Lavoro
Lavoro. 522 ore di CIG richieste nel mese di ottobre nelle province di Fermo ed Ascoli. I dati INPS elaborati dall’IRES CGIL Marche

Nel mese di ottobre sono state richieste ed autorizzate in provincie di Ascoli Piceno e Fermo 522mila ore di CIG: 48mila ordinaria, 16mila straordinaria, 458mila in deroga. E’ quanto emerge dai dati resi noti dall’INPS ed elaborati dall’IRES CGIL Marche. Rispetto ad ottobre 2014, le ore di CIG diminuiscono del 51% per effetto di un calo che interessa la CIG ordinaria e straordinaria; per la CIG in deroga, invece, si registra un leggero aumento (+5,7%).

Lavoro. 522 ore di CIG richieste nel mese di ottobre nelle province di Fermo ed Ascoli. I dati INPS elaborati dall’IRES CGIL Marche

Sono oltre 5,5 milioni le ore di cassa integrazione richieste e autorizzate nei primi dieci mesi 2015 (un milione di CIG ordinaria, 1,4 milioni di CIG straordinaria e 3 milioni di ore di cassa in deroga), il 33,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014.
Per le singole tipologie di cassa integrazione per i primi dieci mesi del 2015 emergono le seguenti tendenze: le ore di Cassa integrazione ordinaria diminuiscono rispetto al valore 2014 (-17,4%); aumentano, però, nel settore del mobile (+29,4%). Le ore di Cassa integrazione straordinaria diminuiscono del 46,9% rispetto ai primi dieci mesi del 2014 (meccanica, -70,1%; calzaturiero, -37,9%). Tuttavia, nei settori del mobile e della chimica si osservano incrementi importanti: per il mobile le ore di CIG straordinaria aumentano del 75,5% e per il comparto chimica si ha un +13,1%. Le ore di Cassa Integrazione in deroga diminuiscono del 30,3% per effetto di un calo che interessa tutti i principali settori; un incremento si osserva per il settore tessile (+17,4%) ed il calzaturiero(+5%).

“Rispetto a questi dati, occorre considerare due fattori e cioè l’incidenza delle nuove norme sugli ammortizzatori sociali e quella della mortalità delle aziende, che spiegano la diminuzione delle ore di cig – sottolinea Maurizio Di Cosmo, segretario Cgil Fermo -; e,comunque, rimane la debolezza del sistema industriale fermano sia in termini di fatturato e di valore aggiunto sia di occupazione. E’ necessario, dunque, avviare un tavolo di confronto territoriale con l’obiettivo di determinare politiche industriali locali”. Secondo Paola Giovannozzi, segretaria Cgil di Ascoli Piceno, “il calo della cig non significa che l’economia sia in ripresa; continua, infatti, la chiusura di molte aziende nell’Ascolano e questo conferma che c’è preoccupazione per la tenuta del territorio. Per questo, la Cgil continua a ripetere che occorre attivare un tavolo per definire gli obiettivi così da uscire da questa crisi”.

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Data pubblicazione : 23/11/2015 12:55
Scritto da : Redazione
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