Istruzione
Ex allievi del Montani, domani l'assemblea per il rinnovo del consiglio direttivo: dopo sei anni finisce l'era di Stefano Luzi

Si svolgerà domani mattina l'assemblea per il rinnovo del Consiglio direttivo dell'Associazione degli ex allievi dell'Iti Montani di Fermo, che segnerà la fine dell'era di Stefano Luzi.

Ex allievi del Montani, domani l'assemblea per il rinnovo del consiglio direttivo: dopo sei anni finisce l'era di Stefano Luzi

Dopo due mandati da presidente, infatti, il titolare della Tre Elle farà un passo indietro: “E' giusto che ci sia un ricambio e che entrino persone e idee nuove – commenta – ma rimarrò comunque nel direttivo perché è opportuno che ci sia un collegamento tra quello nuovo e quello vecchio. Il mio appoggio dunque continuerà: d'altronde il Montani o ce l'hai nel cuore o no”.

 

Sei anni di presidenza, quelli di Luzi, che si chiudono in un momento molto particolare della storia dell'istituto. A maggio, infatti, il crollo di una parte del tetto della sede del triennio ha rappresentato una ferita ancora adesso non rimarginata, come testimoniato dal recente sequestro preventivo della struttura disposto dal Gip presso il Tribunale di Fermo, che ha determinato una situazione di difficoltà a livello di aule per denunciare la quale martedì sono scesi in strada ragazzi e insegnanti: al centro delle loro rivendicazioni, oltre alla richiesta di poter svolgere le lezioni in edifici sicuri, la necessità di riavere al più presto i laboratori per poter condurre una didattica adeguata.

 

“Non entro nel merito della questione perché sono convinto che la magistratura debba fare il proprio corso – commenta Luzi – ma rivolgo un plauso agli studenti che l'altro giorno hanno manifestato senza violenze e senza creare disordini. Le loro rivendicazioni sono più che giuste. I ragazzi che scelgono una scuola tecnica come il Montani lo fanno innanzitutto per i laboratori, che significano saper fare: non metterli a loro disposizione è il danno più grande che possiamo fargli”.

Per questo motivo l'appello di Luzi è molto chiaro: “A prescindere dalle responsabilità, che chiaramente vengono da lontano, l'appello a chi di dovere è di velocizzare il più possibile le procedure per permettere il ripristino di una didattica completa ed effettuare le manutenzioni che occorrono. Il Montani non è una scuola, ma un museo a cielo aperto che merita maggior rispetto da parte di tutti”.

 

Al di là di questo finale intriso di preoccupazione, i sei anni di Luzi alla guida dell'associazione sono stati largamente positivi e contraddistini da tanti momenti da ricordare, su tutti la festa per i 160 anni dell'istituto alla presenza dell'allora Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e il Premio Volare come Marchigiani dell'anno nel 2015.

Ciò che Luzi ricorderà con più piacere della sua presidenza sono però i raduni degli allievi: “Sono la parte più bella perché ti permettono di incontrare e conoscere persone dall'alto spessore e con vite professionali importanti – spiega – che raccontano storie e aneddoti relativi a un'esperienza, quella vissuta al Montani, che li ha formati e ha rappresentato per loro una vera ricchezza”.

Uno su tutti, invece, il rammarico, quello relativo al GI-Lab, volto a costruire un luogo privilegiato dove sollecitare negli studenti la passione per l'innovazione, la ricerca, l'ideazione e lo studio: “Avevamo proposto che alcune delle persone che hanno ricevuto tanto da parte d questo istituto donassero l'equivalente di circa un metro quadro (3-3500 euro) con l'obiettivo di raggiungere un numero di quote tale da coprire la spesa per rifare dei laboratori innovativi – ricorda Luzi -. D'altronde, perché doverli andare a cercare fuori e non poterli invece trovare in una Regione manifatturiera come questa?”

Un progetto che non ha ancora visto la luce e che Luzi, fortemente convinto della sua importanza, lascia in eredità al prossimo direttivo.

 

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Data pubblicazione : 15/12/2018 13:33
Scritto da : Andrea Pedonesi
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