Politica
Fermo al voto. L'altra Fermo di Massimo Rossi. Il candidato sindaco illustra il suo: “Laboratorio di buona politica”

Continuano le interviste per conoscere meglio i candidati alla carica di sindaco di Fermo. Abbiamo incontrato oggi Massimo Rossi, appoggiato dalle liste 'L'Altra Fermo Sinistra Unita' e 'Fermo Migliore'. Un confronto a 360 gradi che va dal programma elettorale per la città al racconto delle passate esperienze da sindaco di Grottammare e da presidente della Provincia di Ascoli-Fermo. “Mi affascina l'idea che Fermo oggi, proprio per la sua crisi – ci ha spiegato Rossi- offra le condizioni e l'opportunità di costruire un laboratorio di buona politica e di un futuro alternativo che possa essere esempio e riferimento ben al di fuori delle sue mura cittadine”.

Fermo al voto. L'altra Fermo di Massimo Rossi. Il candidato sindaco illustra il suo: “Laboratorio di buona politica”

Con il passare dei giorni, gli incontri, i vari appuntamenti, la sua candidata si è rivelata essere la vera sorpresa di questa tornata elettorale?

La sensazione che ho anche io è che riusciamo a contagiare di speranza tutti coloro che abbiamo modo di incontrare. Perchè il nostro avversario principale non è un candidato concorrente ma è la rassegnazione a una politica sciatta e inefficace, tutta ripiegata su ambizioni personali ed interessi particolari.

In cosa consiste questa contaminazione?

Nel prendere atto che il cambiamento e la migliore soluzione ai problemi di Fermo possono essere il risultato di un'amministrazione capace di ascoltare, di fare sponda ed offrire una regia alle numerose realtà sociali, culturali, presenti sul territorio per promuovere un progetto che renda Fermo una città dove è bello vivere e che vale la pena visitare.

Entrando nel programma, qual'è uno dei progetti a cui tiene particolarmente e che va in questa direzione?

In realtà si tratta di un insieme di progetti capaci di portare la città all'altezza delle sfide che il mondo contemporaneo ci impone. Progetti per dare qualità ambientale, come la necessaria riduzione e il maggior recupero dei rifiuti. Nonchè la riqualificazione delle aree verdi e di parti degradate della città. Progetti per promuovere un'economia della conoscenza ed un lavoro di qualità attraverso, ad esempio, una diversa riconversione della Sadam, per farne un polo scientifico e tecnologico dove fare incontrare saperi e produzione, con università centri di ricerca, , incubatori di imprese, spazi museali interattivi.

Una città che vive però anche un'emergenza sociale e che vede sempre più a rischio lo stanziamento di risorse a riguardo...

Infatti, anche in questo ambito, senza venir meno all'impegno diretto dei Comune, che istituirà nuovi servizi ed un fondo di solidarietà anti-crisi, si tratta di valorizzare e supportare, con un vero e proprio 'piano regolatore sociale' tutte le forme di attivismo e di mutuo aiuto di cui la città è ricca. Per rendere Fermo più giusta, solidale e attenta ai diritti di tutti coloro che la vivono.

Quanto incide, nell'efficacia e nella concretezza della vostra proposta, la precedente esperienza come sindaco di Grottammare e come presidente della provincia di Ascoli-Fermo?

Effettivamente incide moltissimo. La positiva trasformazione di Grottammare resta uno dei rari casi di bella politica in cui i cittadini si sono innamorati di un metodo di governo che li responsabilizza, li rende partecipi e protagonisti delle scelte fondamentali.

Sbaglio o questo metodo va ancora avanti?

Nonostante in fatto che dalla data della mia prima elezione sia letteralmente cambiato il mondo, a Grottammare quel metodo va avanti, e non è un caso che da cinque mandato il movimento di cui sono stato tra i protagonisti continua a riscuotere la maggioranza assoluta dei consensi.

Come risponde a chi storce il naso per quel che riguarda la sua esperienza da presidente della provincia di Ascoli?

Intanto la provincia che ho guidato comprendeva i quaranta comuni del fermano che ho coordinato, nella mia azione di governo, con apertura ed equilibrio, un dato di fatto che può essere confermato dai rispettivi sindaci e dagli attori sociali di quel periodo. Riguardo la separazione delle due realtà territoriali, ritengo di averla accompagnata come garante di equità, coinvolgendo in una commissione paritetica, una la piena rappresentanza di entrambi i territori. Tanto è vero che sono riuscito a garantire patrimoni e personale che hanno reso operativo il nuovo ente fermano. L'ho fatto con senso di responsabilità anche a costo di far saltare gli equilibri della mia precedente coalizione. Lo dimostra il fatto che nella successiva tornata elettorale la mia presenza è stata alternativa al PD ascolano resosi protagonista di una scomposta gazzarra a soli fini strumentali.

Da una parte la accusano di non essere fermano, dall'altra la sua candidatura dimostra un attaccamento a questa città. E' un controsenso?

Innanzitutto come potrei non essere legato nel profondo alla città in cui sono nato, ho studiato, dove ho trascorso una parte importante della mia adolescenza, ho scelto da che parte stare politicamente e ho il privilegio di lavorare con i ragazzi dell'IPSIA da oltre un ventennio. In secondo luogo avendo speso tutta la mia vita per affermare la possibilità di un cambiamento, mi affascina l'idea che Fermo oggi, proprio per la sua crisi, offra le condizioni e l'opportunità di costruire un laboratorio di buona politica e di un futuro alternativo che possa essere esempio e riferimento ben al di fuori delle sue mura cittadine. Una sfida a cui non avrei mai potuto sottrarmi. Peraltro molti sostengono, a ragione, che il non aver partecipato negli ultimi anni alle infelici vicende politiche locali mi conferisca un equilibrio e l'indispensabile distanza da centri di potere e da interessi estranei al bene comune. Unico fine da sempre del mio impegno di cittadino attivo.

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Data pubblicazione : 15/05/2015 14:10
Scritto da : Paolo Paoletti
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • mendicante

    16-05-2015 14:13 - #2
    La Provincia di Ascoli è in dissesto finanziario...
  • Per non dimenticare

    16-05-2015 11:36 - #1
    Provincia di Ascoli Piceno: comuni: 73. Abitanti: 369.371. Presidente: Massimo Rossi – Rifondazione comunista. Consulenze: 412. Sono state assegnate quasi due consulenze (1,87 per l’esattezza) ogni giorno lavorativo! Un record? Spesa prevista: 4.856.445 euro. Euro erogati: 2.965.093 (61%). Quasi sei miliardi di lire! Costo per abitante: 8,03 euro.
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