Istruzione
Fotografia, incisione, teatro, cucina e molto altro: grande successo per la Settimana della creatività all'ISC "Da Vinci - Ungaretti"

Si è svolta nei giorni scorsi la settimana della creatività nella scuola secondaria di I grado, nei plessi primaria di Molini di Tenna, Monaldi, Ponte Ete, Salvano dell’Istituto Comprensivo Da Vinci-Ungaretti.

Fotografia, incisione, teatro, cucina e molto altro: grande successo per la Settimana della creatività all'ISC

Si è lasciata da parte l’organizzazione curricolare per discipline e si è definito un orario per laboratori di due ore e mezzo ciascuno, corrispondente alle cinque ore mattutine.

Perché questa modalità diversa di lavorare? Che tipo di insegnamento si è svolto? I docenti e gli alunni che ruolo hanno avuto?

Dice la Dirigente Corallini che si sono attivati percorsi esperienziali che hanno unito manualità, espressività, corporeità, linguaggi digitali, verbali, non verbali, con l’obiettivo di aiutare i bambini ed i ragazzi ad entrare in contatto con la bellezza del mondo, a scoprire se stessi e il proprio potenziale, per essere guidati a coltivare la propria unicità e a scoprire che ci sono attività ricche di opportunità per conoscersi e conoscere la realtà varia, variegata e poliedrica.

Lo spirito dei laboratori messi in atto dai docenti, che hanno dovuto scoprire in se stessi quali talenti possiedono, per ri-elaborarli con gli studenti, ha come obiettivo principale quello di far sperimentare direttamente ai ragazzi le tecniche di artigiani e di artisti che costruiscono opere di falegnameria, di origami, di segnalibri e bigliettini; fanno musica al pc, fotografia musicale, incisione, litografia; si esprimono attraverso il mimo, il teatro, la pizzica salentina; si destreggiano nel gioco degli scacchi, nell’arrampicata, nei giochi tradizionali; si cimentano ad essere tamburini e sbandieratori.

Essere giornalisti, cuochi, costruire il sistema solare, i percorsi immaginativi, conoscere gli animali sono state attività che hanno suscitato vero interesse. La concentrazione, l’operatività e l’impegno hanno reso gli ambienti e le relazioni altamente positivi. Tutte le scuole secondarie di II grado di Fermo hanno ospitato gli alunni e le alunne mettendo a disposizione i propri laboratori per far scoprire agli studenti la specificità di ognuna e farli operare concretamente.

La scuola Da Vinci ha la naturale propensione all’innovazione e fa sì che i ragazzi e le ragazze che sono il presente ed il futuro di un vivere civile, in cui l’inclusione resta al primo posto dei valori fondanti, siamo protagonisti sperimentatori di attività coinvolgenti, orientanti , arricchenti, motivanti, in cui la curiosità, la progettazione, la ricerca, l’analisi, la sintesi e la valutazione siano promotrici di compiti di realtà per l’apprendimento efficace.

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Data pubblicazione : 14/02/2018 14:35
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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