al I Forum distrettuale del Rotaract distretto 2090, il prof.re Ciciretti: “Ripartire dalle famiglie per uscire dalla crisi”.

Nonostante la pioggia abbia minacciato fino all’ultimo la riuscita dell’evento, grande presenza di gente ieri alla conferenza dal titolo “Banche, famiglie e territorio. Un modello sostenibile”, organizzata dal Rotaract distretto 2090.

Illustri i nomi degli oratori invitati a partecipare: Rocco Ciciretti, professore di politica economica all’Università Tor Vergata di Roma, Amedeo Grilli, presidente della Carifermo, Federica Locansolo, responsabile dell’area commerciale della banca Etica SGR e Gerardo Villanacci, professore di diritto privato all’Università Politecnica delle Marche.

Molti gli argomenti trattati durante il forum cercando di dare una risposta alla domanda: E’ possibile un modello sostenibile per le banche, le famiglie e il territorio considerando la crisi economica dei giorni nostri?

Innanzitutto, come dichiara il prof.re Villanacci: “Il territorio potrebbe ricoprire un ruolo chiave per un modello economico sostenibile. Da sempre ha avuto un ruolo importante, ma negli ultimi anni è stato molto penalizzato dalla burocrazia e dalle decisioni parlamentari, nonostante vada detto come le aziende, soprattutto le medie-piccole imprese siano le prime ad essere finanziate dalle banche e le casse di risparmio locali.”

Casse di risparmio come la Carifermo spa di Fermo, il cui presidente Amedeo Grilli, durante il forum ha dichiarato: “La nostra è una banca locale con 60 filiali in tutto il territorio che investe e sostiene solo ed esclusivamente le aziende e le attività della nostra provincia, in quanto siamo convinti della cruciale importanza di essere al fianco delle famiglie e delle persone meritevoli più vicine a noi. Non ha senso andare a sperperare fondi verso lidi lontani nella speranza(spesso vana) di aumentare i guadagni. Noi siamo i primi a credere nel territorio e nelle famiglie come punto di partenza per raggiungere un modello economico sostenibile”.

Nel corso del forum si è parlato anche di etica applicata agli investimenti e alle banche, nonostante la cosa possa sembrare all’apparenza non applicabile a sistemi come quello finanziario, eppure Federica Locansolo dichiara: “Per quanto l’etica sia un concetto molto soggettivo, è possibile fare etica. La nostra banca, la Etica sgr, a esempio non investe in settori ambigui come quello degli armamenti o il petrolifero. Sono convinta che l'etica sia basilare per la creazione di un nuovo modello economico sostenibile, che dovrebbe basarsi sulla trasparenza.  Essere etici vuol dire essere chiari e trasparenti, ad esempio, dando la possibilità a chiunque di poter accedere al portfolio degli investimenti. Cosa che la nostra banca fa, giusto per rendere l'idea.”

Oggigiorno si è appurato come la situazione sia cambiata e le famiglie tendano a consumare meno. Tolti i costi, le famiglie sono più inclini a risparmiare e solo dopo si concedono delle spese per le cose meno importanti.  Ciò è sbagliato perché la mancanza di spese dalle famiglie finisce per penalizzare le banche, che a sua volta hanno meno passività per finanziare le aziende che, di conseguenza, tendono a  generare meno reddito per tutte le persone. E’ un circolo vizioso che, come dichiara il prof.re Ciciretti, andrebbe interrotto. Ecco le sue parole: “E’ giusto spendere, ma con ragionevolezza.  I consumi non andrebbero sacrificati, anzi. Esiste un modello sostenibile che deve basarsi, sopra ogni altra cosa, sulla consapevolezza delle persone e delle famiglie delle proprie finanze e di dove investire o spendere i propri guadagni. Un esempio: in molti guardano al risparmio quando si compra una lattina di pomodoro, magari girando anche dieci supermercati per risparmiare 10 centesimi, ma in pochi si curano di dove mettere i propri soldi quando si tratta di banche. Si preferisce fidarsi dell’amico, piuttosto che perderci tempo e cercare la banca che sia la più ideale alle proprie esigenze. Oggigiorno esiste un’offerta molto ampia fra le banche e cambiare è diventato facilissimo. Eppure la gente rimane troppo legata al passato senza rendersi conto di come il risparmio incominci già dalla banca che si sceglie.”

Il prof.re Ciciretti aggiunge: Bisogna investire nelle banche popolari e nelle casse di risparmio perché sono le prime a investire nel territorio. Territorio, a sua volta, che diventa la culla degli introiti di ogni singola famiglia”.

 

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Data pubblicazione : 04/08/2014 13:31
Scritto da : Iacopo Luzi
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