Lavoro
Capacità e qualità. I tratti distintivi del distretto Fermano. Il bilancio alla chiusura di theMicam

Ultimo giorno di theMICAM in cui l'area Hospitality Distretto Calzaturiero delle Marche traccia un bilancio di questa edizione. “Gli imprenditori, con le nuove collezioni, ancora una volta si sono distinti per capacità, determinazione e per i loro prodotti di livello. Un lavoro di squadra con le istituzioni, possiamo dire che la sfida digitale è stata recepita dalle nostre aziende e prosegue”. 

Capacità e qualità. I tratti distintivi del distretto Fermano. Il bilancio alla chiusura di theMicam

Questo il commento del presidente della Camera di Commercio di Fermo Graziano Di Battista che aggiunge: “Tanto ancora si può e si deve fare. In questi giorni le immagini delle calzature del Distretto sono arrivate in ogni angolo del mondo raggiungendo oltre 300.000 visualizzazioni reali con gli scatti Instagram condivisi  ad oggi. Più di 150.000 interazioni reali tra commenti e likes. Numeri destinati a salire nei prossimi giorni e che confermano la grande visibilità  data alle nostre imprese. Un lavoro che proseguirà per tutto il mese grazie ai tanti articoli e recensioni che verranno scritte dai blogger e che di fatto rappresentano una prosecuzione del Micam e quindi della visibilità per le nostre imprese”.

Coinvolti anche quattro importanti blog e magazine online: Cosebelle magazine, Closette blog, Parisian in Rome, Dressupforarmageddon. Bloggers che scriveranno della aziende nel prossimo mese raggiungendo altro pubblico interessato e inserendo link a brand e aziende del distretto.

"Con questa quinta edizione del Marcheshoedistrict – commenta Ilaria Barbotti presidente Igers Italia –  le aziende ancora una volta hanno fatto la differenza raggiungendo con le immagini dei loro prodotti potenziali  cliente affascinati dal Made in Marche, una regione viva, volenterosa e dei prodotti di altissima qualità e pregio. Un grande grazie alle otto  blogger e instagramer Laetitia Chaillou, Flaviana Bonj, Valentina Piccini,  Giorgia Polo, Lucia Ferrazzano, Federica Lazzarini e Federica Micoli, che ci hanno accompagnato in questa due giorni all'insegna delle Marche fashion”.

Ospite della giornata di oggi nell'area hospitality il sindaco di Porto Sant'Elpidio Nazareno Franchellucci che ha commentato: “Un complimento alla presidente nazionale di Assocalzaturifici Annarita Pilotti per il lavoro che sta facendo sulle date, avvicinandosi sempre di più alla settimana della moda, già dal prossimo anno. La fiera in questi anni è cambiata e di conseguenza si è modificato l'approccio delle aziende. La presenza al Micam viene vista dai buyers mondiali come un elemento di garanzia anche nel mercato online e nei social”.

Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • tabita

    12-09-2016 21:55 - #2
    perfettamente d'accordo con te su tutto,personalmente credo anche che le figure intermedie(leggasi "capifabbrica"")siano un danno xche fanno i forti con i deboli edi solito leccano il c....o all'iprenditore,x quello che riguarda i salari quando l'azienda rispetta quello che è il ccnl sta a posto a te operaio che mandi avanti la fabbrica con le tue mani magari rodendoti il fegato se non ti sta bene quella è la porta ...nessuno ti trattiene, e tu operaio sopratuttoadesso non puoi fare altro che stare zitto e lavorare ,altrimenti ci sono 10 persone pronte a prendere il tuo posto ,(se la ditta poi non delocalizza,a quel punto tutti a casa e disoccupazione in aumento ).ma qual'è la soluzione a tutto questo?.sono d'accordo con te che serve da parte degli imprenditori un radicale cambio di mentalità (anche lodare gli operai quando se lo meritano non solo insultarli quando sbagliano) ma forse (secondo me )anche una radicale riforma previdenziale da parte dello stato potrebbe essere utile
  • ...ero al Micam e vi racconto

    10-09-2016 21:24 - #1
    Forse non eravamo al Micam, ma in un multisala e abbiamo visto film diversi. La realtà dei fatti: nei padiglioni 1 e 3, dove espongono le aziende “luxury” ovvero fascia medio-alta (in pratica la stragrande maggioranza delle aziende del ns. distretto), l’income di buyers è stato scarsissimo. Indipendentemente dal giorno, nei corridoi si poteva spesso giocare a bocce tanto erano vuoti. Giravano clienti “storici”, e, cosa da sottolineare, la maggior parte erano russi (nonostante le sanzioni e il cambio sfavorevolissimo). Meglio nei padiglioni con prodotti più economici, dove espongono principalmente spagnoli, portoghesi ecc. Le mie conclusioni, modeste, ma è pur vero che da 20 anni sto “sulla piazza”? Bene, le mie conclusioni riguardano un problema strutturale delle nostre aziende: la crisi internazionale e quella russa sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi dicono vari clienti esteri: “dagli anni ’90 noi siamo cambiati, voi avete fatto la fabbrica più grande, avete più dipendenti e i macchinoni... ma la mentalità è sempre quella”. Cioè? Consegne in ritardo, poca conoscenza del mercato internazionale e delle sue dinamiche (un cliente USA mi ha detto, facendomi involontariamente un complimento, che sono “l’unico export manager che sa cos’è il TTPI”...), prodotto “morfologicamente” cambiato: non è più quello, dove non resistono i vecchi capifabbrica, i nuovi "sanno fare" ma non c'è la stessa maestria. Non si creano professionalità: nelle nostre aziende è pieno di factotum, pochissimi stipendi tra gli impiegati assunti dall’anno 2000 in poi superano i 1500 euro (quando le stesse aziende assumono negli showroom milanesi, anzi sciourumme, gli stipendi sono sempre al di sopra dei 3000 euro e non pochi arrivano ai 10mila... eppure siamo sempre in Italia, no?) = nel fermano lavorano i fessi, sottopagati... ai colleghi milanesi si rimborsa pure la spesa del bar. Scarsa anzi scarsissima la motivazione dei dipendenti... Per fare un esempio banale (ma mica tanto...): quante aziende hanno “premiato” (cioè regolarmente retribuito) i dipendenti che hanno realizzato il campionario quando gli toccava di fare le ferie con la famiglia, o che sono stati in azienda fino alle 10 di sera? Quante aziende hanno pagato il sabato e la domenica lavorativi a chi era in fiera a Milano? Vogliamo scommettere che si contano sulle dita di una mano, o forse meno? Bisogna cambiare molte cose amici miei, non solo spostare le date.... trooooppo facile....
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