Politica
Il futuro Sindaco. Fermano o no? Esperto politico o cittadino eletto da concittadini?

Nessuna obiezione sulle candidature a Sindaco di Fermo di Pasquale Zacheo e Massimo Rossi, persone stimate e certamente adatte al ruolo. Una osservazione però, dall’esterno, da non fermana, mi sorge spontanea: ma è possibile che Mamma Fermo non abbia partorito in tutti questi anni tra 40.000 anime, una persona capace e brava da essere candidabile a Sindaco? Da persona passionale, quando penso ad un Sindaco, penso ad una persona che ami così tanto la sua città da esserne padrona e schiava al contempo, da dedicare ad essa anima e corpo, da dimenticare qualsiasi altra cosa per dare la priorità a risolvere problemi, da non dormire la notte e dimenticarsi persino di fare pranzo e cena. 

Il futuro Sindaco. Fermano o no? Esperto politico o cittadino eletto da concittadini?

Sempre da persona passionale e appassionata di politica, vedo la figura del Sindaco raffigurabile artisticamente come una costola della città, estratta da essa quindi. Forse sono troppo sentimentale ma di Sindaci così ne ho conosciuti e ne conosco molti.
Qualcuno potrebbe giustamente sentenziare che un bravo amministratore è tale in ogni circostanza. Non sarebbe quindi necessario il legame territoriale. Vero anche questo. Ma allora, l’osservazione diventa ancor più complessa e dovrebbe intravedere la possibilità, sentita come una esigenza a questo punto, di adottare criteri di candidature professionali, selezionate da appositi albi a cui dovrebbero essere iscritte solo persone adatte al ruolo (per capacità? Per titoli accademici? Per esperienze pregresse?). Insomma un albo di politici di professione. In fin dei conti abbiamo l’albo degli avvocati, degli ingegneri, e così via. Tutti iscritti dopo aver terminato studi impegnativi e aver superato un esame. Perché non prevedere l’albo dei politici??? Ma la democrazia allora? Che fine farebbe? Quella che ha già fatto: una vita di apparenza. Senza più senso. Tanto vale farla morire definitivamente.

Letture:2743
Data pubblicazione : 24/03/2015 09:12
Scritto da : Nunzia Eleuteri
Commenti dei lettori
9 commenti presenti
  • mendicante

    25-03-2015 20:07 - #9
    Giorgio chi?
  • Giorgio

    25-03-2015 17:39 - #8
    Massimo Rossi, è un problema per te se non hai la stima di mendicante? Mendicante, mica pizza e fichi!
  • mendicante

    25-03-2015 14:51 - #7
    Sono contrario ai titoli e agli albi, e sono per descolarizzare la società. Daltronde un Ignegnere non è un dottore in ingegneria esattamente come un Filosofo non è un dottore in filosofia. Come Le Corbusier che non era laureato in architettura ma è stato un grande Architetto, esattamente come un capostipite dell'architettura moderna come Adolf Loos. Luciano Bianciardi scriveva che: Giuseppe Garibaldi è riuscito, con ottocento settentrionali scalzi e tremila picciotti arrembanti, a prendere Palermo, una città difesa da ventimila uomini, con navi, fortezze e cannoni, perché è un dilettante. I dilettanti sono sempre meglio dei professionisti, in qualsiasi campo e quindi anche sul campo di battaglia". E poi i tecnicismi sono le ancelle della politica, lo stesso Le Corbusier affidava le sue idee a degli studi di cui si fidava, esattamente come un vero politico sceglierà i suoi tecnici in base alle sue idee, al fine di realizzarle. Tornando ai nomi fatti, io non li conosco, se non marginalmente. Stimati da chi?
  • luigi

    24-03-2015 21:33 - #6
    A fermo le candidature si fannoal bar, incaserma, in chiesa, lo sport preferito di tutti e' sparare la palla piu' grossa, tutti a cercare medici, chirurghi o veterinari, carabinieri o farmacisti, i tuttologi della politica cercano a fwrmo un candidato espressione della societa' civile in un paese che di civile non ha niente:comunque basta gli avvocati, categoria plurinominata negli ultimi scandali, butto la' un nome per i nostalgici: gianni rivera ma solo perche' pablito rossi al momento non e' disponibile, xiao ragazzi ci si vede il 7 giugno.
  • Catarino Cesà

    24-03-2015 13:20 - #5
    Questo è uno degli argomenti grazie ai quali si "misura" il grado di discussione cittadina, da non confondersi con il becerume ciarliero della polemica fine a se stessa. Si potrebbe argomentare in mille modi e tutti, se in buonafede, apprezzabili. Io scelgo un piccolo spazio circa il ruolo di sindaco, perchè lo ritengo interessante in prospettiva di altri interventi.In genere si associa alla figura del sindaco una determinata persona che può, compatiblimente alle sue forze fisiche, incontrare i suoi amministrati, ma questo ruolo decade nello stesso confronto con i numeri degli amministrati, perchè una cosa è diventare sindaco di un piccolo-medio centro abitativo come lo è Fermo, altra cosa è diventare sindaco di Roma, Milano o Napoli. A parità di mansioni sono enormemente diverse le responsabilità, per cui se per Fermo si potrebbe parlare di sindaco, per Roma, Milano o Napoli si dovrebbe parlare di altre figure, e di conseguenza la stessa elezioni a Fermo è solo una scelta cittadina, mentre in altre metropoli è una ben chiara decisione politica ai massimi sistemi. L'ultima cosa che mi preme sottolineare è magari una banalità, ma se ci stiamo domandando chi possa diventare sindaco, parimenti ci dovremmo chiedere chi possa diventare elettore, perchè spesso si commettono più crimini votando che guidando la macchina, per cui una sana discussione sul dare o non dare il permesso di voto non la vedrei per nulla anacronistica.
  • gianfranco vastaroli

    24-03-2015 12:19 - #4
    In un paese dove solo alcune forze politiche (e non tutte) chiedono a gran voce di votare, di eleggere cioè il proprio primo ministro ed i parlamentari (ed anche il Presidente della Repubblica direttamente dal popolo) ma ciò non avviene, perché così vogliono quelli che un tempo si riempivano la bocca di democrazia e partecipazione, come scandalizzarsi di ciò che avviene negli enti locali ? L'esempio viene sempre dall'alto.
  • Enrico Vignati

    24-03-2015 10:57 - #3
    Apprezzo molto questa osservazione, e mi sento di condividerla. Sono Sindaco di un piccolo Comune della Provincia di Pavia dal 2004, paese in cui risiedo dal 1985 e per il quale mi sono impegnato, e continuo a farlo, con tutte le mie forze. I Comuni, e nello specifico i Sindaci, sono il primo punto di riferimento per un cittadino, il contatto immediato con l'Amministrazione Pubblica, e conoscere il tessuto sociale in cui vivi, le sue problematiche e le sue potenzialità consente di svolgere al meglio un servizio pubblico, perché è questo che un Sindaco è chiamato a fare. Incontrarsi con la gente, ascoltare (non sentire) ciò che ti vogliono dire e vivere ciò che stai facendo ti spinge a lavorare con ancora maggior impegno. Ciò che mi piace ricordare ai miei colleghi, è che ciò che noi facciamo in questo periodo della nostra vita, il pro tempore davanti a Sindaco ce lo deve ricordare sempre, è ciò che troveremo quando torneremo ad essere normali cittadini. Un Sindaco che non vive nel paese che amministra, pur con tutte le capacità che possa mettere in campo, rimane solamente un amministratore "d'azienda", che deve far quadrare i bilanci, cercare di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e, inutile nascondersi dietro un dito, provare a mostrarsi sullo scenario politico più vasto. Dopo cinque anni, massimo dieci, tornerà a casa sua e non sarà più disturbato. La mia oramai lunga esperienza amministrativa mi ha portato a toccare con mano queste problematiche, ed è per questo che ritengo sia non utile ma indispensabile avere un Sindaco che viva il paese, la città. Abbiamo già troppe persone in Italia che esercitano la professione del politico, lasciamo che i Comuni rimangano nelle mani degli Amministratori.
  • Renato Brandi

    24-03-2015 10:42 - #2
    Troppo semplice cara Nunzia, il 99% dei candidati dai partiti politici dovrebbero tornare a casa e imparare le basilari regole della buona educazione prima ancora di affrontare temi più complessi che,per i più, sono praticamente inavvicinabili e irraggiungibili per capacità e voglia di fare !! Perché ho detto qualcosa di strano ?? Pensate mentalmente a qualche politico : gli affidereste il portierato di casa ?? Datevi una risposta se riuscite. Poi, come non bastasse, qualcuno si chiede perché è sempre più alta in percentuale l'area delle persone che non vanno a votare o votano scheda bianca ?? Anche quì datevi una risposta !! Non conosco questi signori troppo bene, ma immagino che siano arrivati alla candidatura come in buona parte dell'Italia......................E' ora proprio di cambiare!! E per ultimo, se mai fosse possibile, chi decide le materie d'esame per l'accesso all'albo professionale e chi presiederebbe le commissioni ?? Bella domanda questa.
  • paolo

    24-03-2015 10:21 - #1
    voi del pd ma non vi vergognate???? senza idee e programmi....siete scesi cosi in basso che vi siete appoggiati ad un carabiniere....senza primarie.....senza un programma.....spero che la citta'non vi voti...di male in peggio....FERMO A UN FERMANO!!!!! x la redazione...non fate i comodi di nessuno...pubblicate tutto senza paura...
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications