Istruzione
I primi 50 anni dell'Ipsia di Fermo. Nel weekend le celebrazioni per questo importante anniversario

L'Ipsia “Ostilio Ricci” di Fermo si appresta a celebrare un compleanno prestigioso. Nato nel 1967, l'istituto attualmente diretto da Stefania Scatasta compie mezzo secolo di vita, un anniversario importante da festeggiare adeguatamente per una scuola che nel corso di questi 50 anni ha saputo costantemente evolversi all'interno del proprio territorio di riferimento.

I primi 50 anni dell'Ipsia di Fermo. Nel weekend le celebrazioni per questo importante anniversario

“Questo è davvero un compleanno importante – conferma la Preside Scatasta -. Speriamo che il nostro istituto possa continuare a svolgere concretamente e seriamente il suo ruolo nel tessuto sociale di questo territorio, sempre tenendo bene in mente l'importanza della condivisione con gli altri e della contaminazione di idee”.

I festeggiamenti inizieranno sabato mattina alle ore 10 con l'intitolazione del piazzale antistante la scuola a Federico Ventola, il primo preside dell'istituto, colui che si spese per la sua autonomia rispetto all'Iti Montani. Alle 10:30 Carlo Pagliacci presenterà poi il suo volume, realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, che ripercorre la storia della scuola; un libro che, come spiega la Scatasta, “ci consentirà di rendere noto a tutti come l'istituto sia stato presente nel territorio e quali siano il suo impegno e la sua proiezione verso il futuro”.

“L'Ipsia è una scuola che vive sì di formazione ed educazione, ma anche di condivisione e sperimentazione – spiega Pagliacci -. La mia ricerca nasce in un anno particolare, il 1967, il che mi ha spinto a cercare di capire come fosse Fermo in quegli anni. E' un percorso che cerca di descrivere in modo anche emozionante la scuola, guardando al di là della “semplice” attività di docenza. Quelli delle superiori sono cinque anni che toccano profondamente i ragazzi, quelli in cui si passa dall'età adolescenziale a quella matura, Il libro è un pezzo del racconto di questa bellissima storia, con immagini fotografiche di Marilena Imbrescia. L'Ipsia vive la città: quella tra la scuola e Fermo è una commistione necessaria, uno scambio che va incentivato e sostenuto”.

Le celebrazioni proseguiranno poi sabato con la serata di gala al Teatro dell'Aquila a partire dalle 21, una serata che vedrà anche l'esibizione degli alunni del Conservatorio Pergolesi di Fermo, un intervento di Piero Massimo Macchini, che col suo classico stile irriverente offrirà il proprio punto di vista sulla scuola, e la consegna di un riconoscimento ad una ventina di ex studenti, selezionati a campione tra le varie specializzazioni, tra cui il cantante Daniele Incicco del gruppo “La Rua”.

Questo riconoscimento verrà consegnato dai membri dell'associazione degli ex allievi della scuola, fondata nel 2011 sotto la spinta dell'ex preside Ferracuti. Significativa la breve testimonianza del presidente dell'associazione, Giuseppe Corsi, che ha ricordato di essere stato tra i primi diplomati dell'istituto e di aver successivamente lavorato al suo interno per 20 anni come dipendente.

Gli eventi proseguiranno anche domenica pomeriggio con la festa più informale organizzata e animata direttamente dagli studenti al Le Dome di Torre San Patrizio.

La parola è poi passata al sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, che tra le altre cose ha ricordato come la nonna sia stata per decenni un'insegnante della scuola: “E' veramente un onore per noi ospitare questo anniversario – spiega il primo cittadino – questo è lo spirito con cui la città si interseca col suo grandissimo patrimonio delle scuole superiori. Dobbiamo cercare di mantenere il più possibile questa interazione, che consenta a questi ragazzi di vedere una città che li accolga”.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il vicesindaco Francesco Trasatti, che ha tenuto a ricordare in particolar modo la capacità dell'Ipsia di mantenersi sempre al passo con i tempi. “Quando mi rapporto con i dirigenti dell'Ipsia, quello che vedo è la volontà di esserci e di evolversi, una scuola che non resta mai ferma. Ai tempi in cui andavo a scuola io poteva esserci la tendenza a derubricare l'istituto professionale come una scuola di Serie B, ma da questo punto di vista è stato fatto un grande lavoro per proiettare la scuola nel futuro”.

 

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Data pubblicazione : 10/05/2017 16:42
Scritto da : Andrea Pedonesi
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