Politica
Bufera sui prepensionamenti al Comune di Fermo. Il segretario Donati della Cisl attacca. Il sindaco Brambatti, su tutte le furie, gli risponde per le rime. LEGGI LA RISPOSTA INTEGRALE DEL SINDACO

“Un intervento scomposto, ingiustificato e totalmente privo di qualsiasi fondamento. In riferimento alla riduzione di organico per spending review, la sottoscritta in primis, e non di meno tutta l’Amministrazione, ha sempre avuto assoluta correttezza e massimo rispetto per i dipendenti comunali. E’ falso che la lista dei nomi apparsa su un quotidiano locale sia stata da me appositamente pubblicizzata, addirittura con enfasi. Sono indignata dalla gratuità di una simile accusa, Donati dovrebbe scusarsi con il Sindaco, e soprattutto con i dipendenti strumentalizzati a fini politici”. Inizia così l'intervento del sindaco Nella Brambatti in risposta al segretario regionale CISL Giuseppe Donati.

Bufera sui prepensionamenti al Comune di Fermo. Il segretario Donati della Cisl attacca. Il sindaco Brambatti, su tutte le furie, gli risponde per le rime.  LEGGI LA RISPOSTA INTEGRALE DEL SINDACO

Un duro intervento quello del sindaco Nella Brambatti che scrive:"Donati sa bene, e non può che ammetterlo, che gli stessi interessati considerano positiva la possibilità di pensionamento. Nonostante ciò continua ad attaccare l’Amministrazione e il Sindaco su questa scelta, alzando sempre più il tiro, finendo inevitabilmente per esagerare e arrivando a sostenere il falso: fa attività sindacale o si è spostato sul piano politico?, continua ad occuparsi degli interessi dei lavoratori o fa opposizione all’amministrazione fermana? Spieghi il segretario regionale della CISL dove ha letto di una pubblicizzazione dei nomi, in quale comunicato, da quali dichiarazioni mie personali ha potuto ascoltare i nomi. L’articolo a cui fa riferimento, pubblicato il 15 agosto su un quotidiano, non riporta alcuna dichiarazione, né alcuna informazione nuova, dato che gli argomenti erano stati già oggetto di precedenti incontri e la lista dei nomi è tutto fuorché una notizia. Quella lista è l’unica parte mai discussa prima pubblicamente, ma non può essere nemmeno considerata informazione, dato che il provvedimento prescinde dai nomi delle persone, prendendo in considerazione i profili professionali cui corrispondono dipendenti con determinati requisiti. Che poi si chiamino Giovanni Rossi, Maria Bianchi o Pietro Verdi non fa alcuna differenza. È stata quindi la diffusione a mezzo stampa di quei nomi e in quella forma a comportare disagio per i diretti interessati nel vedersi strumentalizzati. Ma questo a Donati non interessa, l’obiettivo è attaccare l’amministrazione, arrivando addirittura a criticare il tasso di “sinistrismo” della sua politica. Torno a chiedere: Donati vuole fare politica, si vuole arruolare tra gli oppositori dell’amministrazione?"

 

Sindaco Brambatti che, indignata, prosegue:"Quando abbiamo iniziato a discutere della possibilità di apportare una riduzione all’organico i nomi erano l’ultima delle necessità. Innanzitutto si doveva capire se questa norma, prevista per motivi di spending review, quindi di riduzione della spesa, rispetto ai quali non ci siamo certo nascosti, poteva essere utile al bilancio. Fin quando non siamo arrivati a questa conclusione mai e poi mai si è parlato di nomi.
Non solo. Quando si è deciso di effettuare la scelta si è necessariamente proceduto a verificare quale fosse il numero di dipendenti in possesso dei requisiti per accedere al pensionamento. Anche in questa fase non si è parlato di nomi, ma solo del numero complessivo dei dipendenti, dell’inquadramento, del periodo di pensionamento (è spalmato in tre anni, fino al 2016), dell’ammontare complessivo del risparmio che la scelta determinava in bilancio e dell’effetto sui servizi. Mai è stato necessario discutere di nomi. Tanto che nell’allegato alla Delibera di Giunta non compaiono nomi".

 

E ancora: "Donati polemizza in modo inopportuno e fazioso anche sugli indirizzi individuati per assorbire l’impatto a livello organizzativo. Dice che i posti tagliati non potranno essere mai più coperti con nuove assunzioni, ma nell’affermarlo omette di dire che il provvedimento fa espressamente salvi i pensionamenti ordinari oltre ai profili dell’area socio assistenziale e della polizia municipale. Donati sostiene che il passaggio di cinque educatori dell’asilo nido agli uffici del settore servizi sociali sia una scelta accettabile solo al momento. Esclusa la possibilità di mantenere lo stesso numero di educatrici, che avrebbe determinato un passivo di gestione, qual’era l’alternativa, dato che la capienza dell’attuale asilo nido è stata ridotta per motivi di sicurezza dello stabile? Non oso nemmeno dirla, perché me ne viene in mente solo una, ed è riprovevole solo paventarla. Criticare è facile, più difficile è avere il coraggio di indicare una scelta diversa. Egli sostiene che appare fantasiosa la proposta di consorziare alcuni settori con l’ente Provincia. Faccio notare al segretario regionale CISL che non è fantasia, ma realtà, che non è una proposta, ma già una prassi, dato che per le buste paga la Provincia ha già svolto temporaneamente il servizio, e la Dirigente del settore Bilancio svolge l’incarico in entrambi gli enti. Le congetture sul futuro delle Provincie sono virtuali, non le collaborazioni già attivate. Il Segretario della CISL sostiene infine che l’informatizzazione dei flussi documentali, quindi di tutto quello che entra ed esce dal Comune, in particolare attraverso il sistema della posta elettronica certificata, sia la meno verosimile delle misure proposte, per l’arretratezza del parco informatico. E’ evidente che la dotazione tecnologica non è una dotazione strutturale ma strumentale, l’organizzazione di un ente amministrativo non è fatta da computer più o meno avanzati, ma sempre da persone e poi da procedure più al passo con i tempi. La misura proposta si riferisce in particolare al capitale umano, alla formazione dei dipendenti, all’aggiornamento delle procedure. Questa amministrazione pensa al capitale umano come risorsa dell’ente molto più e molto prima che al capitale tecnologico, che è solo funzionale. I computer si acquistano, un dipendente con 20 anni di conoscenza della vita amministrativa della città no. Invito la CISL a tenere a freno sollecitazioni o tentazioni politiche e ad avere con questo ente un rapporto corretto, quello che compete a un vero sindacato".

 

LEGGI L'INTERVENTO INTEGRALE DEL SINDACO DI FERMO NELLA BRAMBATTI

 

 

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Data pubblicazione : 20/08/2014 15:54
Scritto da : Paolo Paoletti
Commenti dei lettori
12 commenti presenti
  • Lancillotto

    21-08-2014 17:29 - #12
    Basta con questa inutile e stucchevole polemica sui dipendenti pubblici, talmente idiota da far vomitare. I dipendenti pubblici svolgono un ruolo come tutti. Commercianti, liberi professionisti, autonomi, agricoltori ecc.ecc. guai se non ci fossero. A loro sono affidate certe procedure legislative che necessitano di essere espletate per far funzionare l'organizzazione Nazionale e locale. Se non ci fossero loro certe procedure chi le svolgerebbe? In tutti i paesi del mondo esistono i dipendenti pubblici. Oramai in questa Italia fatta di Italioti, che invece di condannare i propri datori di lavoro che hanno delocalizzato, hanno evaso le tasse, hanno portato i loro soldi all'estero, comprato seconde e terze case per mogli amanti ed altro ancora e poi chiuso le fabbriche per buona pace di tutti, naturalmente con gli oneri a carico di tutti.... nessuno ne parla. Ipocrisia da piccole menti. Mentre i dipendenti pubblici che sono poi quelli da cui attingere i soldi per finanziare la cassa integrazione della Sadam, della Fiat e di tanti altri "INDISTRIALI" Italiani sono definiti "privilegiati". Tralascio ogni considerazione sul blocco degli stipendi da oltre otto anni, la modifica delle pensioni con il sistema contributivo e tutto quello che ne consegue in termini di potere reale di acquisto, per dire ai soliti saputelli nostrani che anche i Corpi di polizia che rischiano la vita giornalmente fanno parte dei dipendenti pubblici, anche il personale medico e paramedico degli ospedali che spesso salvano vite umane sono dipendenti pubblici. Ci sono anche dipendenti Comunali, soprattutto nei piccoli comuni che garantiscono con stipendi minimi il funzionamento delle istituzioni. Poi, è normale come in ogni settore sia pubblico che privato ci sono i "lavativi" costituzionali. Cioè quelli che pur non previsti dalla Costituzione intendono il lavoro come un passatempo,(ricordate la OMSA...), ma da qui a generalizzare credo ci passi un oceano. Concludo che in tutto questo è sempre la politica che la fa da padrona. In regione (Marche) per esempio, si continuano ad assumere persone quando il numero dei dipendenti è infinitamente superiore a quello necessario, (circa 250 unità) rispetto ai quasi 800 dipendenti attuali. Cari Italioti non sono i dipendenti pubblici il problema ma la Politica i Sindacati, gli apparati dei partiti e soprattutto la tanta ipocrisia che ha preso il sopravvento in questo paese.
  • impiegato comunale

    21-08-2014 12:39 - #11
    Vacci tu Sergio , visto che hai tanto tempo da perdere,a tappre le buche per le strade!
  • la solita disinformazione

    21-08-2014 11:20 - #10
    La fortuna di questa gente che siede ancora in comune,sindaco in testa,è che i diretti interessati 28 dipendenti del comune di Fermo COSTRETTI AL PREPENSIONAMENTO non possono rispondere per le rime alla Brambatti, altrimenti quanto scritto dal sindacalista Donati sarebbero dei complimenti.
  • alberto

    21-08-2014 10:00 - #9
    Arrivati hanno motivato i disservizi comunali per mancanza di personale, vi hanno messo mano rendendoli ancora più caotici e adesso hanno deciso di far restare a casa 28 dipendenti prima della scadenza, perfetto. Non sanno più dove attaccarsi, si smentiscono da soli e vogliono anche la ragione. Da prepensionare ci sarebbe il sindaco e la sua giunta, che potrebbero essere sostituiti dal commissario, anche in questo modo si risparmierebbe e si darebbe sollievo ai cittadini fermani.
  • Sergio

    21-08-2014 09:33 - #8
    Io credo che sia ore di farla finita con la difesa sempre e comunque dei dipendenti pubblici, in una situazione sociale così grave, difendere ancora i privilegiati pubblici dipendenti è vergognoso. Non ci possiamo più permettere di mantenere così tanta gente a spese di tutti, per cui chi può andare in pensione ci deve andare e gli altri si debbono rimboccare le maniche, perché tutta quella gente dentro agli uffici in un comune così piccolo non si giustifica più, inoltre, diversi impiegati dovrebbero andare ad aiutare i pochi dipendenti esterni a fare i lavori di manutenzioni, pulizie spazi verdi, tappare le buche ecc., non è giusto che per il fatto di essere stati assunti come impiegati non possono anche andare a fare alcuni lavori all'esterno. Nei piccoli paesi ancora ci sono dipendenti che fanno tutto, trasportano bambini con lo scuolabus, decespugliano le strade, tappano le buche, fanno i vigili ecc., perché a Fermo non si può?. Basta con il privilegio dello stipendio sicuro, fuori c'è gente che non ha nulla, tantomeno lo stipendio.
  • Piero

    21-08-2014 00:08 - #7
    Relativamente a questa vicenda, l'unica persona che dovrebbe dimettersi dalla sua carica è Donati, che ha rimediato una figuraccia epica, dicendo un mucchio di sciocchezze (come da me già detto a commento di altro articolo). Lasci perdere il mestiere di sindacalista, non è per lui (e nemmeno il ruolo di politico, se questo è l'inizio).
  • ma fatela finita.

    21-08-2014 00:01 - #6
    I più furiosi con la sora Nella Brambatti sono quelli che hanno esultato 3 anni fa in Piazza del Popolo sventolando bandiere del PD e di alcuni dei cespugli rimasugli rimasti; i consiglieri della maggioranza fuffa gli rinnovano la fiducia in consiglio e ne parlano non ma le ma malissimo con gli infuriati fermani per prenderne le distanze; si reggono per cuginopoli alla faccia della trasparenza; una giunta delegittimata dai vari ribaltoni con lo scopo di mandare via che aveva preso tante preferenze e aveva un cervello proprio per mettere su una squadra di nominati più allineati con il sindaco; con un ex assessore dimesso per avviso di garanzia e con un consigliere che non si è dimesso ma che è stato disconosciuto dai 2 partiti della sua lista, un record; prepensiona 28 dipendenti comunali i cui nomi sono stati pubblicati sul giornale, imagino i salti di gioia; si affida alla Provincia la quale non si capisce se rimarrà in vita o scomparirà; 3 anni di nulla e con un bilancio in profondo rosso, ma dove mettono i soldi che cacciano dalle tasche dei cittadini ?; partono per riorganizzare la macchina comunale e finiscono per cappottare e renderla un catorcio; in poche parole cari concittadini siamo nella cacca che più cacca non si può e il sindaco si arrabbia pure con un sindacalista che è stato l'unico a dire quello che noi fermani pensiamo di lei e della sua amministrazione, .....
  • giovanna

    20-08-2014 19:49 - #5
    Brava Sindaco
  • il dipendente

    20-08-2014 18:54 - #4
    Donati, potresti far assumere al posto dei 28 dipendenti comunali in prepensionamento gli ex dipendenti della sadam. Risolveresti il problema dell'annosa e vergognosa cassa integazione facendo pagare gli stipendi a Maccaferri visto econsidertao che voleva finanziare il nuovo ospedale. In pratica due piccioni con una fava.
  • tu Brambatti dovevi rimanere in pensione

    20-08-2014 17:25 - #3
    l'unica verita' un comune allo sbando dove il sindaco per non fallire ne manda 28 in pensionamento anticipato con riflessi negativi sull'importo della pensione. Che qualcuno come dice la Brambatti ne sia contento lo posso pure credere, anche perche' non dovrebbe piu' a che fare con lei e la sua giunta vuoi mettere il sollievo.
  • un dipendemte curioso

    20-08-2014 16:37 - #2
    Finalmente si legge un sindaco che fa il sindaco, replicando a fantasiosi protagonismi di un sindacalista che da tempo ha perso la bussola. Donati farebbe meglio a informarsi prima evitando così figuracce da dilettanti.
  • dipende da chi dipende?

    20-08-2014 16:17 - #1
    un dipendente con 20 di servizio non si acquista ma si trasferisce perche' dcomodo alla sinistra nel piu' totale silenzio dei sindacati e dell'opposizione.
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