Istruzione
“Biologia con curvatura Biomedica”. Al TCO di Fermo il progetto indirizzato agli studenti messo in campo insieme all’Ordine dei Medici

“Scuola e territorio si incontrano per formalizzare un percorso autorizzato dal MIUR, all’interno del quale il Liceo Scientifico è stato selezionato, attraverso un avviso pubblico del 15 giugno 2018, per il progetto “Biologia con curvatura Biomedica”, un percorso nazionale e unico nel suo genere che coinvolge, per la Regione Marche, altri due Licei Scientifici, uno a Macerata e uno a Pesaro e Urbino” sono state le parole della Dirigente del TCO di Fermo Marzia Ripari nel presentare, questa mattina, il progetto “Biologia con curvatura Biomedica” .

“Biologia con curvatura Biomedica”. Al TCO di Fermo il progetto indirizzato agli studenti messo in campo insieme all’Ordine dei Medici

“Un lavoro nato nel 2017 e che prevede la collaborazione con il Liceo Da Vinci, scuola capofila, di Reggio Calabria – ha spiegato la Dirigente. L’aspetto più innovativo è la collaborazione del TCO con l’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Fermo, che svolge un ruolo fondamentale”. Il progetto infatti si svilupperà a partire dal 2018 per i prossimi tre anni con l’obiettivo di orientare i ragazzi alla scelta della Facoltà medica ma soprattutto far acquisire loro consapevolezza nel caso in cui ci fosse una particolate propensione per la Facoltà.

La Professoressa Ripari ha infine ringraziato l’Amministrazione di Fermo “per la presenza sempre garantita nel mondo della scuola. L’offerta formativa dell’Istituto rappresenta il territorio stesso e ciò che facciamo ogni giorno lo facciamo per i giovani e per dare loro un futuro migliore.”

Il primo cittadino di Fermo, Paolo Calcinaro, ha riconfermato il grande impegno che l’Amministrazione si è assunta con le realtà scolastiche del territorio. “Quello che vi dà il Liceo Scientifico, oltre alla preparazione didattica, è un’apertura mentale a 360 gradi su ciò che vi aspetterà dopo.”

Calcinaro ha poi evidenziato la partecipazione da parte dell’Ordine dei Medici al progetto: “la Dottoressa Calcagni rappresenta non solo la categoria ma l’intero territorio. Anche la mancanza di medici oggi in molte specializzazioni, vi dimostra che c’è la possibilità per un impiego di responsabilità e gratificante. State decidendo del vostro futuro e non è poco: per questo sono molto soddisfatto delle possibilità che questo progetto vi sta offrendo.”

 

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Il vice Sindaco Francesco Trasatti si è detto “stupito delle nostre scuole per la loro capacità di creare legami con il territorio, una rete plasmata in grado di lavorare con una prospettiva su progetti di alto profilo: la stessa presenza della facoltà di scienze infermieristiche a Fermo conferma questo legame.”

“Il fatto di attivare percorsi altamente professionali e di qualità e di lavorare con progettualità di livello, dimostra che queste non sono solo prerogative dei grandi centri ma anche della nostra Città: anche Fermo è in grado di proporre lavori di qualità e spero che per i ragazzi questo sia un trampolino di lancio per un percorso di studi all’estero. Partire da qui con una grande forza per sfidare ancora di più sé stessi” l’augurio di Trasatti agli studenti.

“Abbiamo aderito a questo progetto nazionale perché crediamo molto nel nostro territorio e lavoriamo molto per portare avanti tutto ciò che è nelle nostre possibilità – ha commentato il Presidente dell’Ordine Anna Maria Calcagni -. La finalità del corso è quella di far capire ai ragazzi se è vero che vogliono fare i medici, se l’ambizione è quella giusta e in seguito cercare di prepararli meglio possibile per il test d’ingresso.”

“Se si imbocca una strada sbagliata, si ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro – ha osservato la Calcagni -. La strada della medicina è difficile e una forte componente è data dalla vocazione. L’anno scorso, dei 70 mila ragazzi che hanno passato il test, 20 mila si sono persi e non sono andati avanti, un numero che andrebbe risparmiato sia per le delusioni sia per gli anni di studio che vanno vanificati.”

Parlando a nome dell’Ordine, la Calcagni ha espresso la “contrarietà riguardo all’abolizione del numero chiuso ma certamente c’è bisogno di fare dei test diversi da quelli che si fanno oggi che, a mio parere, non sono idonei alla loro finalità: selezionare i ragazzi per la Facoltà di Medicina.”“Quando ho ricevuto la proposta, con entusiasmo ho dato l’adesione come Ordine dei Medici al progetto e per questo voglio ringraziare tutti i professionisti che si sono messi a disposizione a titolo gratuito: il Dottor Tolmino Rossi, il Dottor Fabrizio Zecchini, il Dottor Sergio Maria Brunamontini, la Dottoressa Monica Cancrini e il Dottor Alessandro Marziali – ha concluso la Presidente, rivolgendosi poi ai ragazzi -: questa è una grande occasione per voi perché può farvi curriculum e può favorire il vostro accesso alla Facoltà di Medicina.”

 

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Bernardino Scialè, referente d’Istituto del progetto e rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico insieme ai docenti Anna Rita Cesari e Filippo Pistolesi, ha illustrato nel dettaglio il progetto, che è finalizzato al potenziamento e all’orientamento sulla scelta delle professioni sanitarie. “Un modello innovativo di formazione basato sulla sinergia tra scuola e risorse professionali del territorio – ha proseguito Scialè -. Le finalità? Valutare le attitudini degli studenti, fare una scelta consapevole, appassionare gli allievi allo studio della medicina, dare delle strutture solide alle competenze scientifiche e facilitare il superamento dei test di ammissione; il tutto attraverso attività in aula ed esperienze sul campo.”

Il lavoro del triennio si snoderà per 150 ore, 50 per ogni anno: 20 con i docenti, 20 con gli esperti medici e 10 ore di attività laboratoriali presso le strutture sanitarie. Le ore saranno suddivise per quattro nuclei tematici, uno per ogni bimestre. 4 lezioni con i docenti sull’anatomia e la fisiologia, 4 lezioni con i medici sulle patologie e poi il test di verifica finale. I nuclei tematici scelti quest’anno dal Ministero sono l’apparato tegumentario, l’apparato muscolo-scheletrico, il tessuto sanguigno e il sistema linfatico e l’apparato cardiovascolare.

“Il corso è molto interessante perché ho scelto per il mio futuro un indirizzo legato alla Medicina – le parole di Greta, una dei 31 studenti che potranno beneficiare del progetto -. Oltre alle lezioni teoriche, che sono molto interessanti, le lezioni pratiche con i dottori mi hanno fatto rendere conto dell’attività sul campo.”

 

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