Economia
Riforma del Credito Cooperativo Italiano. La BCC di Civitanova Marche e Montecosaro: “Pronti a valutare il ricorso alla Corte Costituzionale o la trasformazione in SpA”

“Se la riforma manterrà l’impostazione della holding unica obbligatoria, specie se strutturata sul modello del Crèdit Agricole, caldeggiato dal Premier Renzi, faremo ricorso alla Corte Costituzionale- “E non escludiamo, a priori, una nostra trasformazione in Spa, per non perdere i livelli di solidità e gli indicatori virtuosi che siamo riusciti a raggiungere in anni di sana e prudente gestione, che rappresentano il vero patrimonio a beneficio del nostro territorio, delle famiglie, delle imprese e dei giovani. Chi la pensa come noi, ci segua”. I vertici della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro entrano duri nell’acceso dibattito nazionale sulla riforma del Credito Cooperativo Italiano.

Riforma del Credito Cooperativo Italiano. La BCC di Civitanova Marche e Montecosaro: “Pronti a valutare il ricorso alla Corte Costituzionale o la trasformazione in SpA”

Parole forti, dettate dalle modalità e dalla fretta, che rischia di diventare approssimazione, con cui i soggetti incaricati stanno procedendo alla realizzazione della riforma del Credito Cooperativo Italiano.
I rappresentanti della banca si dichiarano d’accordo con quanto affermato alcuni giorni fa da Giorgio Fracalossi, Presidente di Cassa Centrale Banca: “L’unità si garantisce con l’efficienza e l’innovazione. Sono convinto che la riforma, qualsiasi riforma, non possa essere imposta, ma debba essere condivisa, Insomma, deve piacere, per evitare che le Bcc più forti abbandonino il sistema.”.

Rischio di far svanire i risultati ottenuti da Governance virtuose.
“Nessuno nega che il Credito Cooperativo abbia bisogno di una riforma – dice Marco Bindelli, Vice Presidente della BCC di Civitanova e delegato dalla sua Banca a seguire la vicenda della riforma – ma essa deve essere ponderata e realizzata condividendola con le altre consorelle e, soprattutto, senza penalizzare quelle banche che hanno avuto una governance virtuosa, sana, trasparente: come noi, e come molte altre Bcc. Altrimenti il rischio è quello paventato da Fracalossi, ossia perdere le Bcc più virtuose!”.
Bindelli snocciola i dati e gli indicatori che, nero su bianco e in tutta la loro oggettività, fotografano lo stato di salute, solidità patrimoniale, liquidità, redditività, rischiosità degli attivi e solvibilità della BCC di Civitanova Marche e Montecosaro (tabella allegata).
Inoltre, da una classifica stilata dal quotidiano economico finanziario Milano Finanza nel suo “Atlante delle Banche leader 2015”, l’Istituto di credito civitanovese si posiziona al 2° posto fra tutte le banche che hanno sede nelle Marche. La graduatoria prende in considerazione ed esamina un articolato ventaglio di dati oggettivi, valori e parametri di riferimento, tra cui i mezzi amministrati, l’utile netto, il margine di intermediazione, il risultato di gestione e l’utile ordinario. “I dati fatti registrare dalla nostra Banca – dice Giampiero Colacito, Direttore Generale della Banca - evidenziano risultati eccellenti e, soprattutto, confermano la BCC di Civitanova Marche e Montecosaro al top della classifica in maniera strutturale, e non casuale legata ad un solo fattore (talvolta di carattere straordinario), considerato che anche nei due anni precedenti la banca si è collocata ai primi posti della speciale classifica (4° posto nel 2014, 3° posto nel 2013)”.

Ricorso alla Corte Costituzionale.
E’ una eventualità concreta che si potrebbe prospettare e che sarà attentamente valutata dal board aziendale qualora si insistesse con una riforma che obbliga le Bcc ad entrare a far parte della Holding unica.
“In tal caso – dice Bindelli – saremo anche pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale”.
“Ci sarebbero infatti – continua Bindelli - questioni legate al rispetto della Carta Costituzionale, considerato che l’art 45 così recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.”. Se la norma si applica anche alla cooperazione di credito, l’obbligo, di diritto o di fatto, di partecipare ad una Holding Unica per poter continuare ad esercitare il credito come BCC configurerebbe una violazione della Costituzione, specie in assenza di una norma specifica che consenta la trasformazione in altro tipo di banca senza dover devolvere le riserve patrimoniale ai fondi mutualistici”
“Noi crediamo che un minimo di 2 o 3 Gruppi Cooperativi Paritetici, posti anche in concorrenza fra loro e dai quali poter entrare e uscire senza eccessivi vincoli, potrà rendere più efficiente l’intero sistema del Credito Cooperativo e risolvere i veri problemi per i quali si rende necessaria una riforma delle BCC: la carenza di governance! D’altronde, in caso di holding unica, la stessa Banca d’Italia, per mezzo di Carmelo Barbagallo, Capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria, nel corso dell’intervento effettuato dinanzi alle Commissioni Riunite di Camera e Senato il 15 ottobre 2015, proprio in materia di riforma del settore delle Banche di Credito Cooperativo, ha evidenziato i rischi di coerenza con il dettato costituzionale.”.

Trasformazione in Spa
“Non è poi da escludere la nostra trasformazione da società cooperativa in Spa, qualora questa fosse l’unica strada per poter conservare quanto di eccellente abbiamo fatto negli anni per il nostro territorio”, dice il Presidente della Banca Sandro Palombini.
Tra le ipotesi tecniche della trasformazione delle Bcc di cui si discute di questi tempi, ipotesi ampiamente trattata e sostenuta dal Prof. Roberto Ruozi su FIRSTonline quale miglior soluzione per la riforma delle Bcc (http://www.firstonline.info/a/2016/01/08/bcc-il-futuro-e-nella-spa-un-percorso-in-piu-tappe/4d703f13-89fa-45ac-922e-04ffeb336401)., vi è anche quella della possibilità di procedere con lo scorporo delle loro attività bancarie in un veicolo avente forma giuridica di Spa che sarebbe quindi posseduta inizialmente al 100% dalla cooperativa i cui soci sarebbero gli stessi della BCC originaria.
“Una soluzione – aggiunge Bindelli – che manterrebbe i tradizionali valori mutualistici delle Bcc e ci consentirebbe di mantenere le riserve e i nostri indicatori virtuosi, senza vedere tutto svanire in un unico grande calderone”.

Tabella indicatori

Indicatori primari della BCC di Civitanova per i vari profili tecnici (disponibili presso tutte le filiali della Banca ed aggiornati con cadenza semestrale):
- il common equity tier 1 ratio (in sigla CET1 ratio, il più importante indice patrimoniale utilizzato dalle Autorità di Vigilanza)) superiore al 20%, in presenza di una soglia regolamentare del 7% (comprensivo della Riserva di Conservazione del Capitale) e di un livello medio delle banche del 12,10%. Un indicatore alto denota maggiore robustezza patrimoniale della banca;
- il liquidity coverage ratio (in sigla LCR), cioè l’indicatore della liquidità della banca a far fronte autonomamente e rapidamente alle richieste di rimborso da parte dei depositanti, pari ad oltre il 510%, rispetto alla soglia regolamentare del 60% ed alla la media del 100%. Un indicatore alto consente di soddisfare meglio l’eventuale fabbisogno di liquidità in uno scenario di stress sistemico;
- l’incidenza percentuale delle esposizioni deteriorate lorde sui crediti verso la clientela (cioè le sofferenze, più le inadempienze probabili, più i crediti scaduti) che si attestano al 15,9%, contro la media nazionale al 18,10%. Un indicatore alto rappresenta un elevato grado di rischiosità della banca, cioè l’incapacità ad erogare credito in maniera sana e prudente;
- il tasso di copertura delle posizioni deteriorate (ovvero gli accantonamenti già operati sul conto economico per le previsioni di perdita sulle medesime) si commisura al 42,64%, contro la media delle banche di riferimento pari al 38,20%. Un indicatore in linea o superiore a quello del sistema denota una corretta rappresentazione economica delle perdite previste sui crediti deteriorati.

 

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Data pubblicazione : 21/01/2016 11:27
Scritto da : Redazione
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