Economia
Fermo e Porto San Giorgio uniti da Reload: per ricaricare le pile a collina e mare
Fermo e Porto San Giorgio uniti da Reload: per ricaricare le pile a collina e mare

Presentato stamattina a Fermo il progetto Ue che finanzierà la riqualificazione e la rinascita a beneficio dei giovani imprenditori del futuro di mercato coperto, facoltà di Beni culturali e mercato ittico di Porto San Giorgio 

Contro la fuga dei cervelli e in nome di uno sviluppo sostenibile e tecnologico bisogna unire le forze.

Il concetto chiaro e insieme impegnativo pare sia stato ben compreso da Fermo e Porto San Giorgio già da qualche tempo, al punto che Paolo Calcinaro, il sindaco del comune capoluogo, arriva a scherzare sui fitti incontri con il suo omologo rivierasco, Nicola Loira, in questo modo: "A dirla tutta, non gliela faccio più a vederlo".

La battuta è stata pronunciata in Comune dal primo cittadino di Fermo durante la presentazione congiunta con il collega sangiorgese del bando promosso dall'Unione europea chiamato "Rebuilt local actions to develop innovative enterprises". Una sigla lunga, sintetizzata nell'acronimo "Reload", che punta, fuor di metafora, a ricaricare le pile a un territorio, dalla collina al mare, alle prese con invecchiamento della popolazione, da una parte, e perdita di posti di lavoro (soprattutto di tipo qualificato) dall'altra, in particolare nella fascia d'età 18-25 anni.

Proprio a quest'ultima si vorrebbe insomma dare l'occasione di restare nel Fermano a fare impresa. Come? Creando e facendo prosperare le loro start-up nei settori economici con il potenziale di sviluppo maggiore  nel nostro territorio (agricoltura biologica e a filiera corta, prodotti no-fossil e no-war, nautica d'avanguardia, pesca sostenibile, tutela del mare, turismo e cultura), che dovrebbero nascere all'interno di tre ex-strutture dislocate tra Fermo e Porto San Giorgio: il mercato coperto, la facoltà di Beni culturali, nel capoluogo, e il mercato ittico giù al porto.

Quando sarà possibile tutto questo? Probabilmente già a partire dal 2017-2018, assicura Calcinaro, consapevole della precedenza che potrebbero avere le aree metropolitane soprattutto italiane ma non solo nelle prime due delle cinque call previste da Reload.

Il bando nasce infatti all'interno dell'iniziativa della commissione europea "Urban innovative actions" ed è stato finanziato con 372 milioni di euro complessivi per il quinquennio, di cui se ne possono ricevere al massimo cinque per ciascun progetto annuale.

Nella call presentata oggi, emanata a dicembre 2015, sono stati presentati in tutta Italia 104 proposte: il nostro Paese è stato il più partecipe, seguito dalla Spagna con 78 domande e molte meno (una media di 20 a Paese) dal resto del Vecchio Continente. L'area d'interesse più gettonata sullo Stivale dai comuni più piccoli è proprio quella relativa al "lavoro e occupazione nell'economia locale".

La certezza che al più tardi entro il 2020 al Fermano dovrebbero arrivare i denari per riqualificare e far rinascere gli spazi interessati da Reload dipende dal fatto che i progetti non approvati adesso, potranno essere ripresentati uguali o migliorati anche nei prossimi quattro bandi. Il punto è stato chiarito da Gianni Della Casa, il dirigente del settore Politiche comunitarie, che ha parlato di "progetto a supporto del Fesr", ossia quella fetta di finanziamenti Ue destinata allo sviluppo urbano sostenibile, che prevede partenariati di tipo locale, anziché di carattere internazionale.

Insomma, si tratterà - sembrerebbe - solo di stringere i denti e sognare in grande, come stanno facendo tutti i soggetti coinvolti nel progetto.

Ne è convinto Sauro Longhi, il rettore dell'Università Politecnica delle Marche che propone di esportare anche a Fermo, nell'ex facoltà di Beni culturali, il modello del proprio "contamination lab", un generatore di idee nato nell'ateneo in cui si confrontano quotidianamente gli studenti di medicina, economia, agraria, economia e ingegneria. Una socializzazione di tale portata permetterebbe infatti di anticipare, non inseguire, le opportunità offerte dal mondo che sta cambiando; perché ciò possa produrre risultati durevoli, considera sempre Longhi, si dovrebbe cominciare già dalle scuole superiori.

Raccoglie la sfida Margherita Bonanni, la preside dell'Iti Montani, la quale osserva come da sempre la scuola che dirige sia stata "fucina di imprenditori. Finora, però, i nostri ragazzi sono andati a fare impresa quasi sempre fuori: adesso si tratterà di farli restare", ha precisato.

Detto in altri termini, insomma, bisogna che il "mercato dei prodotti delle 7 qualità innovative" che nascerà all'ultimo piano dell'ex mercato coperto di Fermo, ma anche i laboratori per l'analisi di flora e fauna marina o la vetrina sulla nautica, materia di studio al Montani, che sorgeranno all'ex mercato ittico di Porto San Giorgio, rispondano a una concezione fortemente innovativa e "smart", come le città del domani prossimo venturo.

"L'abbraccio tra la collina e il mare" inorgoglisce anche Ingrid Luciani, l'assessore ai Lavori Pubblici di Fermo; idem succede a Stefania Truffini del Consorzio per lo sviluppo del Fermano, ossia un'altra colonna di Reload, che ha parlato di collaborazione "naturale" tra le due città, desiderose di "dare impulso all'economia", per tamponare, e si spera più avanti invertire, i dati non confortanti provenienti da demografia e mercato del lavoro.

"Per poter attrarre nuove imprese, dobbiamo spingere i giovani a prendere consapevolezza delle proprie attitudini con l'aiuto di scuola e università", ha considerato la funzionaria Cosif, che precisa come il bando Ue risponda al proposito già in cantiere di "ridare valore al centro storico, fulcro della città". "Uno degli obiettivi che volevamo perseguire", precisa a sua volta Alberto Scarfini, l'assessore alle Politiche comunitarie.

Al sindaco Loira, invece, premeva più di tutto "ridare energia e nuova vita all’ex mercato ittico" in chiave soprattutto turistica. E, d'altra parte, senza gli abitanti del comune che amministra, il capoluogo, da solo, non avrebbe potuto partecipare alla call, destinata ad aree di almeno cinquantamila abitanti. Di qui la scelta di entrambe le amministrazioni di aggiungere allo stanziamento comunitario circa un milione di euro in totale, il che ha fatto salire a poco più di 6 milioni le risorse che ne permetterebbero la piena realizzazione in tre anni.

Un matrimonio duraturo ha infine bisogno di stimoli continui. A questo penseranno anche Andrea Monteriù ed Emanuele Frontoni, docenti di Ingegneria gestionale, che avranno l'essenziale funzione di svolgere attività di scouting e recruiting tra i giovani imprenditori del Fermano che verrà, in maniera da aiutarli ad acquisire le competenze necessarie per passare dalla fase di start-up a quella di consolidamento. "Organizzeremo eventi per trovare finanziatori esterni", spiega in conclusione Monteriù, "per favorire quella che qualcuno ha chiamato la contaminazione di scienze e coscienze".

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Data pubblicazione : 17/06/2016 19:56
Scritto da : Alessandra Cicalini
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