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Fermo al voto. Intervista a Giambattista Catalini: “Seminare bene affinchè gli altri possano raccogliere”. Ed una domanda finale. Vittoria al primo turno? LEGGI IL PROGRAMMA

Si è presentato alla conferenza stampa che annunciava la sua candidatura portando con sé il libro di Giovanni Falcone 'Cose di Casa Nostra'. Una figura, quella della magistrato assassinato il 23 maggio 1992 a Capaci,  che il candidato sindaco Giambattista Catalini stima profondamente. Da un altro libro si è invece ispirato per quella che è la frase che rappresenta l'ispirazione per questa campagna elettorale: “Imparare a seminare bene, lasciando che gli altri possano raccogliere”. Abbiamo incontrato Catalini in redazione, e abbiamo cercato di capire meglio la sua figura. In questa occasione il candidato sindaco appoggiato da ben sei liste (Forza Italia, Fermo Libera, La Spiga, Movimento Pro Territorio, Fermo 2020, Democrazia Cristiana) ci ha presentato il programma ufficiale che pubblichiamo integralmente. 

Fermo al voto. Intervista a Giambattista Catalini: “Seminare bene affinchè gli altri possano raccogliere”. Ed una domanda finale. Vittoria al primo turno? LEGGI IL PROGRAMMA

“Imparare a seminare bene, lasciando che gli altri possano raccogliere. Perchè ha scelto questa frase come riferimento della sua candidatura?

Credo che la politica interpretata correttamente sia sicuramente il più alto degli impegni civili mezzo e strumento, per rappresentare chi ci elegge per il bene comune. Sono pronto ad assicurare in maniera totale lo stesso impegno che ho messo nella professione nel governo della città affiancato da tante persone di sani principi provenienti dalla società civile. Penso e vedo Fermo ricollocata nel suo ruolo di capoluogo, punto di riferimento per le città limitrofe, per una marca fermana feconda e quindi unita.

Lunedì è stata presentata la coalizione, se non sbaglio è la più numerosa?

Sono sei liste, per un totale di circa 180 persone. Una forte squadra fatta da persone che lavorano. Non solo professionisti della politica, ma anche figure fortemente inserite nel tessuto sociale, che amano Fermo e che desiderano interpretare da protagonisti una ineludibile e necessaria inversione di rotta attraverso una democrazia partecipata. Non si può andare incontro ai miraggi inapplicabili di una fantasmagorica democrazia diretta, in quanto verrebbe meno la necessità di elezioni di un consiglio comunale e di tutto ciò che istituzionalmente è necessario per governare una città , una provincia, una regione.

Un punto del programma a cui tiene particolarmente?

Il progetto Campagna Amica, già sostenuto e sponsorizzato da Coldiretti, per incentivare l'incontro fra produttori e consumatori a chilometro zero. Un'agevolazione del percorso burocratico di competenza comunale per quello che riguarda l'accesso ai fondi europei per gli agricoltori, una Tarsu per gli stessi come categoria 'amica'. Stessa cosa per l'Imu. Un'assicurazione di una gestione di appalti per le mense, come già fatto ad esempio nella Regione Lazio ed a Roma, con un no secco per appalti unici ma un sì totale a gare separate, per dare la possibilità ai produttori nostrani di poter piazzare i nostri prodotti. Realtà piccole che verrebbero sicuramente spiazzati con una gara unica dalle macro aziende.

Altro?

Consiglieri comunali al centro dell'azione politica portavoce dei vari quartieri. Bilancio partecipato triennale. Lavori pubblici partecipati. Vero capovolgimento della prospettiva del rapporto tra cittadino ed amministratore e tra i vari organi di governo del comune. Rilancio dell'attività della cultura, attraverso una collaborazione con Walter Scotucci e partnership con Vittorio Sgarbi. Principio di legalità e la responsabilità pubblica e privata. Senso civico e rispetto istituzioni. Spirito di servizio. Principio di solidarietà. Tutela dell'ambiente. Obiettivo degli obiettivi è ridare alla città ottimismo verso il suo futuro. E chiaramente la sanità, chicca finale: riuscirà ad ottenere un servizio di emodinamica presso il Murri di Fermo alla stessa stregua di tutti gli altri ospedali delle marche.

Entriamo nella competizione elettorale, come giudica questo inasprimento di toni?

Innanzitutto mi preme sottolineare che io mi sento di rappresentare l'area moderata che è ancora maggioritaria. Quest'area sta alla finestra aspettando un fattore nobilitante per essere motivata ad andare a votare. Personalmente ho detto e sottolineo che non sono attratto dalla polemica, non sono attratto dai polemici, perchè verrei trascinato in un campo che non mi interessa e non interessa all'area moderata che rappresento. Sui problemi scottanti oggetti di polemica, io non ho soluzioni precostituite da tirare fuori dal cappello, ma ho la capacità intellettuale, non legata solo a una laurea e tre specialità ed a tanti altri riconoscenti nazionali e regionali presi, ma penso di avere ottenuto da questi studi il metodo e la libertà di pensiero, la necessaria calma con lucidità cerebrale e mano ferma per saper, a tempo debito, prendere le dovute e necessarie e condivise decisioni. Glispot polemici elettorali non mi entusiasmano e non entusiasmano tutte le persone che la mattina si alzano, devono andare a lavorare, e si devono occupare di tutti i problemi reali giornalieri.

Vittoria al primo turno?

Le sembrerà strano ma il motto mio di sempre, sia di quando studiavo che nel mio lavoro, è stato sempre quello di pensare a lavorare bene al momento perchè poi i risultati sono sempre arrivati. Faccio un esempio pratico. Di fronte ad un intervento chirurgico, il paziente o i parenti che sono fuori, non vogliono sapere se uno è stato rapido, se ci ha messo poco, se ha fatto subito, vogliono sapere se è stato fatto quello che andava fatto bene, e se 'dottore lei è soddisfatto del suo lavoro?'. Se uno ha lavorato bene il risultato e generalmente un buon risultato.

 

LEGGI IL PROGRAMMA INTEGRALE DEL CANDIDATO CATALINI

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Data pubblicazione : 06/05/2015 16:28
Scritto da : Paolo Paoletti
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • L'osservatore

    07-05-2015 17:10 - #2
    E' vero che sei liste sostengono Catalini, ma è altrettanto vero che sono elettoralmente deboli. Confrontate le liste di Romanella, Fermo Libera e Forza Italia di oggi e quelle di quattro anni fa. C'è una grande differenza, in meno. Catalini si è accorto di questo?
  • Carlo

    06-05-2015 21:13 - #1
    Leggo dal programma: "Realizzazione di un sito che ospiti “l’Europa in miniatura” parco tematico che ospiti riproduzioni in scala di monumenti, chiese, palazzi e piazze europee immerse in un paesaggio naturale offerto dall’area volo di Marina Palmense". Questo è GRANDIOSO... cioè i beni culturali a Fermo hanno bisogno di restauri urgenti e noi dovremo fare l'italia in miniatura, che oramai non la va a vedere più nessuno, sta da tutte le parti... mi è cascato l'occhio lì... Ho visto anche l'urgenza dei parcheggia a San Marco e Santa Petronilla (non so... io mai trovato grandi problemi... più difficile il centro... o nei pressi dell'ospedale). Poi il fatto di "Rafforzamento del centro storico attraverso l’insediamento di attività commerciali nei palazzi storici , da realizzarsi con lo strumento urbanistico", mettiamo un sexy shop nel palazzo degli Studi? Attira... Poi vabbè ci sono tante altre cose da fare ma mi chiedo con quali soldi se dal programmo dichiarano: "Alleggerimento della pressione fiscale in particolare sulla tassa TARI e riduzione dell’IMU sulla casa in uso ai figli equiparandola a quella dell’abitazione principale". Comunque l'Italia in miniatura è il cavallo di battaglia!
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