Istruzione
Fermo. Domenica 21 l'ITET "Carducci Galilei" apre le porte ai futuri studenti

Dopo la buona riuscita dell’iniziativa “Scuola aperta” dello scorso sabato 13 gennaio, l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Carducci-Galilei” di Fermo torna ad aprire le proprie porte per far conoscere la propria offerta formativa. 

Fermo. Domenica 21 l'ITET

Il terzo e penultimo appuntamento è fissato per domenica 21 gennaio alle ore 15.30 e si presenta come una nuova ed importante occasione da non perdere per gli alunni della Scuola Secondaria di primo grado e per le loro famiglie che desiderano conoscere la qualità dell’ITET di Fermo.

Oltre alla visita ai locali dell’Istituto della sede centrale e della sede Geometri, i ragazzi potranno conoscere le discipline che caratterizzano l’offerta formativa dell’Istituto attraverso la partecipazione ad attività laboratoriali di grande interesse: economia, discipline turistiche, diritto, lingue straniere, cinese, informatica, topografia, costruzioni, disegno tecnico.

Non mancheranno momenti di intrattenimento che renderanno ancora più gradevole l’accoglienza presso le due sedi dell’ITET: a caratterizzare questa seconda apertura sarà “Econopoly”, il gioco col quale scoprire e conoscere la scuola e le sue discipline. L'evento sarà anche occasione per la presentazione dell'innovativo ed importante corso di "Grafica e comunicazione", che si pone come un indirizzo di indubbio interesse nel quadro occupazionale attuale e che sarà a disposizione degli studenti a partire dalle iscrizioni di gennaio.

Le iscrizioni per l’anno 2018/2019 saranno aperte on line fino al 6 febbraio, dalle 08.00 alle 20.00. Per chi ne avesse necessità, la scuola fornirà anche domenica stessa, 21 gennaio, un servizio di supporto presso la sede centrale di Viale Trento tramite uno sportello di assistenza dove poter trovare il personale della segreteria didattica pronto ad affiancare quanti vorranno per la compilazione del modulo online. Lo stesso sportello rimarrà aperto anche tutti i giorni alle ore 10.00 alle ore 13.30; il pomeriggio su appuntamento.

L’ultima data di “Scuola aperta” è prevista per il 4 febbraio. Un’occasione importante, quella della “Scuola Aperta”, per toccare con mano le numerose proposte ed iniziative dell’Istituto che ancora una volta si presenta come una scuola di alto livello soprattutto nelle materie di studio più vicine alle richieste del mondo del lavoro e della futura scelta universitaria dei giovani (lingue straniere, economia, diritto, finanza, marketing …) preparando questi ultimi con serietà e competenza ad affrontare le sfide che il futuro riserverà loro.

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Data pubblicazione : 19/01/2018 11:56
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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