Lavoro
Unioncamere. Parte dalle Marche la nuova cooperazione internazionale allo sviluppo

Parte nelle Marche la nuova Cooperazione internazionale allo sviluppo. Si terrà infatti ad Ancona la presentazione della nuova legge e degli strumenti finanziari previsti per finanziare i progetti di cooperazione internazionale. L’iniziativa, organizzata da Unioncamere Marche, avrà luogo martedì 3 novembre 2015 alle ore 15,30 alla Camera di Commercio di Ancona, Sala Stracca (piano terra), Piazza XXIV Maggio 1. 

Unioncamere. Parte dalle Marche la nuova cooperazione internazionale allo sviluppo

Sarà il responsabile di Unioncamere nazionale dei servizi per l’internazionalizzazione Fabio Pizzino ad introdurre i lavori. Maria Grazia Rando, rappresentante del ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale illustrerà gli indirizzi della nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo, gli strumenti finanziari previsti e le modalità di funzionamento. Concluderà i lavori il presidente Unioncamere Marche Graziano Di Battista. Lo scorso anno nella regione sono stati approvati cinque progetti per la cooperazione allo sviluppo in Tanzania, Ghana, Namibia, Camerun e Costa D’Avorio, con un contributo di 123 mila euro dalla Regione Marche. I progetti hanno riguardato i temi della disabilità, della cittadinaza attiva per migliorare i servizi idrosanitari, dell'agroecologia e sicurezza alimentare, del rafforzamento delle capacita’ di autogestione delle risorse idriche comunitarie e della prevenzione della salute materna. La nuova legge cambia il sistema della cooperazione internazionale e coinvolge, oltre alle associazioni no profit, anche le piccole e medie imprese, gli enti locali, le Regioni, le università, le banche, le Camere di Commercio. Sono previsti snellimento delle procedure, concessioni di crediti agevolati alle imprese per la costituzione di imprese miste nei Paesi in via di sviluppo, costituzione di partenariati.
“Con la nuova legge“ afferma il presidente Unioncamere Marche Graziano Di Battista “si legano le politiche di internazionalizzazione a quelle per la cooperazione allo sviluppo. Il sistema camerale proprio perché radicato sul territorio vuole affiancare il Governo nello sforzo di far conoscere al sistema delle imprese gli strumenti finanziari a disposizione con particolari riferimento a quelli relativi agli investimenti all’estero e al microcredito. Importante anche il coinvolgimento delle comunità di migranti nelle politiche di cooperazione. Il fatto che ben 97 Paesi siano interessati da questa legge, ci induce a rafforzare il nostro impegno di assistenza alle imprese sui mercati internazionali nel quadro di uno stretto raccordo proprio con il Ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale”.
Per le imprese la nuova legge prevede un fondo di garanzia di 10 milioni di euro per 125 milioni di euro di finanziamenti. Ad essere interessate sono le imprese industriali, dell’artigianato, dell’agricoltura, della pesca, del turismo sostenibile per interventi nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre i servizi locali di pubblico interesse nei settori dell’energia, comunicazioni, acqua, trasporti, rifiuti. Infine il settore della tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali.

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Data pubblicazione : 31/10/2015 08:44
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Dalla Cina

    01-11-2015 14:13 - #2
    Potrà far ridere molti amici italiani, ma molti cinesi, inclusi anche coloro i quali vivono nelle grandi e cosmopolite città come Shanghai, non sanno che in Italia si produce l'olio. In realtà, questa leggerezza, la si potrebbe accomunare ad altre che gli italiani hanno sulla Cina! Ma come mai questa meraviglia? Come spiega il Professore di Marketing Agroalimentare della Tsinghua Uninversity, Wang Donghong, il motivo è strettamente legato ad una mancata pubblicità del prodotto italiano. "Negli ultimi anni, i cittadini cinesi stanno allargando gli orizzonti della loro cultura culinaria, motivo per il quale trovare negli scaffali dei supermercati olio di oliva, non è una rarità", ma come fa notare il professore, "se abbiamo una grande presenza di oli provenienti da Grecia e Spagna, quasi carente è la presenza dell'olio italiano". Motivo? Semplicemente una scarsa pubblicità. Come fa notare il Professor Wang "l'olio italiano è sicuramente un' eccellenza che non può non sfruttare le potenzialità del mercato cinese, ma se da un lato viene poco pubblicizzato, dall'altro questo prodotto è per lo più indirizzato verso i mercati americani ed europei, dove vi è una maggior presenza di cittadini italiani, o nati da famiglie italiane, quindi con dei consumatori collaudati che già conoscono la storia del prodotto". In conclusione, come ha sottolineato il Professor Wang "sicuramente la cultura dell'olio di oliva in Cina è in rapida crescita, ragion per la quale, l'Italia che può vantare un'eccellenza nel settore, non può farsi sfuggire questa occasione".
  • Sfroos

    31-10-2015 11:43 - #1
    non ho capito niente, cos'è che fate? se son stati approvati altri progetti negli anni passati, quali sono i risultati? perché a me non sembra che da quelle parti le cose vadano meglio, anzi...ottenete milioni di euro non si capisce come, forse li spendete in decine di progetti non si capisce come, ma non vedo miglioramenti tangibili...oppure è tutta una farsa, un modo per aggirare gli ostacoli, e allora noi dell'occidente dovremmo smetterla di sfruttare popoli e territori già martoriati in modo irreversibile...intanto le proposte di lavoro attualmente attive sul sito della provincia di fermo sono passate da 15 a 21...pochetto, datevi da fare!
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