Economia
Area di crisi complessa, il Tavolo per lo Sviluppo fa centro. Da Roma la notizia più bella: "La firma entro due settimane"

Si sapeva che quella di oggi sarebbe potuta essere una giornata chiave per il riconoscimento dell'area di crisi industriale complessa per il distretto calzaturiero fermano-maceratese. Dopo un rallentamento dell'iter coinciso con il cambio al vertice dell'esecutivo nazionale, una delegazione del Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo, il board che sotto la guida della Presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola racchiude le principali associazioni di categoria e realtà sindacali del nostro territorio, era infatti attesa a Roma dalla Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati Barbara Saltamartini.

 

Area di crisi complessa, il Tavolo per lo Sviluppo fa centro. Da Roma la notizia più bella:

Fondamentale in tal senso si era dimostrata l'intermediazione di due dei principali esponenti locali delle forze di governo nazionale, il coordinatore provinciale della Lega Mauro Lucentini e l'ex consigliere comunale pentastellato di Porto Sant'Elpidio Marco Fioschini, senza dimenticare il senatore dem Francesco Verducci, che su questo dossier aveva lavorato anche nel corso dell'ultimo mandato.

 

E a quanto pare da Roma arrivano ottime notizie: “L’incontro odierno è andato oltre ogni aspettativa. Di fronte a noi c’erano cinque parlamentari: Barbara Saltamartini, Giorgia Latini, Tullio Patassini, Paolo Arrigoni, Mirella Emiliozzi e il vice capo gabinetto del Mise Giorgio Sorial. Un segno importante di attenzione - sottolinea la stessa Canigola, che poi dà l'annuncio tanto atteso da tutto il nostro territorio -. Salvo colpi di scena la firma del ministro Luigi di Maio arriverà entro due settimane”.

Il gruppo di parlamentari ha anche annunciato che visiterà quanto prima il Fermano per conoscere ancora meglio la situazione e comprendere le peculiarità del territorio. “L’obiettivo degli onorevoli è quello di cucire alla perfezione un vestito adatto, visto che la Legge n. 181/1989 di per sé non è pensata per la tipologia imprenditoriale fermana - aggiunge la Canigola -. La base per l’emanazione del decreto è l’istruttoria presentata all’ex viceministro Teresa Bellanova, che si era subito dimostrata disponibile a modificare la legge. Siamo rimasti colpiti dall’attenzione manifestata, dal tempo concesso per illustrare la nostra posizione. Ci hanno chiesto di snocciolare tutte le questioni e problematiche che ognuno di noi ha portato alla loro attenzione”.

Oltre all’area di crisi complessa, dal Tavolo è arrivata la richiesta della zona franca e della zona economica speciale per la Provincia di Fermo, che garantirebbero una detassazione importante. “Abbiamo parlato anche degli ammortizzatori sociali in deroga, in particolar modo per l’artigianato che sta soffrendo più di altri la crisi” - prosegue la numero uno dell'ente provinciale, che nell'occasione era accompagnata da Paolo Silenzi (Cna), Giampietro Melchiorri (Confindustria), Gino Sabatini (Camera di Commercio Marche), Paolo Zappasodi (tecnico Confindustria), Graziano Di Battista (Confartigianato), Alfonso Cifani (Cisl) e Mauro Lucentini (referente provinciale della Lega).

La Presidente della Commissione Barbara Saltamartini a propria volta ha ribadito con forza: “Se decidiamo per l’area di crisi complessa è per far restare le aziende nei territori a protezione e valorizzazione di un’area fondamentale per il Pil italiano”. 

 

D'altronde ad anticipare probabili sviluppi positivi avevano già pensato nella serata di ieri due deputate pentastellate del nostro territorio, l'ascolana Rachele Silvestri e la civitanovese Mirella Emiliozzi (presente all'incontro di oggi): “Nei prossimi giorni il Governo firmerà il decreto con il quale si concretizzerà il riconoscimento dell'area di crisi complessa – avevano scritto in una nota -. Accogliamo con grande soddisfazione il lavoro svolto dal ministro Luigi Di Maio e da Giorgio Sorial per la disponibilità profusa e i tempi celeri nel risponderci in merito alla richiesta presentata al Mise. Si tratta di riconoscere il distretto manifatturiero della zona del Fermano e del Maceratese come un'area di crisi industriale complessa, al fine di attivare una serie di strumenti che permetteranno di rilanciare questo settore, colonna portante del nostro Paese. A tal proposito, nei prossimi giorni il Governo firmerà il decreto con il quale si concretizzerà il riconoscimento". "Il Governo del Cambiamento - avevano aggiunto - è vicino alle questioni territoriali".

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