Frammenti di storia canarina
Quando il Settore Giovanile era una fucina di talenti. La storia di Mister “Peo”, al secolo Gianpiero Franchellucci: la fortuna di una “cantera” che a fine anni '80 era già disposta a zona

Un'iniziativa pretenziosa, la nostra. Perché vuole arrivare a toccarvi il cuore ed a risvegliare ricordi indelebili che mai dovremo permettere che cadano nel dimenticatoio. Nel tempo, tante e tali sono le emozioni che la maglia gialloblù ci ha regalato che ci è sembrato doveroso andarle a rispolverare e, di conseguenza, riproporvele a qualche annetto di distanza. Perché ricordare quel che è stato non è “culto delle ceneri”, ma “custodia del fuoco”. Scriveremo di un'attualità calcistica sempre ancorata alla memoria, di grandi tecnici, giocatori e delle loro imprese, di aneddoti ancora da raccontare, attraverso documenti spesso inediti e testimonianze esclusive. Racconteremo, appunto, la storia dei protagonisti della nostra squadra del cuore – puntata n. 33

Quando il Settore Giovanile era una fucina di talenti. La storia di Mister “Peo”, al secolo Gianpiero Franchellucci: la fortuna di una “cantera” che a fine anni '80 era già disposta a zona

Per qualsiasi società di calcio, dalle più abbienti ai club delle categorie inferiori, formare e valorizzare i propri giovani è di fondamentale importanza. Investire su di loro, mettendo a disposizione strutture e tecnici qualificati, avendo obiettivi ben definiti che sfocino nel promuovere il maggior numero possibile di ragazzi in prima squadra. Un lavoro non di poco conto, da concepire sulla lunga scadenza e che quasi mai garantisce quei risultati che si vedranno mediamente solo dopo tre/cinque anni. In questo entusiasmante ed oneroso al tempo stesso percorso, durante il quale il risultato viene messo in subordine alla crescita dei singoli ragazzi, gli allenatori ricoprono un ruolo fondamentale. Prendete il fermano d.o.c. Gianpiero Franchellucci, per i canterani canarini del tempo “Mister Peo”. Capace di insegnare la zona ai suoi ragazzi quando in Italia a farla era solamente Nils Liedholm (ricordate il famoso “schema Peo”?) e di arrivare ad un passo dalla guida di quella ambiziosa Fermana targata Mistretta/Belleggia/Lauri. Dodici suoi “adepti” arrivarono in 1^ Squadra e 3 di loro (Bonvecchi, Pierangelini ed il portiere Massi) si meritarono la convocazione in Nazionale Under 17, allenata prima da Aldo Bet e poi da Lionello Manfredonia, per disputare un Torneo Internazionale in Svezia. In questa lunga intervista, il tecnico fermano ripercorre la sua storia calcistica.

 

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Approdo al Settore Giovanile della Fermana Calcio 1920 per volontà dell'allora Responsabile, Carlo Paolini – Gianpiero Franchellucci sfoglia il suo personale libro dei ricordi – Correva l'anno 1988/1989 e mi affidarono la formazione Allievi. Fu l'anno della ricostruzione del Settore Giovanile. Paolini stesso ed Alberto Cerretani, ricominciarono un discorso interrotto qualche stagione prima. Prima del sottoscritto, le basi le aveva gettate Elvio Matè, già Responsabile del Settore Giovanile al Padova. Tornando a me, al tempo allenavo il B.go Rosselli e la Polisportiva Mandolesi. Venni scelto e mi affidarono un bel parco giocatori che, di anno in anno, veniva integrato da 2 o 3 elementi scelti e selezionati. Vincemmo subito il campionato Provinciale e l'anno dopo approdammo nei regionali, giungendo terzi. Successivamente, si decise di insistere su questa squadra, rinforzandola con gli innesti di validissimi elementi tra i quali Gino “Ginolà” Clementi (premiato come miglior giocatore Allievi del Torino) che poi approdò in 1^ Squadra. Ma anche Pierangelini, Bonvecchi, Rocchi: tutti finiti in Nazionale Under 17 che, al tempo, era allenata da Aldo Bet”.

 

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Annate stupende, esperienze memorabili e successi a iosa.

Verissimo. Paolo Belleggia, che nel mondo del calcio fermano era e resta un vero signore, mi incaricava anche di accompagnare questi giovani ai collegiali della “Borghesiana”. Emiliano Mascetti, già giocatore del Verona e DS di grido, ma anche Lionello Manfredonia: non avevano occhi che per questi 4 ragazzi della Fermana. Disputammo amichevoli con pari età di società di massima divisione (Lazio, finì 3 a 3), ricevendo complimenti da tutti. Nel 1990/1991, sebbene vice di Rossi alla 1^ Squadra, e nella stagione 1991/1992 alleno la formazione Juniores Nazionale costruita con tantissimi miei ex Allievi, più i soliti tre innesti stagionali selezionati durante la stagione. Arriviamo rispettivamente quarti e secondi dietro alla “Renato Curi” Pescara che, tra i suoi giocatori, aveva Oddo, il poi canarino Direnzo, il portiere D'Insacco, Aloisi...eppure a Fermo li battemmo di misura, grazie ad una rete in apertura di Cudini. Campionato che si decise proprio nello scontro diretto a Pescara, aperto dall'espulsione di Clementi. Poi gara pari e, sebbene in 10, alla fine cediamo solo 3 a 2. Avevo una squadra fantastica, che soprattutto l'anno prima veniva puntualmente “saccheggiata” da Mario Vivani, al tempo tecnico della prima squadra. Dall''88 al '92: 4 anni stupendi”.

 

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Come veniva concepito il lavoro quotidiano?

In pochi, facevamo tutto. Io, Giorgio Benni, Luciano Fedeli, gli accompagnatori Aria padre e Franco Lucci, poi Vincenzo Mora..., Edy Polimanti come Preparatore dei Portieri, mentre il Preparatore Atletico era un ragazzo, Diplomato Isef, di S. Elpidio a Mare: tutti per uno ed uno per tutti. Allenarsi sul manto erboso del “B. Recchioni” era un'impresa, con il compianto Giuliano Ferroni che giustamente ce lo negava di volta in volta. Nostro “quartier generale” divenne il campo bianco di Lido di Fermo, dove svolgevamo le sedute collegiali. Anni difficili, a livello organizzativo: eppure, vennero fuori i vari Paci, Giandomenico, Vallasciani...quanti problemi per portarmeli con la Juniores, sebbene da sotto età. Alla fine, la sbloccai grazie all'intervento di Paolo Belleggia in persona. Li convocai e giocarono a Penne, Pineto, Sulmona ed in casa contro Giulianova: non prendevamo un gol nemmeno per scommessa. Lattanzi ed Aria sulle fasce, Paci e Tomarelli in mezzo...che difesa, che squadra! A fine stagione, Paci e Giandomenico andarono al Perugia, poi di lì alla Juventus. Vallasciani all'Ascoli. C'era grande comunione di intenti e voglia di crescere: quella era la nostra forza. Ed anche un'altra: mai nessun genitore ha avuto nulla a da ridire. Mai. Anzi: capitava che bomberini, t-shirt, tute e mute di maglie venissero fuori da collette fatte proprio da allenatori e genitori”.

 

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A livello tattico, che stagioni erano?

Giocavamo a zona, col centrocampista che in fase passiva si abbassava sulla linea dei difensori, già da due anni prima. Montanini difensore centrale, Borraccini dietro...4/4/2 subito sposato dai ragazzi. Tomarelli, abituato a giocare in marcatura asfissiante, si adattò. Adottavamo lo “schema Peo”, che consisteva nell'applicare costantemente la tattica del fuorigioco. Un difensore incaricato, urlando il mio nomignolo, faceva salire i componenti della difesa all'unisono. Morale della favola: spessissimo, gli avversari cadevano nella rete del fuorigioco. Giocavamo bene, possesso palla costante, alle nostre gare tanto pubblico sugli spalti. Ed alla fine, la chiamata arrivò”.

 

Però?

Succede che vengo convocato i sede da Lauri, Mistretta e Belleggia: “E' ora che prendi la prima squadra”. Un fermano alla guida della Fermana, mi suonava – non so perchè - non bene. Fra l'altro, avrei dovuto avere una sorta di supervisore, che rispondeva al nome di Feliciano Orazi, uno che non aveva certo bisogno di presentazioni. Ero poco più di un ragazzo e non me la sentii”.

 

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Comunque, la sua avventura in 1^ squadra la vive ugualmente.

Un giorno venni convocato da Paolo Belleggia, che mi informò sulla sua volontà di esonerare il tecnico della 1^ Squadra di allora, che non stava andando di certo bene, e per avvicendarlo la sua decisione cadde sul monzese Renzo Rossi (che della Fermana era già stato apprezzato attaccante, ndr). Fece piazza pulita: dagli aspetti tattici, alla parte atletica, curava tutto in prima persona. Alla Società comunicò che accanto a se voleva una sola figura: “Io non voglio relazionare con nessuno”, furono le sue parole. A fungere da suo secondo, venni designato io: “Parla con Peo”, comandò Belleggia. Severissimo con la squadra, strappargli un sorriso era un'impresa, Rossi era un tecnico che non aveva e non voleva amicizie e dava del “lei” ai giocatori. Portò Piacentini ed altri buoni giocatori e la squadra si risollevò. Poi accusò un fisiologico calo e venne contestato, salvo poi ingranare nuovamente la marcia e sfiorare la vittoria del campionato che fu appannaggio del Sulmona (alla fine, Fermana staccata di 2 lunghezze). Era il 1990/1991 ed il DS era D'Amario. Periodo calcisticamente stupendo, ma di grande sacrificio per la mia famiglia. La quasi totalità del mio tempo libero infatti, veniva assorbita dalla Fermana: tieni presente che, oltre ad essere Vice Allenatore della 1^ Squadra, allenavo la Juniores. Per farti capire bene come era Rossi, ti racconto questo aneddoto. Un giorno, mi chiede il Calendario gare della Juniores. Eravamo inseriti nel Girone che comprendeva squadre emiliane, toscane ed umbre. Il Sabato mattino, quando eravamo di partenza per andare in trasferta, lui si presentava puntualissimo e veniva con noi per vedere la partita. La Domenica poi, voleva che io fossi lì al suo fianco: mi confidava l'11 che avrebbe mandato in campo, che soppesava con grande meticolosità e pignoleria. Adolfo Cichella la sua “vittima” preferita. In ogni caso, sotto l'aspetto tattico era preparatissimo e da lui ho appreso molto. Da buon ex attaccante era offensivista per natura e sovente la sua Fermana giocava con Protti, Bartolini e Paolucci contemporaneamente. Squadra fortissima: il Sulmona, primo in classifica ed imbattuto da tempo immemore, al "B. Recchioni" ne beccò 3 (a 1) senza capirci nulla. Buon per loro che alla fine del torneo mancavano solo 3 partite e riuscirono a mantenere quel risicatissimo margine che consentì agli abruzzesi di vincere il campionato”.

 

 

ELENCO CALCIATORI PROMOSSI IN 1^ SQUADRA ED AZZURRI UNDER 17:

TOMARELLI, SILLA, LATTANZI, TIMI, CLEMENTI, BONVECCHI (Nazionale Under 17), PIERANGELINI (Nazionale Under 17), MASSI (Nazionale Under 17), ARIA, MIRCOLI, NATALI, ROCCHI.

 

VAIPEO

 

 

 

 

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Data pubblicazione : 14/11/2018 16:08
Scritto da : Redazione Sport
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