Economia
Lineapelle al via, innovazione e sostenibilità per conciatori e accessoristi. Sara Santori: "Qualità e lavorazione del prodotto non bastano più"

Pelli e accessori, si apre la 96esima edizione di Lineapelle a Milano. “Dopo il Micam, Parigi, Londra e New York, la tre giorni di Milano dirà molto della situazione del comparto in cui regna l’innovazione” - sottolinea Sara Santori, presidente della sezione accessoristi di Confindustria Centro Adriatico e presidente nazionale Unac.

Lineapelle al via, innovazione e sostenibilità per conciatori e accessoristi. Sara Santori:

Un anno fa tra i padiglioni della fiera di Rho hanno esposto 1254 aziende: oltre 20mila furoni i visitatori, il 45% dei quali stranieri. In questa edizione (20-22 febbraio) saranno una trentina le aziende fermane iscritte a Confindustria Centro Adriatico. “Il mercato chiede innovazione, traspiranti o in graphene, e sempre più sostenibilità. Non dobbiamo commettere l’errore di focalizzarci solo sulla produzione di scarpe quando parliamo del mondo degli accessori e della pelle. La ricerca di un prodotto ben fatto, basti pensare che il mondo della pelletteria italiana cresce del 6% e vale da solo oltre 6 miliardi di fatturato, guida il mercato della moda” - prosegue la presidente Unac.


In questo contesto le aziende del distretto fermano si presentano a Milano con l’obiettivo di confermare i clienti e cercare di allargare il mercato puntando sulla qualità del prodotto.
“In un mercato in continua evoluzione, cambia anche l’immagine di Lineapelle. La scelta del profilo femminile di una donna che guarda al futuro è la riprova di quanto il mondo di Lineapelle sia un perno della moda e dell’innovazione. Come aziende dobbiamo essere pronte a nuove sfide, cercando con i campionari e i dettagli di conquistare il buyer”.
Non facile, ma da questo punto di vista il Fermano si sta muovendo compatto, sapendo di poter contare sulle associazioni di categoria, in primis Confindustria: “Accesso facilitato alla fiera, supporto sui mercati internazionali, sostegno in questa fase in cui ogni imprenditore è alle prese con la burocrazia che cambia, penso alla fatturazione elettronica: noi ci siamo”.


Non solo, continua anche la collaborazione tra fiere: “Padiglioni diversi, ma contigui, per conciatori, accessoristi e produttori di macchinari. Si svolge infatti dal 20 al 22 anche la Simac Tenning Tech”. La fiducia non manca: “L’imprenditore deve partire convinto di vendere, di trovare clienti. Ma il mercato, sempre più globalizzato, crea concorrenze sempre più forti: dalla Turchia all’India passando per la Cina, pelli e accessori devono difendere la propria nicchia. Le nostre risposte come accessoristi e conciatori restano lavorazione e attenzione al prodotto. Ma non basta più, da qui la ricerca di materiali nuovi, ad esempio nuove lacche per i tacchi, e continui investimenti che vadano oltre la sostenibilità, che resta comunque il focus centrale di Lineapelle, cercando di dare al cliente esattamente quello che chiede. Uno sforzo produttivo che premia le aziende più strutturate: i piccoli in questo caso soffrono, visto che servono certificazioni sempre più dettagliate che a breve saranno obbligatorie anche in Europa”.


Il ritorno da New York e Londra ha lasciato nell’incertezza molte imprese: “Le isole felici sono sempre più piccole. A livello mondiale dazi e sanzioni frenano il commercio, così come l’attuale instabilità politica di Francia e Gran Bretagna. A questo aggiungiamo la destagionalizzazione della moda che chiede anche a noi accessoristi un cambio di passo. Una strada obbligata se si vogliono intercettare i millennials. Credo che alla fine il mercato si assesterà, ma in questo momento resistere è determinante, ma senza stare fermi. Servono risorse, i bandi regionali stanno andando nella direzione giusta. Ma serve di più, come ha ribadito anche il vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico Giampietro Melchiorri: vogliamo giocare alla pari con le altre regioni manifatturiere”.

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Data pubblicazione : 19/02/2019 11:10
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • acquirente incompetente

    21-02-2019 16:38 - #3
    Io non sono un imprenditore nè un commerciante, tanto meno sono un commercialista o roba del genere... sono solo un comunissimo cittadino che ogni tanto ha la necessità di comperarsi un paio di scarpe. Ho il massimo rispetto per chi lavora e per chi crea ricchezza o beni, molto meno rispetto ho però per coloro che insistono nel pretendere che normali attività lavorative siano sempre e solo opere d' arte. Con tutto il rispetto e l' ammirazione possibile per la creatività di artigiani e "creativi" vari, un paio di scarpe ( e - ripeto - parlo con il massimo rispetto per chi fa quel tipo di lavoro e attività connesse ) rimane un paio di scarpe, non è e non può diventare una statua di Michelangelo.... anche perchè una statua d Michelangelo non serve per essere calzata e camminare.... E risparmiateci fesserie su "qualità e lavorazione del prodotto " che non bastano più...
  • Mario

    20-02-2019 19:18 - #2
    Da operatore del settore sottoscrivo il signore dell’intervento, sarei contento se a capo ci fossero persone in grado di guardare avanti allo stesso modo... Mario
  • Tantinomi

    19-02-2019 23:21 - #1
    Ed anche qui mi pare che siamo davvero lontani dalle soluzioni. Intanto l’analisi è davvero insufficiente; ma quando mai la qualità non è stata un pre requisito fondamentale per vendere...E’ un trito e ritrito di vecchie parole su paradigmi che non funzionano più. Ma non funzionano perché non esistono, non per altro. Vorrei sentire parole innovazione in una presidente, ricerca, prodotti che abbiano un’etica che seguano direttive ambientali. Probabilmente la signora avrà sicuramente un proprio mercato ma é cieca su tutto il sistema ed il territorio. Riguardo il sistema Confindustria dovrebbe lavorare su aggregaziomi e la,gestione di queste. Faccio un esempio così anche il presidente può comprendere: se i suolifici si ammazzano per pochi centesimi questi ben presto scompariranno. Se Confindustria provasse amcreare una governance condivisa ciò probabilmente potrebbe tutelarli. E poi, fondamentale il distretto, non le singole entità Sara...lei rappresenta una seppur esigua rappresentanza con un proprio profit&loss. Sarebbe molto utile se lei e gli altri apicali di confindustri confartigiani confaltrecose, faceste una settimana in Trentino ma non per sciare ma per studiare come si fa una rete di imprese con tutti (non solo lei) a combattere per il benessere altrui. Buon lavoro...
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