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La Sinistra ha la febbre alta. Sulle unioni civili Italia Cenerentola d'Europa

Il coordinatore provinciale di Sel interviene sull'approvazione della legge Cirinnà e sui destini della sua parte politica, frammentata e distante dal PD

La Sinistra ha la febbre alta. Sulle unioni civili Italia Cenerentola d'Europa

La Camera ha detto Sì alla legge sulle unioni civili, che ha come prima firmataria la deputata del Partito Democratico Monica Cirinnà. Un atto importante, da parte del Governo e del Parlamento, che però lascia ancora molti dubbi a sinistra e non solo.

Perchè se da un lato Roberto Vallasciani, coordinatore provinciale di Sel dal congresso fondativo dell'ottobre 2010, ammette che la sinistra italiana abbia “la febbre alta”, con il caso Roma a delineare un futuro quantomeno fosco, dall'altro non mancano le critiche per la mancanza di coraggio dello stesso PD su una materia delicata come quella delle unioni civili.

 

“L'Italia era la Cenerentola in Europa e avere un minimo di normativa su una realtà come quella delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, era il minimo che andava fatto. Ma non dobbiamo dimenticare - e l'esultanza del PD è assolutamente fuori luogo - che questa è la legge voluta ed approvata dal Nuovo Centrodestra, vale a dire Alfano, Lupi e Formigoni, che hanno posto dei paletti rendendola la più restrittiva a livello europeo. Cameron in Inghilterra, quindi il Centrodestra d'oltremanica, ha fatto una legge molto più ampia e molto più compiuta. E' chiaro che ci accontentiamo di tutto rispetto al nulla.”

 

E' stato una sorta di percorso ad ostacoli, che però ha avuto un finale.

“La stessa Cirinnà, quando è stata ipotizzata questa versione del testo approvato, ha minacciato le proprie dimissioni. Dopodiché, questo è un Paese dove le dimissioni si minacciano e non si danno mai, così pur di rimanere nella cerchia del Governo e di garantirsi uno scranno parlamentare ha fatto un passo indietro. Quando governi con il Nuovo Centrodestra e vai a confrontarti su questi temi poi devi fare i conti con quelli che sfilato al Family Day. Questo è un primo piccolo risultato, ma il minimo che ci si potesse aspettare da un partito di Governo come il PD che aveva i numeri per far passare un altro testo che sarebbe stato votato anche dai Cinque Stelle e da Sinistra Italiana. Però hanno preferito mantenere gli equilibri con gli attuali alleati di Governo.”

 

Siamo in piena campagna elettorale. Come sta la Sinistra?

“La Sinistra non è sicuramente messa bene, nel senso che il partito che ha ereditato storicamente quella che era una base elettorale di sinistra, che è il PD, di fatto oggi ha avuto una trasformazione antropologica per cui è diventato un partito che non ha più nulla a che vedere con la storia della sinistra. Detto ciò, la cosa più grave è che nonostante tutto lo spazio che si è liberato alla sinistra del PD, una prateria dimostrata dal fatto che oltre il 50% degli aventi diritto non va a votare, devo dire da esponente di una sinistra che non c'è che è un peccato non si riesca a mettere in campo un progetto credibile, sul quale invece si tenta di lavorare in queste settimane. Bisogna saper dare una proposta ai cittadini, altrimenti molti non vanno a votare ed altri votano i Cinque Stelle, partito rispettabilissimo ma che per sua stessa ammissione non fa parte della storia della sinistra.”

 

Il caso Roma (vale a dire l'esclusione delle liste di appoggio al candidato sindaco Stefano Fassina) quanto può danneggiare il percorso di unificazione delle forze di sinistra avviato negli ultimi mesi?

“A livello psicologico è una mazzata terribile. Innanzitutto, mi auguro - perchè poi a volte qualche miracolo avviene, vedi il caso del 2012 di Sant'Elpidio a Mare - che il TAR riammetta la lista di Fassina. Se ciò non avvenisse, sarebbe una botta notevole. Perchè quando si crea l'entusiasmo di aver aggregato tutto l'arcipelago a sinistra del PD con un candidato credibile, con dei sondaggi lusinghieri che davano questa lista oltre il 7%, veder sfumare tutto questo può essere una secchiata di acqua gelata su quello che potrebbe essere un cantiere, così come fatto a Torino con Airaudo ma non a Milano, dove la sinistra è spaccata. Sarebbe un colpo durissimo, rispetto al quale non so se le conseguenze possano essere tali da divenire fatali. Però spero che la sinistra, che si è leccata le ferite tante volte, possa ripartire di nuovo.”

 

Scendiamo nel Fermano. L'ultima notizia è quella dell'uscita definitiva di Sel dalla maggioranza che governa Montegranaro. Lo scorso anno c'era stata Fermo. Insomma, un quadro quantomeno complicato per la sinistra, anche se rispetto al territorio regionale va dato atto che, almeno qui, sono stati raggiunti risultati importanti.

“Da un lato è lo specchio della situazione nazionale: laddove sono state sperimentate con tanta buona volontà forme di alleanza con il PD per andare ad amministrare i Comuni, si è visto che nell'arco di breve tempo - e lo abbiamo visto sia a Fermo che a Montegranaro - è stato praticamente impossibile poter trovare qualsiasi punto di convergenza. D'altro canto, gli insuccessi elettorali di Sel, comunque sempre coerente e disponibile al confronto, sono dovuti al fatto che l'elettore, stanco di votare PD, non vota un suo alleato. Oggi c'è impossibilità di rapporti con il PD e un'alleanza è improponibile a livello locale e nazionale.

 

Dicevamo del Fermano avanguardia della sinistra regionale.

“Sul Fermano di positivo è che nella costruzione di qualcosa di nuovo, Fermo è un punto di riferimento regionale ma anche un'isola virtuosa al livello nazionale. Infatti, sono pochi i casi in cui a sinistra ci sia una collaborazione tra tante realtà - Sel, Rifondazione Comunista, una parte di coloro che sono usciti dal PD, tanti che si erano allontanati dall'impegno politico - che dall'operazione L'Altra Europa con Tsipras hanno dato vita ad un gruppo di lavoro. Gruppo che si sta tuttora prodigando per portare avanti un progetto di sinistra e che se avesse un riscontro a livello nazionale avrebbe già risolto il problema.”

 

Ultimo passaggio: cosa ti aspetti? E cosa sogni, se ancora è possibile sognare ancora in questo Paese, almeno da un punto di vista politico?

“A noi l'unica cosa che non ci potrà mai essere preclusa è la possibilità di sognare. Io mi auguro che si riesca finalmente a dare una risposta a tutta quella parte del Paese che oggi non è disinteressata alla politica o che cade nel qualunquismo o che si ritira nel privato. Una parte che non trova una risposta adeguata di rappresentanza nel panorama dei partiti cosiddetti tradizionali. Se a sinistra si riesce a far passare un messaggio di questo genere e a realizzare qualcosa di concreto, è l'unica speranza per una generazione coerente, che ha sempre fatto politica con il cuore, non si è mai prostituita ma che fondamentalmente oggi rischia di essere perdente. Però io non voglio perdere la speranza che se nella vita non ti prostituisci, non cedi alle tentazioni, tu debba essere per forza un perdente. Mi auguro che anche quelli che hanno fatto della coerenza un proprio stile di vita possano domani portare a casa un risultato tangibile e dire che la politica è anche qualcosa di virtuoso e di positivo. Capisco che sono le cose che dicevo quando facevo il Liceo e che sembrano molto adolescenziali, però siamo aggrappati a questo sogno e continuiamo così.”

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Data pubblicazione : 12/05/2016 07:54
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Caterino Cesà

    12-05-2016 20:53 - #2
    Leggendo Vallasciani, ma specialmente leggendo il commento astioso di un "dai a chiacchiere" che aumenta la mole delle chiacchiere e non il suo terminare, mi convinco sempre di più che uno dei veri problemi di quella che una volta era la Sinistra, è l'uso e l'abuso di un linguaggio politico che la gente non recepisce o non vuole sforzarsi a recepire. Dalla banalissima semplicità di Berlusconi, con le sue cosce e culi, fino ad arrivare a Renzi con le sue esagerazioni da compagnucci della Parrocchietta, la gente si è assuefatta all'uso di un linguaggio politico modestissimo se non addirittura assente, circa profondità ideologiche o solo concetti filosofici di base ma non più di altezza. Per cui si potrebbe continuare a dialogarci addosso quanto vogliamo ma se i comportamenti sociali e l'introspezione politica che le televisioni e i giornali propongono è questa, continueremo ad assistere a trionfi di cafonaggine assoluta senza poter incidere di un niente circa i risultati elettorali odierni. Viste certe proposte televisive o solo leggendo certi sedicenti articoli giornalistici ci si dovrebbe anche sentire fortunati se ad oggi la dittatura si presenta solo come un governo di approssimativi e non come un regime carcerario, dovremmo sentirsi lusingati se questi sedicenti politici ancora ci considerino carne da macello e non arrivino a vedere in noi altro che baionette e madri della Patria. Ma continuando a non cambiare linguaggio faciliteremo ancora di più il lavoro al ribasso che questi politici stanno compiendo circa le antiche voglie di impegnarsi che, in decenni passati, erano linfa dialettica e non noia mortale fra un varietà e un talent. Caro Vallasciani, certi crolli in passato sono stati anticipati da rumori che in troppi hanno voluto confondere con la crescita del consenso, mentre erano i passi in lontananza di gente che traslocava verso altri canali televisivi o verso partiti dai vizi antichi ma con l'insegna cambiata, è colpa anche nostra non aver capito che dietro il vuoto dialettico di due come Berlusconi e Renzi, non si nascondeva l'inciviltà ma l'arroganza di chi di noi ha chiarissima la considerazione che siamo, in fondo, degli emeriti coglioni. E dare loro torto, ora come ora, francamente non sarebbe intelligente anche se è una considerazione amarissima.
  • DAI A CHIACCHIERE !

    12-05-2016 10:53 - #1
    La legge sulle unioni civili non sarà la migliore - e poi non l' ha fatta la Sinistra degli eroi puri duri e teorizzatori, quindi comunque non va bene - ma se aspettavamo che i teorizzatori puri e duri della aristocrazia politica civico nazionale di sinistra si mettessero d' accordo tra loro, campa cavallo che i compagni teorizzano. Fassina ed il suo movimento hanno dimostrato di essere un branco di imbecilli incapaci pure di presentare la domanda di partecipazione alle elezioni comunali, si sono sbagliati con le autentiche di firme: la idiozia più grossa e frequente che avviene in ogni elezione, la cosa più elementare e comune che si va a cercare da parte della Commissione Elettorale. Continuino pure a sognare il loro mondo migliore dove tutti i problemi saranno risolti. Noi miseri mortali continuiamo a contentarci di un passo alla volta, sapendo che la strada è lunga e possiamo farla solo a passetti piccoli. A Roma mancherà un 7% di voti, i teorizzatori di cui sopra se li sarebbero suddivisi in 14 ideologie ed interpretazioni diverse, meglio così. E grazie fin d' ora perchè darete a Roma Marchini.
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