Istruzione
Un'alternanza scuola lavoro "diversamente educativa": l'esperienza dei ragazzi del Liceo Economico Sociale Caro presso la fattoria sociale di Montepacini

“E' stata un’esperienza formativa diversa quella che abbiamo deciso di intraprendere presso la fattoria sociale di Montepacini, punto di incontro di più realtà: richiedenti asilo, giovani-adulti disabili e soggetti svantaggiati”.

Un'alternanza scuola lavoro

I ragazzi del 4D Liceo Economico Sociale "A. Caro" di Fermo hanno deciso quest'anno di fare alternanza, nella settimana dal 19 al 23 febbraio, presso la Fattoria Sociale di Montepacini.

La scelta è nata all'interno del progetto "Ager" che la scuola ha pensato ed organizzato insieme alla Fattoria Sociale di Montepacini, in collaborazione con la cooperativa sociale La Talea, il Centro Socio Educativo, il Soccer Dream e con il Comune di Fermo, proprietario del terreno e delle case nella nuova sede a Molini di Tenna e che ha messo anche a disposizione gratuitamente il trasporto dei ragazzi per tutti i giorni di alternanza.

Le finalità previste sono proprie di un indirizzo come quello Economico sociale, aperto ad una lettura trasversale e complessa del mondo: saper osservare e raccontare le attività e le "storie" delle persone disabili o svantaggiate, comprendere e saper affrontare in maniera consapevole le dinamiche proprie della realtà sociale della Fattoria, padroneggiando i metodi della ricerca economico-sociale e psicologica, conoscere il mondo delle cooperative sociali, fruire in modo consapevole dei mezzi espressivi e comunicativi dell'odierna tecnologia informatica per la creazione di un sito dove pubblicizzare e vendere prodotti, educarsi ed educare ad una alimentazione sana. Entro questo orizzonte si sono svolte le cinque giornate di alternanza.


Il primo incontro ha visto come relatore il giornalista Andrea Braconi, che si è concentrato sul tema della discriminazione nella comunicazione 2.0: nel 2018 ci sono ancora discriminazioni di ogni genere e tipo, che diventano sempre più virali grazie ad un cattivo utilizzo dei social network, uno fra tutti Facebook. Attraverso alcuni “gruppi”, al cui interno a volte si contano anche migliaia di utenti, si condividono notizie, spesso false, con lo scopo di mostrare ciò che si vuole e non ciò che si deve. Scegliere, nella consapevolezza che c'è un'alternativa tra l'ignoranza e la conoscenza, tra la possibilità del bene e quella del male, è il messaggio che è arrivato.


E’ stata poi la volta del maestro Marco Moschini il quale, partendo dall’assunto che “dobbiamo aiutare i bambini a valorizzare i diversi, a cogliere nella diversità elementi di valore e di importanza che normalmente non vengono visti, rieducando il nostro sguardo”, ha mostrato ai ragazzi come poter fare attraverso un percorso pratico-educativo. Riflettendo sugli "scarti" e donandogli un valore aggiunto, una bottiglia di plastica diventa un razzo, un vasetto di yogurt un piccolo canestro, una foglia una barca, e ancora... uno scarabocchio un quadro, una linea il contorno di un disegno che sarà, una parola una metafora. Trasferire da una dimensione all'altra, da sé ad un altro, non escludendo nulla, non buttando via nulla come inutile e brutto, ma prestando attenzione, interesse per ciò che si nasconde potenzialmente in ogni cosa e quindi in ogni persona. Ciò che differenzia uno scarto da un oggetto pregiato è solo il modo in cui lo si guarda e così "ciò che un bambino “diverso” o immigrato pensa di sé dipende soprattutto da ciò che legge negli occhi degli altri”.


Marco Marchetti, Andrea Borraccini e Giuseppe Marconi hanno illustrato come un progetto di agricoltura sociale possa diventare strumento di inclusione delle persone disabili e svantaggiate in collaborazione con i genitori, i volontari e le associazioni del territorio. Musa Darboe, un 22enne proveniente dal Gambia, da alcuni anni in Italia, ha raccontato il "viaggio" e la sua storia di integrazione, iniziata proprio come aiutante nella fattoria di Montepacini e ora come giocatore di punta del Soccer Dream. Gli educatori del Centro, Francesca Bernabucci e Cristiano Lucini, e tutti i collaboratori della Fattoria sociale hanno poi accompagnato i ragazzi del Liceo A. Caro nella relazione e nella condivisione delle attività con i ragazzi e le ragazze disabili di Montepacini: la cucina, l'orto, la terra. Ed è stata sicuramente questa l'esperienza più viva per gli studenti del Les: "Abbiamo collaborato, abbiamo "coltivato" rapporti di semplicità e di affetto, abbiamo giocato, suonato, lavorato, passato tempo con i ragazzi, abbiamo accompagnato i loro gesti e i loro sguardi nei vari laboratori. Abbiamo imparato a guardare con i loro occhi pieni di entusiasmo e di amore gratuito. E sono stati loro alla fine a cambiarci: sono stati i ragazzi i veri e propri educatori del nostro cuore.”
Gli spunti di riflessione al termine della settimana di alternanza scuola-lavoro sono stati molteplici e, seppur non esaustivi della complessità sociale nella quale i ragazzi vivono, tuttavia hanno stimolato un confronto costruttivo, una possibilità nuova di mettere a "frutto" sensibilità e talenti.
Perché quello che l'esperienza dei ragazzi del 4D del Liceo Economico Sociale di Fermo ha dimostrato è che l'alternanza scuola lavoro può essere un'occasione "diversa" di crescita, quando si innesta in un terreno ("ager") ampio di riflessione, quando traduce in pratica competenze specifiche della scuola, quando offre valori e scenari di relazione con gli altri, quando dimostra la dignità del lavoro, quando fa crescere i ragazzi nella scoperta di se stessi e del mondo che li circonda.

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Data pubblicazione : 08/03/2018 09:10
Scritto da : Redazione
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